François-Marie Banier

François-Marie Banier - Painted Photography

“Io non fotografo io prendo. Prendo tutto ciò che c’ è da prendere. L’omino, la signora, il cane, il bambino, anche le betoniere. Mi attira il racconto che indovino dietro ogni essere, quella complessità inestricabile dalla quale debbono uscire per esistere”.

In François-Marie Banier, c’è un grande attrazione e una certa voracità nel rilevare gli impulsi. Forme plastiche che talvolta si deformano in un sorriso, in un ghigno, lasciando indovinare l’intimità di un carattere.

François-Marie Banier - Painted Photography
François-Marie Banier - Painted Photography

“Come non ho potuto impedirmi di nascere, così non posso impedirmi di scrivere, di disegnare [...] una fotografia è una lotta con la verità, con un’emozione, una lotta di una frazione di secondo [...] la mia pittura non è che me stesso allora tutta la libertà mi è concessa [...]fotografare è scrivere per l’eternità un viso, un corpo”.

Alcune stampe “inquinate” dalla presenza di parole scritte riecheggiano la scrittura automatica di stampo surrealista, una scrittura con la quale inventa, attraverso la creazione di un linguaggio personale, un mondo composto di parole e immagini, legato alle esperienze del passato e del presente, ideato per ritirarsi da una situazione familiare difficile. Dipinge su foto in bianco e nero e a colori credendo fermamente di non essere lui ad avere l’ultima parola “ma colui che guarda”.

Il fotografo, ma anche scrittore, sembra essere attratto, in particolare, dall’universalità dei sentimenti che siano di dolore, seduzione, degradazione perchè “Ognuno è a un centimetro dal perdere la testa, basta guardarlo”. Basta prenderlo.

Parigi è la città per eccellenza in cui l’autore si muove, ma potrebbe essere ovunque e altrove: il contesto non è fondamentale, è la bellezza il contenuto e il contenitore: “La bellezza è l’altro. L’altro a tutto tondo. L’altro epurato da qualsiasi cliché, da ogni pregiudizio, spesso intrappolato tra le grinfie d’una società che lo comprime e che non riesce a capire”.

E non c’é niente da capire

François-Marie Banier - Painted Photography
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Mio malgrado, quel cielo così bianco è mio.

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