The Abramovic Method

The Abramovic Method @ PAC - Milano 2012

Ho letto da qualche parte che “È difficile approcciare il lavoro di Marina Abramović senza correre il rischio di essere banali“. E io nemmeno ci provo a non esserlo. Non sono né un critico d’arte né una persona all’altezza per poter parlare della sua opera. Mi limiterò a raccontarvi la fortuna che ho avuto nell’assistere alla prima di “The Abramović Method” il 19 marzo 2012 al PAC di Milano e se mi lascerò andare a commenti o considerazioni e se sarò banale. Perdonatemi.

Entrando al PAC, lo spazio espositivo prescelto da Marina Abramović per il suo nuovo attesissimo lavoro, il primo dopo la grande retrospettiva al MoMA di New York, ho da subito notato che proprio il pubblico, ad essere il protagonista della performance. 21 persone scelte tra i partecipanti vengono guidate e motivate dall’artista, a vivere e sperimentare le sue “installazioni interattive“. Un percorso fisico e mentale nelle tre posizioni tipiche del corpo umano: in piedi, da seduti e sdraiati. Un’esperienza fatta di buio e luce, assenza e presenza, percezioni spazio-temporali in un percorso dove le persone possono espandere i propri sensi, osservare, imparare ad ascoltare e ad ascoltarsi interagendo con i minerali: quarzo, ametista e tormalina.

Per enfatizzare il ruolo ambivalente di osservatore e osservato, di attore e spettatore, Marina Abramović ha scelto di mettere alla prova il pubblico. ”Senza il pubblico, la performance non ha alcun senso perché, come sosteneva Duchamp, è il pubblico a completare l’opera d’arte. Nel caso della performance, direi che pubblico e performer non sono solo complementari, ma quasi inseparabili”.

The Abramovic Method @ PAC - Milano 2012
The Abramovic Method @ PAC - Milano 2012
The Abramovic Method @ PAC - Milano 2012
The Abramovic Method @ PAC - Milano 2012
The Abramovic Method @ PAC - Milano 2012

Foto di Laura Ferrari e Fabrizio Vatieri

 
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@Lucael - Siciliano trapiantato a Milano, amo i caratteri medi. All'età di otto anni ho imparato a svuotare la cache, odio il mais e i PPT. Se vuoi puoi farmi un Keynote.

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