Ogni cosa nelle opere dell’artista giapponese Sagaki Keita è interconnessa e in continuo mutamento.

Ogni cosa nelle opere dell’artista giapponese Sagaki Keita è interconnessa e in continuo mutamento.

Molti di voi vedendo questo post diranno #old, altri diranno che è un déjà vu, altri ancora meno preparati diranno: “perdonate lo stupore ma lo scopro adesso”. Ma l’arte, e più in generale le cose che ci affascinano, sono senza tempo e possiamo dunque stupirci ogni volta, senza per forza accusare il ritardo.
Se tra di voi ci fossero professori di liceo ci aspettiamo che con saccenza dicano: “L’arte non è affatto senza tempo. È completamente legata al tempo…”. Opinione sindacabile, alla quale per controbattere risponderemmo: “qui parliamo del tempo di fruizione dell’arte, non dell’arte in sé. Possiamo stupirci lo stesso?”.
A questo punto il professorino di turno, ancora più infastidito dalla nostra arroganza post-adolescenziale, ci accollerebbe una paranoia infinita su quanto sia inappropriato il concetto di fruizione legato all’arte. Beh se fosse questo il caso a noi fottesega.

Emma Barreca ha 31 anni, si occupa di marketing e comunicazione come freelance e su Instagram è @hypoison. Con i suoi oltre 100.000 follower è una delle utenti più seguite in Italia pur essendo, per fortuna sua, una perfetta sconosciuta. “Ho un debole – dice di sé – per tutto quello che riguarda l’espressione visiva (e quindi cinema, fotografia, graphic design, illustrazione): la vista è un senso di cui abuso decisamente”.

Separare: staccare o allontanare una persona o cosa da un’altra.
Mi piace pensare che Myoung Ho Lee si sia ispirato a questa semplice definizione per realizzare il suo progetto Tree.

I, pet goat II è un’opera complessa, curatissima e visivamente formidabile, prodotta dallo studio canadese d’animazione Heliofant.

Artista altoatesino, Aron Demetz esplora gli aspetti e le potenzialità della materia in relazione alla forma e all’espressività della figura umana.

“Mi raccomando Gianluchino, usa le ciabattine che se no ti prendi i funghi.”
Quante madri accompagnando i propri figli in piscina, hanno pronunciato questa frase? Tutte. Tutte tranne alcune, consapevoli che una volta in acqua, i loro delfini potrebbero non fare più ritorno.

Era novembre quando per la prima volta mi sono imbattuto in Borondo e nei suoi volti di linee verticali e macchie di colore. Una venerdì sera piovoso in cui io e Lucael avevamo deciso di scappare a Torino per svuotare le bottiglie del privè del Club To Club.

Chi conosce Milano e i suoi principali centri di cultura sa bene che la Galleria Carla Sozzani è da sempre un punto di riferimento per la fotografia contemporanea. Da sabato scorso fino al 10 febbraio 2013 la Galleria celebra se stessa con un evento molto particolare: “Una mostra, un libro” che racconta la storia della Galleria Sozzani attraverso le immagini di ventidue anni di attività.


Fotografia Italiana: Per saperne di più su Luigi Ghirri (in inglese): http://fotografiaital...
Muski: Awesome Hard-Work; though it is amazing why your website is still unre...
alice: fa molto 'Porco Rosso'!...
Lucael: Too fast too furious, io in curva mi spostavo a destra e a sinistra co...
thrashaolin: Ho goduto tantissimo. Gran figata....