Erotiche e ripugnanti, le opere di Julia Randall sfidano sottilmente la nostra idea di corporeità e desiderio.

Erotiche e ripugnanti, le opere di Julia Randall sfidano sottilmente la nostra idea di corporeità e desiderio.

Vi ricordate di Dino Erre Collofit? Quella che era proprio una camicia coi baffi? Quella che se stava bene a Maurizio Costanzo stava bene a tutti? Lo spero per voi, se no avete perso un pezzo di storia della pubblicità italiana anni 80.

Francesco Tagliavia è un giovane illustratore siciliano che con tratto graffiante e minimale accenna le sue personali catastrofi surreali.

Dopo i bagliori dei Cabinet de Curiosités e le tecnologie retrò di Back to Basics, è arrivato il momento di immergervi nelle atmosfere selvagge di “The Eternal Jungle”, l’ennesimo capolavoro di Lucie Thomas e Thibault Zimmermann, il duo francese di paper artist noto ai più come Zim & Zou.

Prima di scrivere questo post mi sono documentato sul Furry. Wiky dice che si tratta di un fandom (comunità di fan) di immaginari personaggi animali antropomorfi con personalità e caratteristiche umane. Ma questo non è tutto.

Ogni cosa nelle opere dell’artista giapponese Sagaki Keita è interconnessa e in continuo mutamento.

Molti di voi vedendo questo post diranno #old, altri diranno che è un déjà vu, altri ancora meno preparati diranno: “perdonate lo stupore ma lo scopro adesso”. Ma l’arte, e più in generale le cose che ci affascinano, sono senza tempo e possiamo dunque stupirci ogni volta, senza per forza accusare il ritardo.
Se tra di voi ci fossero professori di liceo ci aspettiamo che con saccenza dicano: “L’arte non è affatto senza tempo. È completamente legata al tempo…”. Opinione sindacabile, alla quale per controbattere risponderemmo: “qui parliamo del tempo di fruizione dell’arte, non dell’arte in sé. Possiamo stupirci lo stesso?”.
A questo punto il professorino di turno, ancora più infastidito dalla nostra arroganza post-adolescenziale, ci accollerebbe una paranoia infinita su quanto sia inappropriato il concetto di fruizione legato all’arte. Beh se fosse questo il caso a noi fottesega.

Emma Barreca ha 31 anni, si occupa di marketing e comunicazione come freelance e su Instagram è @hypoison. Con i suoi oltre 100.000 follower è una delle utenti più seguite in Italia pur essendo, per fortuna sua, una perfetta sconosciuta. “Ho un debole – dice di sé – per tutto quello che riguarda l’espressione visiva (e quindi cinema, fotografia, graphic design, illustrazione): la vista è un senso di cui abuso decisamente”.

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