“The erosion of cultures – and of “culture” as a whole – is the theme that runs through the last 25 years of my artistic practice. Cultures emerge, become obsolete, and are replaced by new ones. With the vanishing of cultures, some people are displaced and destroyed. We are currently told that the paper book is bound to die. The library, as a place, is finished.”
Guy Laramee

Leggere è come viaggiare in altri luoghi e in altri tempi, addentrarsi in vite altrui, prendere il posto di persone mai esistite e avventurarsi in luoghi sconosciuti e immaginati che ci vengono solo suggeriti dalle parole che leggiamo.
Guy Laramee, artista d’origine canadese, lo sa bene. Le sue sculture scavano solchi tra le pagine, estraendone un microcosmo fatto di sublimi paesaggi naturali e immaginari. Laramee ricicla vecchi tomi e li scolpisce come fossero pietra, trasformando le loro pagine in distese verdi, vette innevate, “montagne di conoscenza cadute in disuso che ritornano a essere ciò che sono davvero: montagne. Le erodi un po’ di più e diventano colline.”
“Quando ero più giovane, ero molto arrabbiato con le ideologie del progresso. Volevo distruggerle per dimostrare che siamo ancora primitivi…” spiega Laramee. La sue idea nasce dal presupposto che la conoscenza ultima potrebbe nascere dall’erosione e dalla sottrazione piuttosto che dall’accumulo. Per questa ragione i suoi tomi eciclopedici tornano a non dover più dire nulla, a ESSERE, semplicemente.
“Do we really believe that “new technologies” will change anything concerning our existential dilemma, our human condition? And even if we could change the content of all the books on earth, would this change anything in relation to the domination of analytical knowledge over intuitive knowledge? What is it in ourselves that insists on grabbing, on casting the flow of experience into concepts?”






























































mi piace molto
Che meraviglia!