Più che un semplice street artist il francese MTO è un urban portraitist.
Se ancora nessuno aveva pensato a questa possibile definizione, e in giro per il web non m’è parso, non provate a venderla per vostra mentre mangerete sushi coi vostri amici, buttandola lì tra un antisemitismo di Wagner e la profondità del bianco e nero dei film di Edgar Reitz. Che per inciso a me Himat mi ha rotto profondamente i coglioni.
Quindi occhio che vi sputtano.


MTO dipinge enormi wall con uno stile fotografico, riproducendo più spesso i volti di icone pop della musica e del cinema, catturati nelle loro espressioni più note e riprodotti in scala di grigio iperrealista e con una outline accesa che li stacca dal muro. I faccioni di Spike Lee, Jack Nicholson, Ray Charles, Bob Dylan se la ridono dai muri di Berlino, divorando sguardi ormai vuoti come quelli di un oppiomane difronte a una puntata delle 06:43 di CCISS Viaggiare informati.
I lavori più interessanti sono però quelli più sovversivi e fuck the police. Bomber abbrancicati alle pareti e Black Block incappucciati e pronti allo scontro. Che in fondo il punk non è mai morto. E manco il rap, quello vero.



























































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