Ho scoperto Ashely Wood più di quindici anni fa, in una fumetteria polverosa della mia città. Io e mio fratello ci eravamo da poco innamorati di Spawn di Todd McFarlane e delle tavole di Greg Capullo, quando l’albo mensile iniziò a presentare lo spin off Sam and Twitch. Le cover erano illustrate da Wood.


A partire da quel momento il nostro gusto iniziò a cambiare. Wood non era un illustratore convenzionale. Colori e atmosfere erano del tutto estranei al comic book patinato americano. Le sue tavole erano (sono) dipinti espressionisti, fumosi e macabri. David Lynch e Edvard Munch. Rimanemmo folgorati. E lo siamo tuttora.
Wood lavora combinando diversi media, dalla pittura ad olio al digital artmaking. Negli anni ha lavorato per Marvel, DC, Image, IDW, Konami, stravolgendo le consuetudini di fruizione, rivoluzionando lo stile grafico dei comic book, giocando con le regole della narrazione sequenziale, suggestionando i lettori. Ha creato capolavori come Automatic Kafka, Hellspawn e il folle Popbot assieme al genio di Sam Kieth.
Sensuale e ironico, violento e spettrale. Uno dei maggiori innovatori delle moderne graphic arts, come i suoi amici Jeremy Geddes e Kent Williams.



























































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