Eugenio Recuenco: ovvero come mettere da parte l’invidia e ponderare la possibilità di diventare omosessuale per quest’uomo.

- Vaffanculo! – È stata la mia prima parola quando vidi il primo scatto di Recuenco, – no, non è possibile! Sarà lo sporadico capolavoro di un fotografo pubblicitario di mestiere… (la prima foto che vidi per intenderci è una della serie di Cappuccetto Rosso).
- Ma che bel set!, – ripetevo tra me e me, – proprio bello, cinematografico, con tonnellate di luce continua, profuma di nuovo, gotico sì! ma profuma di nuovo.
- Come si chiama ‘sto stronzo?
- Ah sì, ecco! Recuenco, Eugenio Recuenco… – copia n’golla su Google!
- Ecco il sito! (fischiettavo)
- La bio: Eugenio Recuenco, nato a Madrid nel 1968 (bla bla bla bla), fashion photographer (bla bla bla), (fischiettavo e battevo le dita sul tavolo)
- Portfolio [...] (non fischiettavo più, la mia bocca era spalancata).
La foto di Cappuccetto Rosso che avevo visto era la più brutta di quel patrimonio dell’umanità che è il suo portfolio. Divoravo le sue immagini con stupore.
Dopo tre ore passate così pensai: mo…ora…a questo…lo voglio proprio vedere in faccia.
Becco ‘sto video, clicco play e compare l’immagine di questo spilungone tutto sorridente che fa il bischero a tutto spiano con il giornalista che lo intervistava. Ride di gusto, racconta barzellette, è divertito e divertente, non sembra il cupo ed inarrivabile genio delle sue foto, ma sembra più uno dei miei amici minchioni con cui mi sbronzo a San Lorenzo la sera.
Dopo pensai, un uomo che interpreta Don Chisciotte nel calendario della Lavazza in un self-portrait non può essere uno dei miei amici.
Un uomo che interpreta Don Chisciotte nel calendario della Lavazza in un self-portrait è un puro.
































































“Puro” spettacolo!