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Autore: Olga Campofreda
Da fine anni Novanta si è trasferita in una multiproprietà in Final Fantasy VIII, dove non esistono stage non retribuiti né editori a pagamento. È autrice di Caffè Trieste, ma preferisce latte e cereali. Gestisce il blog La Gallina Bianca. È morbosamente attratta dal trash-pop.
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Come diventare un Meme: M¥SSKETA e i gattini di Facebook

avatar scritto da il 21/11/2013 1 commento

L’uno ottobre 2013 è comparso in rete un tentativo di video virale a opera di una tale M¥SSKETA. Il titolo era “Milano, Sushi e Coca” e consisteva in un elenco di stereotipi del clubbing milanese a cui si accompagnavano le immagini di una tettona danzante vestita di una brutta ma senza dubbio aderente t-shirt con delle patatine fritte stampate. Il video è stato subito rimosso dal web perché la nostra censura funziona solo quando i padri di famiglia iniziano a pensare che alcuni contenuti possano deviare le proprie figlie in età da marito. Le varie ballerine desnude della tv vanno benissimo, nessun problema, come pure l’assoluta mancanza di contenuti di qualsiasi programma generalista. L’angoscia attracca però quando la parola “club” non rimanda più al circolo dei veterani dell’impresa di Fiume, ma a uno dei locali della movida hipster di Milano, come il citato Plastic, e la lista delle attività ricreative comprende (copioncollo dagli appunti): MILANO SUSHI E COCA. VODKA KETA SODA.

Come diventare un Meme: M¥SSKETA e i gattini di Facebook.

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Banksy a New York: appunti per una Semiotica Metropolitana.

avatar scritto da il 04/11/2013 , 9 commenti

Banksy ha passato l’intero mese di ottobre a New York impegnandosi a pagare l’obolo per l’ospitalità con un’opera al giorno. Il progetto si chiama Better Out than In e puntualmente è stato registrato sul blog dell’artista attraverso post quotidiani. In tutto dunque trentuno. Trenta, per chi vuole credere al post del giorno #23 che, nero su bianco, reca la seguente informazione di servizio:

L’opera di oggi è stata cancellata per intervento della polizia.

Banksy a New York: appunti per una Semiotica Metropolitana

Quando si tratta di Banksy non puoi essere certo neanche del valore della censura: è censura reale, forse, o può trattarsi di censura simulata che “parodizza” se stessa, mettendo in atto un gioco di specchi irriverente quanto la cameretta di un adolescente. O ancora censura come strategia di marketing. Una cosa comunque è certa: il corpus di opere messe insieme tra il primo e il trentuno ottobre costituiscono – per chi sa coglierlo – un manuale di Semiotica Metropolitana che possiede algoritmi specifici e ripetuti. Esiste una retorica della strada e Banksy l’ha codificata.

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Outdoor Diary – Weekend #1

avatar scritto da il 21/09/2013 , , 2 commenti

Faccia al muro.

Descriverei così l’attività principale della domenica pomeriggio che ha preceduto l’inaugurazione della mostra di Niccolò Berretta alle Officine Fotografiche. Il godimento voyeuristico del lavoro di Berretta è arrivato infatti solo alla fine, dopo un percorso articolato attraverso i quartieri Garbatella-Ostiense in compagnia di Gregorio Pampinella, uno dei responsabili di Nu Factory, che ci ha portato nei luoghi dell’Outdoor per raccontarci i segni che il festival ha lasciato sulla città dal 2010, anno della prima edizione, a oggi.

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STD – OUTDOOR Urban Art Festival 2013

avatar scritto da il 05/09/2013 , , , , 0 commenti

Il 6 settembre si aprono le danze per la quarta edizione dell’OUTDOOR Urban Art Festival, la rassegna di arte urbana della Capitale che ha scelto dal 2010 lo scenario post-industriale dei quartieri Garbatella-Ostiense per dare vita alla kermesse di eventi, installazioni e mostre fotografiche attiva dal 5 al 14 settembre.

STD - OUTDOOR Urban Art Festival 2013 - Festival di arte urbana a Roma

Potevamo farcela mancare? Ovviamente la domanda è retorica. La crew di Collater.al arriva a Roma con tutti i social network scalpitanti, pronti a registrare, seguire, archiviare, taggare ogni manifestazione d’arte contemporanea che incroci il nostro cammino.

Il programma di quest’anno avvicina esperimenti artistici provenienti da diversi scenari urbani, da quello francese, rappresentato dal minimalista Rero, a quello newyorchese, importato dalla fotografa Martha Cooper, fondamentale testimone del graffitismo della Grande Mela tra gli anni ’70 e ’80. E poi gli italiani, con la mostra fotografica di Nicolò Beretta e quella dei dipinti di Luca Di Maggio.

In mezzo a tutto questo carosello ci troverete pure Sten&Lex, che – senza troppa difficoltà- del quartiere Ostiense potrebbero definirsi gli stilisti di lusso. Ecco, a proposito di questo, un piccolo appunto. In occasione dell’Opening Act del festival (giorno cinque, ore 18, piazza Brin) si darà il via al crowdfounding per la realizzazione di un’opera che sfoggi la loro firma. Ciascun contribuente si porta a casa un souvenir di Sten&Lex. Che non è proprio come dire la Torre di Pisa di plastica.

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STD - OUTDOOR Urban Art Festival 2013 - Festival di arte urbana a Roma

OUTDOOR Urban Art Festival

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