CocaColla.it chiude per una Lettera

CocaColla.it chiude per una lettera

CMABIA LA FROMA MA NON LA SOTSANZA

Uno studio di semantica afferma: se all’interno di una parola si cambia l’ordine delle lettere pur lasciando invariate la prima e l’ultima, il senso risulterà comprensibile dalla mente umana. Se invece alla parola Coca-Cola aggiungi una lettera creando CocaColla, la lettera ti tornerà indietro firmata da un avvocato con marca da bollo.

Avete capito: CocaColla chiude, per una lettera.

CocaColla.it nasce ad aprile del 2010 come blog focalizzato su arte, design, advertising e nuove culture della rete. Grazie all’impegno e alla dedizione dei suoi editori e al supporto di collaboratori, amici e appassionati, in poco meno di due anni il blog diventa uno dei punti di riferimento per il design, l’illustrazione e la streetart con circa 2.000.000 di page view nell’ultimo anno, 1.500.000 visitatori unici, 7000 liker su Facebook e 1000 follower su Twitter.

Ma i numeri hanno poca importanza. Se potessimo raccontare questi due anni di lavoro non sarebbero le cifre a calcolare coinvolgimento e notti passate davanti ad uno schermo luminoso, tensioni e litigi, riunioni e brain-storming, sigarette fumate e sticker attaccati.

CocaColla.it chiude per una lettera

Questo però non vuole essere un editoriale mesto e disilluso, piuttosto una cronistoria degli eventi degli ultimi giorni.

I numeri in questo un’importanza ce l’hanno.
Un paio di settimane fa abbiamo ricevuto da Coca-Cola Company due lettere di diffida legate al nome e al dominio del nostro blog. Nelle lettere venivamo sollecitati a chiudere il blog e a sospendere la pratica di registrazione del marchio.

L’idea di chiamare il blog CocaColla nasceva da uno dei nostri primissimi brainstorming, quando pensammo di mettere insieme la colla, elemento fondamentale dell’artistica di base, ma anche della streetart, con la Coca-Cola, simbolo della cultura pop, dell’industrializzazione e della pubblicità come strumento fondamentale per sbaragliare la concorrenza. Per noi in questo nome c’era tutto quello che volevamo comunicare: tutte le nostre passioni, tutti gli argomenti che di lì a poco sarebbero diventati i temi del nostro lavoro quotidiano, di ricerca e produzione di contenuti. Un nome facile da ricordare e irriverente che faceva il verso proprio al soft drink più famoso del mondo. Sapevamo che prima o poi qualcosa sarebbe potuta accadere.

Così è stato. Non appena ricevute le lettere abbiamo deciso di affidarci ad un avvocato specialista in diritto industriale e in proprietà intellettuale. Studiato il caso ci ha convinto fosse meglio mollare tutto. Andare avanti in un’azione legale sarebbe stato un massacro, soprattutto per le nostre tasche. Il nostro è infatti un progetto editoriale e non avremmo potuto permetterci una battaglia legale contro una multinazionale come la Coca-Cola.

Nei prossimi giorni, quindi, saremo costretti a chiudere il dominio www.cocacolla.it e tutte le nostre pagine sui Social Network. Un caso che sembra riecheggiare le parole del giornalista Jeff Jarvis: “Cover what you do best and link to the rest”.

Per evitare di perdere quanto costruito in questi due anni con CocaColla vi chiediamo di sostenerci comunicando la news sui vostri blog, sulle vostre pagine, sui vostri canali e su Twitter usando l’hashtag #supportcocacolla. Potete registrarvi alla nostra NEWSLETTER in modo da rimanere aggiornarti sugli sviluppi futuri del nostro blog e di questa storia.
Se volete saperne di più scaricate il COMUNICATO STAMPA.
Se avete un blog, sito o pagina internet e volete comunicarlo ai vostri lettori, abbiamo preparato un SUPPORT MEDIAKIT.

Rimanete collegati, stiamo già lavorando ad una nuova identità.

CocaColla.it chiude per una lettera

English version

CocaColla.it is a blog born in 2010 that focuses on art, design, advertising, lifestyle and trends of internet, dedicated to lovers of contemporary art in all its forms.

Our blog in these two years has been so successful that it became a point of reference for design and street art. Thanks to the constant daily effort and dedication of our team, Cocacolla entered the italian charts of the industry, touching 1.5 MILLION unique visitors in the first year of life.
We count more than 7000 likers on Facebook and over 1000 followers on Twitter. Our articles have been read in 202 countries around the world.

CocaColla has become so famous that even The Coca-Cola Company noticed us and a couple of weeks ago we received from their legal department two letters of formal warning asking us to withdraw the registration of brand CocaColla, give up the domain name “www.cocacolla.it”, and close our related social profiles.
Penalty citation for trial.

The reason is the following: <<…that the registration and use by its domain name www.cocacolla.it determines a serious risk of confusion for consumers who may be led to believe that the sign and COCACOLLA domain name www.cocacolla.it are intended to distinguish goods / services delivered, organized or sponsored by our customers or that the use of the sign COCACOLLA it’s part and has been authorized by our client on the basis of agreements or other contractual links or corporate, which is not true. The use of the sign COCACOLLA and the domain name www.cocacolla.it is also counterfeit of the famous brands made by Coca-Cola, our client>>.

In short, they ask us to close, sell the domain and to suspend the practice of registration of the mark. And this in only 15 days.
The idea of calling the blog with the name “CocaColla” came from one of our earliest brainstorming; we thought to put together the glue, the basic fundamental artistic pratice and street-art, with Coca-Cola, a symbol of pop culture, of industrialization and advertising.

For us, this name was everything we wanted to communicate: all our passions, all the topics that would soon become the subjects of our daily work of research and content production. A name easy to remember which hit off the world’s most popular soft drink.
We imagined that sooner or later something would happen, so as soon as we received the letters, we contacted a legal specialist in intellectual property. As he analyzed the case he convinced us that it was better to quit everything because a lawsuit would be bloodshed, especially for our wallets.

Ours is indeed a publishing project, and we could never afford a legal battle against a multinational company like that.
Now for certain, we must inform you that on 5 March 2012 we will close www.cocacolla.it and all social profiles related to it.
Needless to say, with bitterness, daughter of another situation in which David and Goliath inevitably succumbs.
With this release we wanted you to know what’s happened and tell you that we are already working on a new identity.
To avoid losing what’s made in these two years with CocaColla we ask you to support us by being the first news on your blogs, your pages on your channel and on Twitter using the hashtag #supportcocacolla. You can subscribe our newsletter to be updated on future developments remain on our blog.

On this story we’ll be grateful.

The Ex Drink Team

 
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@collater_al - Nato dalle ceneri di CocaColla.it, Collater.al è un daily blog che esplora l'intersezione tra arte, design, estetica contemporanea e culture di strada.

127 Commenti to CocaColla.it chiude per una Lettera

  1. com also pays you to post articles, photos, blogs and website links.

    How long you have to wait for them to approve it can vary based on the Requester and the type of work involved in the hit.
    A: Sign in to your Fire How account, and click on ‘my articles’ and then click ‘new.

    my blog :: how to make money online

  2. avatar Francesca scrive:

    Il significato è ovviamente molto diverso ma questa multinazionale non è la prima volta che “si spaventa” quando gli usi del suo nome o del prodotto non sono consoni al brand building che comunicano( vedi caso cocacola-mentos). L’esperienza non basta evidentemente per capire che si potrebbe sfruttare un ritorno di immagine notevole vista l’assonanza. Mi si potrebbe obiettare che un colosso così non ne ha decisamente bisogno visto che rimane leader indiscusso sul mercato ma il consumatore critico non si lascerà sfuggire questa vicenda. Gli scapperà sicuramente di pensare che quella costruzione di marca è monolitica e poco coraggiosa, come è scappato a me.

  3. avatar Marco scrive:

    Ve che potete tranquillamente vincere la causa e fare un milioni di euro, infatti se fossi stato al vostro posto avrei lasciato il nome cocacolla. Voi vi occupate di un altro settore e quindi non avete infranto nessun comma della legge italiana, io per es. posso tranquillamente aprirmi un negozio ortofrutticolo e chiamarlo Apple e nessuno mi può dire niente dato che non ha niente a che fare con la Apple inc. americana.

  4. avatar Antonio scrive:

    Come già è stato detto più volte in questo blog, il mio più caloroso consiglio è di indirizzare quanto è successo ai MEDIA. Trasmissioni televisive MEDIASET, ci mangiano sopra ogni giorno su queste vicende. Scrivere a STRISCIA LA NOTIZIA è ASSOLUTAMENTE GRATIS, e lo si può fare in qualsiasi momento. Si viene contattati nel giro di 24 ore e si parla direttamente con uno dei responsabili di Produzione Mediaset per le indicazioni del caso. Dopo avrete il meglio dell’avvocatura di Mediaset a vostra disposizione, ma soprattutto una distribuzione nazionale del vostro messaggio!!!

    FATELO !!!!!!!!!!!!

  5. avatar Klan scrive:

    Ragazzi era inevitabile. Avete usato un nome la cui assonanza rimanda inevitabilmente al marchio Coca-cola registrato. Non vedo quale possa essere il legame tra la parola colla e quello che fate voi nel blog. Avete semplicemente sfruttato la notorietà del marchio Coca-cola per attrarre maggiore attenzione sul vostro lavoro. Mettetevi nei panni della Coca-Cola che vede sfruttare parte della propria notorietà da un blog di appena due anni. Non vi piacerebbe se lo avessero fatto a voi.
    Senza offesa ma queste pratiche di marketing da 4 soldi sono alla stregua del parassitismo. Campare sulla notorietà di chi ha lavorato 1 secolo per ottenere benefici trasversi…..siate sinceri dai!

    • avatar Buddy scrive:

      Leggi l’articolo.
      Abbiamo raccontato i fatti, evitando fronzoli. Il nome, come spieghiamo nasce dall’idea di unire la parola COLLA, elemento dell’artistica di base e della street art, con la Coca-Cola, sia per ironizzare (vedi significato della parola IRONIA e la libertà di satira) sia per rendere omaggio al marchio più famoso del mondo, simbolo della cultura pop e di un modo di concepire il marketing e la comunicazione che ha aperto la strada alle strategie comunicative del XX secolo. Venivano da se nomignoli e riferimenti al bere, ma rimaneva un gioco, una beffa, nessuno ha mai filtrato negativamente la loro immagine. Non abbiamo speculato, non ci abbiamo guadagnato, il blog è solo una passione.

    • avatar Luca scrive:

      Detto da uno che riempie il campo non obbligatorio ‘website’ con l’URL di un sito porno…
      Quello che hanno fatto rientra sotto ‘riferimento’, ‘citazione’ o, se vuoi proprio il significato migliore, ‘tributo’. Dall’altro lato c’è un’azienda che non ha ben chiari i limiti della propria proprietà e allunga le zampe anche al di fuori di questi, contando sul fatto che nessuno si metterà contro di lei. QUESTE sono tattiche da quattro soldi, secondo me…

  6. avatar @romainlange scrive:

    Versione Francese:
    https://docs.google.com/document/d/1ToD4gJWIge4n3bxGzWlpmyvRlEqxJrHETHPOrEM6Mb8/edit

    CocaColla.it est un blog né en avril 2010, consacré à l’art, au design, à la publicité, aux nouvelles cultures en ligne, et aux amoureux de l’art contemporain sous toutes ses formes.

    En deux ans, notre blog a eu un tel succès qu’il est devenu une référence dans les domaines du design et de l’art de rue. Grâce aux efforts constants et au dévouement de notre équipe, Cocacolla a enregistré 1,5 millions de visiteurs uniques, 7000 fans Facebook et plus de 1000 abonnés sur Twitter. Nos articles ont été lus dans 202 pays à travers le monde.

    Mais les chiffres ne sont pas importants. Si nous pouvons raconter ces deux années de travail, nous n’avons pas de chiffres pour mesurer les nuits passées devant un écran d’ordinateur, les tensions et les conflits, les réunions et les remue-méninges, les cigarettes fumées et les autocollants.

    Cet éditorial ne veut pas être triste et désabusé, mais plutôt une chronique des événements de ces derniers jours.

    Les chiffres ont ici une importance
    Il y a deux semaines, nous avons reçu de la société Coca-Cola deux lettres d’avertissement relatives au nom de domaine de notre blog. Ces lettres nous demandent de fermer le blog et à mettre fin à l’enregistrement de la marque.

    L’idée de nommer le blogue CocaColla est né de l’un de nos premiers remue-méninges, nous avons pensé à mettre ensemble la colle, un matériau de base de l’artiste, mais aussi de l’art de rue, avec Coca-Cola, un symbole de la culture pop, de l’industrialisation et de la publicité comme un outil essentiel pour vaincre la concurrence. Pour nous, ce nom était tout ce que nous voulions transmettre: toutes nos passions, tous les sujets qui allaient bientôt devenir ceux de notre travail, notre recherche quotidienne et notre production de contenu. Un nom facile à retenir et irrévérencieux, qui moquait le nom du soda le plus célèbre du monde. Nous savions que quelque chose arriverait tôt ou tard.

    Et c’est arrivé. Les lettres à peine reçues, nous avons décidé de prendre un avocat spécialisé en droit industrielle et propriété intellectuelle. Ayant étudié le cas, il nous a convaincu qu’il était préférable de tout laisser tomber. Aller plus loin dans une action légale aurait été un massacre, en particulier pour nos poches. Nous avons un projet éditorial, et ne pouvons pas nous permettre une bataille juridique contre une multinationale comme Coca-Cola.

    Au cours des prochains jours, alors nous serons obligés de fermer le domaine http://www.cocacolla.it et toutes nos pages sur les réseaux sociaux. Une affaire qui semble faire écho aux paroles du journaliste Jeff Jarvis: “Couvrez ce que vous faites le mieux et reliez avec le reste.”

    Pour éviter de perdre ce qui a fait ces deux années avec CocaColla nous vous demandons de nous soutenir en communiquant l’info sur vos blogs, vos pages, vos canaux et sur Twitter avec le hashtag # supportcocacolla. Vous pouvez vous inscrire à notre infolettre pour rester à jour sur l’avenir de notre blog et de cette histoire.
    Pour en savoir plus, téléchargez le communiqué de presse.
    Si vous avez une page de blog, un site ou et que vous voulez communiquer à vos lecteurs, nous avons préparé un kit média.

    Restez à l’écoute, nous travaillons déjà sur une nouvelle identité!

  7. avatar Provoco scrive:

    Perche’ non provate a chiamare il blog “FIATT” o “AFA ROMENO” magari anche PESSI o FATTA, su twitter mettete @GuidaFIATT o @AmoAfaRomeno…. @DrinkatePESSI o @IngurgitateFATTA… magari vi va meglio.
    Raga’, ho letto tutto l’articolo, in ambedue le lingue, e sinceramente, concordo con Santina.
    Ovvio che il vostro avvocato vi abbia consigliato di desistere… na’ bottiglia come simbolo, scritta in rosso (guarda foto su FLICKR), cos’altro manca? il tappo in rame e l’onda tipica del marchio USA? Se cerco meglio trovo anche quella…
    In bocca al lupo.

  8. avatar Santina scrive:

    Ho letto per sommi linee questo post e per quanto trovi la vostra attività meritevole di consensi, non ne vedo in questo post però. Avete scelto @bevicocacolla come nick o marchio (come preferite) e a meno che non sia stupida io, state generando volutamente confusione. Cosa c’entra la vostra attività con l’azione del bere?
    Ora. Il fatto che abbiate scomodato la “coca cola company” dovrebbe dirla lunga non sulla vostra popolarità, che di certo non spaventa il rinomato brand, ma sulla volontà vostra mirata proprio a sfruttare il nome.

    Per quanto possa dispiacere che un lavoro di due anni sia stato censurato in due righe, bisogna ammettere che la chiusura ve la siete cercata voi ed è inutile fare del vittimismo o sarcasmo in post che cerca di diffamare in pubblico il brand … qui ci rischiate anche una denuncia per diffamazione perchè avete torto marcio (e non parlo per intuizione e deduzione).
    La scelta del vostro marchio è speculazione per la coca cola e lo sarebbe anche per voi nell’ipotesi inversa. Pensate di sudarvi un’attività, di fornirgli un’identità, un logo registrato e una schiera folta di seguaci e poi pensate che arriva il primo gruppo di ragazzi che ci mette una lettera in più e crede di farla franca …
    Se in questo caso avete scritto un post così credendo pure di avere ragione, in quel caso avreste proceduto direttamente alla denuncia senza passare per la diffida.

    Non è un fatto personale ma un punto di vista condivisibile o meno.
    Santina

    • avatar Buddy scrive:

      Buonasera Santina, sono Buddy, co-founder del blog. Vorrei fare qualche appunto al tuo commento, anche se ritengo che ognuno si faccia la sua idea e sia legittimato a pensarla come vuole. Dici di aver letto per somme linee l’articolo, forse avresti dovuto leggerlo attentamente. È scritto in modo tale che nessuna parola possa sembrare equivoca. Nessuno di noi ha mai denigrato il brand, ne fatto vittimismo. Siamo stati consapevoli fin dall’inizio del fatto che il brand Coca-Cola avesse dalla sua parte la giustizia. Nessuno ha diffamato nessuno, nessuno ha usato parole pesanti, nessuno ha mosso critiche alla loro azione. Abbiamo raccontato i fatti, evitando fronzoli. Il nome, come spieghiamo nasce dall’idea di unire la parola COLLA con la Coca-Cola, sia per ironizzare (vedi significato della parola IRONIA e la libertà di satira) sia per rendere omaggio al marchio più famoso del mondo, simbolo della cultura pop e di un modo di concepire il marketing e la comunicazione che ha aperto la strada alle strategie comunicative del XX secolo. Venivano da se nomignoli e riferimenti al bere, ma rimaneva un gioco, una beffa, nessuno ha mai filtrato negativamente la loro immagine. Non abbiamo speculato, non ci abbiamo guadagnato, il blog è solo una passione. E riteniamo che la libertà di comunicare sia imprescindibile.
      Non abbiamo risposto mai con disprezzo o stizza o boria. Faresti meglio a leggere le interviste, leggere il testo e la press release, ascoltare le interviste radiofoniche. Sapresti che abbiamo sempre saputo cosa andava fatto e che non c’era nessuna autocommiserazione. Abbiamo trasformato piuttosto un problema (trasferire in soli 15 giorni un intero sito da un dominio ad un altro, perdere follower e liker sui social network, riorganizzare mail, organizzare un nuovo progetto) in un’azione di viral marketing che ci assicurasse di non perdere due anni di lavoro. Di questo siamo orgogliosi.
      Avresti dovuto analizzare meglio tutta la faccenda a mio avviso, prima di lasciare un commento.
      Il tuo rimane comunque un punto di vista.

  9. avatar boozepotato scrive:

    Ad ogni modo , cocacolla o no, voi avete aperto le teste di molti e aiutato nell art-sharing per due anni e continuerete a farlo sempre di più e sempre meglio! una guerra a volte va vinta con il silenzio e con presa di coscienza che spesso garantisce un inizio migliore del precedente. big up uagliò! Vi aspettiamo!

  10. avatar alban scrive:

    Incredibile, questa cosa, ma dico siamo pazzi? che me ne frega a me che un altro sito (marchio piu potente e famoso) abbia un nome simile al mio. cosa vuol dire che il piu forte puo fare quello che vuole? questa è ditattura bisogna rivoltarsi a queste cose e non piegarci, non lo trovo giusto, qua bisogna agire e unirsi tutti contro questa ingiustizia. ricordatevi l’unione fa la forza

  11. avatar Fabrizio Pivari scrive:

    Perché non utilizzate collacoca ;)

  12. avatar Ale Good scrive:

    A me fecero chiudere YOURUDE – http://db.tt/G6xXYi28 – ma nel mio caso me l’ero proprio andata z cercare! Coraggio su, con l’eco creato da questa -causa- potreste nutrire la vostra nuova -identità- .

  13. avatar marco scrive:

    una domanda? in che senso affrontare una causa contro la coca cola vi costerebbe troppo? non riesco a capirlo. perché? un avvocato che vi difende in una causa contra la coca cola costa di più di uno che vi difende in una causa contro pincopallino? io non vedo possibilità di confusione da parte degli utenti (nessuno guardando il sito può essere indotto a pensare che provenga dall’azienda coca cola). la grafica è completamente diversa. il settore ed il target è sono completamente diversi. che danno ha subito o potrebbe subire la coca cola? la coca cola ha forse registrato anche i marchi coca colla, cocca cola, coca coola? il mondo è pieno di marchi marchi simili. bah, io no mi sarei fatto spaventare da una lettera di diffida…

    • avatar nedi scrive:

      concordo pienamente,credo che cercando,anche nei visitatori del sito,trovereste piu’ di un avvocato disposto a mettersi contro la C&C,senza contare che nel caso di successo il risarcimento sarebbe milionario,nel caso di perdita cosa vi portano via?

  14. avatar Pepsi Colla scrive:

    Scusatemi, ma non capisco tutta questa frittura mista sul nulla. Viviamo in una societa’ democratica che per funzionare in maniera sufficiente ha bisogno di regole, e di chi le fa rispettare. Resto incredulo invece che dei creativi come voi possano rimanere sorpresi del fatto che dopo aver deciso un nome del genere, potessero, infantilmente pensare che nessuno se ne accorgesse. Certo, perche’ parliamo solo ed esclusivamente di accorgersi. Tutti sappiamo cosa vuol dire trademark. Non vi lasciano il tempo di traslocare dignitosamente? Voi avete infranto le regole, e lo sapevate … dai per piacere. Se supero il limite di velocita’ in macchina pago, lo so e sto zitto! Forse avreste dovuto, al momento della scelta di questo nome, di dotarvi di un piano B. Non sto approvando la politica della ditta americana in questione, sto solo dicendo che una legge va rispettata. Complimenti per il vostro lavoro, sicuramente avrete successo anche cambiando nome.

    • avatar Buddy scrive:

      Nessuna sorpresa, lo spieghiamo bene. sapevamo che poteva presentarsi questa eventualità. Ma la nostra idea non era quella di sfruttare in maniera vuota l’immagine della Coca-Cola, quanto piuttosto rendere un omaggio e ironizzare sul brand più famoso al mondo. Non credevamo di denigrare il marchio o confondere i loro consumatori. Ne di abusarne a fini commerciali.

  15. avatar Alessandro scrive:

    Come diceva prima Antonella rivolgetevi alla Pepsi.
    Ma non per farvi dare i soldi per la causa, ma per farvi dare l’autorizzazione a chiamarmi Pepsicolla.it, credo che sarebbe la vendetta migliore per far ingoiare un boccone amaro ai burocrati della Coca Cola.

  16. avatar Sivent scrive:

    Comunque, questo è il momento di vedere se davvero la gente comune che naviga per la rete sa farsi valere. Iniziamo a boicottarla sul serio questa cocacola o no? A me piace, ok, la bevo, ok. Ma se davvero vogliamo far valere la nostra libertà contro le multinazionali l’unica strada è questa. Il fatto è che nessuno è disposto a rinunciare a nulla e che ognuno dice “ma figurati, alla fine lo faccio solo io, che cambia”, ma se tutti quelli che hanno messo il mi piace su facebook inizassero a muoversi vi assicuro che la Cocacola Italia se ne accorgerebbe.

  17. avatar Riccardo scrive:

    Patetici penosi e mi fermo qui. Un motivo in più per non comprare una bevanda nociva alla salute.

  18. avatar Milla scrive:

    Mi spiace moltissimo… purtroppo la cosa più triste è che siamo sempre soggetti al volere di questo multinazionali del cavolo che hanno fatto del nostro gradimento il loro POTERE. Triste, molto triste!
    Sono sicura che nonostante ciò, anzi, proprio motivati per l’accaduto arriverete sempre più in alto! :)
    In bocca al lupo raga!

  19. avatar chia scrive:

    e chiamarvi collacoca? eheheh comunque contattate un altro legale, come vedete in diversi commenti avete tutte le ragioni per non dover abbandonare il vostro nome. ci sono miliardi di aziende con nomi simili e prodotti simili anche negli stessi settori merceologici e nessuno ha mai detto niente (es la bambola barbara che riprende font, grafica e stile della barbie..non mi risulta una causa dalla mattel, oppure i biscotti Doria e l’azienda alimentare laDoria, per rimanere in italia…e in generale basta farsi un giro nei supermercati per vedere quanti cloni di prodotti ci sono sullo scaffale, e magari l’originale neanche c’è)
    inoltre c’è da ricordare alla cocacola che se vi fa causa per questo dovrebbe far causa a tutto il mondo a natale…usiamo l’immagine di un fantoccio grassoccio vestito di rosso creato ad hoc da loro…

    • avatar Francesca de Palo scrive:

      Signori, sto seguendo con partecipazione il vostro caso e penso anche che questo tipo di challenge sia arrivata al momento giusto per chiarirvi il senso di quello che state facendo e la direzione migliore da prendere per “continuare” a fare sempre il meglio.
      Sia nella vostra mission che nelle vostre azioni virali avete dichiaratamente utilizzato la inevitabile associazione mentale con il soft drink e la colla di valori, tradizioni e abitudini che intorno alla “mitica” lattina ha fatto girare il mondo di parecchie generazioni. Nel corso di tutti questi anni Coca-Cola ha investito parecchio per farsi promotore culturale del cosidetto spirito del tempo e suggerire al pubblico idee, modelli e comportamenti che lo motivassero al consumo della bevanda. In questa operazione culturale e mediatica Coca-Cola si è però servita dei simboli dell’immaginario, del mito e dei miti del nostro tempo, con una operazione semantica che li ha svincolati dalle loro stesse radici per confezionare un personale repertorio di formule e slogan Coca-Cola branded. A me personalmente, non so a voi, viene inevitabile l’associazione di Coca-Cola con Babbo Natale, so this is Christmas di John Lennon, una bella pizza tonda d’asporto e una partita della Nazionale Italiana…la partita, la pizza, Lennon e Babbo Natale sono iceberg dell’immaginario collettivo ma Coca-Cola ci ha piantato la propria bandierina e ora reclama una sorta di eterno ius primae noctis…credo che nelle sedi e con i mezzi opportuni Coca-Cola debba essere invitata a riconoscere questo suo debito agli archetipi della memoria collettiva e che a questo quantum – che è poi alla base del successo mediatico di tutti gli individui, aziende e prodotti che riescono a sintonizzarsi sulla lunghezza d’onda degli istinti e dei bisogni primari dell’uomo – il diritto della proprietà intellettuale debba riconoscere un peso e un valore…se doveste decidere di proseguire la battaglia against the giant, penso che questo elemento possa rappresentare la chiave di volta…
      Quello che avete fatto con il vostro blog non è poi molto dissimile in fondo da quello che Coca-Cola ha fatto con gli archetipi…Coca-Cola ha rifatto il look di Babbo Natale, da blu grande puffo al rosso lattina… una lattina piena di bontà che distribuisce doni a tutti i bimbi del mondo… e voi che siete cresciuti nutriti e divertiti “dai doni della lattina”, quando vi siete messi insieme a pensare a qualcosa che divertisse nutrendo il vostro pubblico avete fatto il percorso del gambero…ALT, altolà…vi dice Coca-Cola…questo terreno è mio…
      Ecco su questo ALT io mi soffermerei altre due righe e poi taccio per sempre…:)
      Coca-Cola è l’autore che vi chiede di essere riconosciuto, voi il lettore che l’ha semi-plagiato…potreste quindi pensare di trovare un compromesso e dirimere la contesa trasformandovi in house organ della nota azienda…combattere fino in fondo in nome del quantum archetipico (basta che non mi vestite Babbo Natale da ape maia :)…oppure…invertire l’ordine degli addendi e “colla cola”, lanciare il vostro blog verso una nuova missione…quella di scoprire come spogliando i byproduct della cultura pop dell’arroganza di certe logiche “autoriali” alla fine sulla forchetta rimane il pasto nudo dei nostri archetipi e bisogni primari.

      • avatar white scrive:

        eh?

        • avatar Francesca de Palo scrive:

          ho suggerito tre soluzioni…anche se io andrei avanti con la prima e aprirei un caso pazzesco sul diritto dell’arketipo
          qui un buon esperto di IP che ama le sfide, magari giovane E IN CERCA DI BUONE CAUSE, potrebbe fare la differenza…

      • avatar nedi scrive:

        analisi da condividere,pero’ perche’ la C&C non ha fatto causa a tutte le varie imitazioni arabe,o meglio piu’ che imitazioni vere e proprie antagoniste culturali prima che commerciali?
        e babbo natale puo’ fare causa per il danno di immagine che deriva dal fatto che viene usato come testimonial o piu’ ancora come personaggio coinvolto nella tradizione ed assoggettato a simbolo commerciale solo di una azienda?La Lindt ciccolato ha perso la causa per aver “indotto” il consumatore a pensare che il loro coniglietto fosse appunto il “loro” logo e testimonial.
        volgiamo cominciare a metterli al loro posto…

        • avatar Francesca de Palo scrive:

          E s a t t o: diritto dell’archetipo
          Alla provocazione semantica bisogna rispondere per le rime con una provocazione di sostanza. Se è vero che anche quando cambia la forma, non cambia la sostanza, qui di quale sostanza stiamo parlando?
          Del prodotto confezionato e distribuito dall’azienda oppure del mito, dell’icona, che insieme alla faccia del Che, Marilyn Monroe, Gesù, Ghandi etc è entrata nel sacco di Babbo Natale, i.e. del reticolo di simboli e archetipi dell’umanità?

  20. avatar madame P scrive:

    Spiace! suggerimento: chiamatevi COLACOLLA o CONLACOLLA o COLLACOLLA

  21. avatar anna scrive:

    E chiamarsi “con tutte quelle bollicine”? Vi fa causa Vasco? Anche solo per provare, proverei. E che il silenzio sia la miglior risposta a quella che, avvocati a parte, è una prepotenza.

  22. avatar masso scrive:

    Ho letto di questa vostra battaglia ma vi suggerisco di dedicare le vostre energie a inventarvi un bel nuovo logo e un bel nuovo nome. Non ha senso chiamare a raccolta fans e sostenitori per combattere una battaglia che è francamente stupida.Voi il nome in origine l’avete scelto perchè era un ironico e scanzonato gioco di parole consapevoli che comunque tra le suggestioni richiamava chiaramente alla bevanda gassata. Certo nel vostro caso non è come un negoziante di giocattoli che sceglie di chiamare la propria attività MacDondolo perchè non avete dirette ed esplicite finalità commerciali..ma da che mondo e mondo le multinazionali hanno avuto sempre stuoli di studi legali per tutelare l’integrità del loro brand.Molto probabilmente lo fareste anche voi se aveste realmente ideato dal nulla (senza contaminare-mescolare-omaggiare) un nome e un logo efficaci

  23. avatar Cicappa scrive:

    Che pacco!.. Vabbè dai.. si cambia il naming e si risolve tutto.
    L’importante che il blog non muore per una lettera che hanno mandato i tipi con le bollicine in testa.
    Gia avrete un buon piano in atto XD
    P.S..per creare dell’Hype su tutto questo trambusto, lancerei un contest per la realizzazione del logo per la prossima identity
    A presto! \m/

  24. avatar Diego scrive:

    “Un paio di settimane fa abbiamo ricevuto da Coca-Cola Company due lettere di diffida legate al nome e al dominio del nostro blog.” … due lettere di diffida? non si tratta di una sola Lettera? ;-p

  25. avatar idea scrive:

    ma perchè invece non vi alleate col nemico? :-) visto che nelle vostre intenzioni c’era comunque l’idea di associare la colla alla coca cola simbolo della cultura pop, fatevi sponsorizzare dalla coca-cola stessa inserendo un tema di sfondo del sito con la coca-cola e banner pubblicitari alla coca-cola….vi fa tanto schifo l’dea?

  26. avatar AlE scrive:

    Cambiate una lettera. CollaColla. e mantenete tutto il resto invariato.

  27. avatar saboto scrive:

    panperfocaccia

    non tutti sanno che
    esiste una normativa comunitaria (una volta tanto ce n’è una utile) che stabilisce che i nomi dei generi alimentari non possono riferirsi a qualcosa che non sia contenuto. (i.e. non posso mettere in vendita una bustina con su scritto “Carote” se dentro non ve n’è traccia, oppure “Bistecca di Manzo” se ci sono dentro cereali) mentre se è un nome di fantasia può contenere qualsiasi cosa (i.e. SIMMENTAL può contenere solo ed esclusivamente colla di pesce e OASIS può esser fatto coi risciaqui delle lavatrici egiziane)

    Il buon Veronelli (http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Veronelli ), uno dei grandi italiani del ’900, intentò una causa con CocaCola sostenendo che se ha questo nome DEVE contenere un po’ di COCA e un po’ di COLA (che sono due alimenti naturali). Ma, ovviamente, se li contiene non può stare sul mercato. Quindi O li contiene e deve essere ritirata dal mercato O non li contiene e deve cambiare quel nome!

    Fossi in voi riaprirei il capitolo ;-)

    • avatar sandro scrive:

      La scoperta dell’acqua calda!
      Ma come pensi che Coca-Cola (ci ho lavorato per 24 anni) abbia, nonostante la causa di Veronelli, continuato.
      Semplice….ammettendo che fra i suoi ingredienti (magari solo sotto forma di aromi) ci sono la coca (non in forma alcaloide) e la cola (stesso concetto).
      Ma pensi che il problema ci sia stato solo in Italia?
      Fino a pochi anni fa erano più le nazioni in cui veniva commercializzata CC di quelle presenti nel palazzo di vetro dell’ONU; ed ognuno di queste (anche di miliardi di consumatori come la Cina) ci sono problemi e normative diverse che ancora non l’hanno minimamente toccata!
      Un Veronelli o chiunque altro gli ha fatto meno del solletico!!!
      Lo dico dalla parte di uno che se nè andato sbattendo la porta eh!
      Lassa perde và!
      Ma se questi sono così bravi perchè hanno avuto bisogno di scimiottarne il nome?

    • avatar nedi scrive:

      ecco un esempio di risposta tecnica che vale la pena di usare per fare voi causa a C&C

  28. avatar Sivent scrive:

    Con la nuova normativa sulle estensioni dei nomi dei siti, sono disponibili i domini con i nomi delle regioni e delle città. Ho appena controllato, potete comprar ei domini cocacola.roma.it, cocacola.milano.it, cocacola.lombardia.it ecc.. Certo possono intimarvi anche di chiudere i battenti, con i loro cavilli sul marchio ecc., ma un dominio registrato resta assolutamente di proprietà di chi lo registra, che molto spesso fa soldi rivendendolo. La strada è sì cambiare il blog, ma personalmente sentirei alti legali per il discorso dominio. Per me la strada è venderlo, magari insieme ad una cattettata di domini cocacola.X

  29. avatar Francesco scrive:

    dispiace perché il vostro era un buon prodotto e servizio.
    Purtroppo se c’è un cavillo non se ne esce.

  30. E’ sempre facile fare i fro… beh, fare gli spavaldi con gli avvocati degli altri, però vista la situazione io avrei pensato seriamente all’ipotesi di resistere. I mezzi per trasformare questa storia in un fanale sui media non vi mancano, legali disposti a supportarvi gratuitamente per la difesa della libertà di espressione ne potete trovare e le grandi aziende tendono ad abbassare parecchio la cresta non appena si accorgono che stanno rischiando di fare la figura dei fascisti. Per non parlare del fatto che nulla del vostro progetto richiama in alcun modo il marchio della bibita e dubito che un giudice potrebbe ravvisare plagio o copyright infringement. La lettera di ‘sti cretini suona molto come un’abbaiata tanto per spaventare i polli.

    G

  31. avatar NevaNevae scrive:

    A me viene da dire che l’associazione tra Coca-Cola e cocacolla.it è tirata per i capelli…
    Mi sarei aspettata piuttosto che qualche imbecille italiano vi facesse storie perché “coca” e “colla” sono “un chiaro richiamo a droghe pesanti di diffusione sempre maggiore”… Piuttosto… Per dire….

  32. avatar fabio pasquetto scrive:

    Carissimi
    vi posto alcune impressioni da esperto legale dei marchi ed esperto in creazione di nomi (brandnaming)
    Purtroppo aldilà delle buone intenzioni -di cui qui nessuno dubita- vige la normativa sui marchi (e NON sul copyright!) che funziona come una sorta di premio dato a chi inventa ed usa un segno distintivo tanto piu come nel caso in questione facendolo assurgere ad emeblema nel quale si sono riconosciuti e si riconoscono milioni di consumatori e fans di vario tipo, questo premio si sostanzia in un diritto di monopolio che funge un pò da eccezione in una economia di mercato libera, questa eccezione è proprio il premio di cui si parla. Ma attenzione questo premio costa mantenerlo e soprattutto mantenerne la vigenza su scala mondiale e sto parlando dei soli costi di registrazione, immaginiamo quelli investiti in più di un secolo di storia dalla The Coca Cola Inc.. Ma la normativa non gioca solo a favore del titolare dei diritti bensi e soprattutto (vorrei sottolineare) a favore del pubblico. Vi invito a ricordare il caso emeblematico che costrinse la stessa multinazionale a tornare sui suoi passi allorchè negli anni 80 decise di cambiare formula con la new coke “addolcendola” , ebbene furono proprio i consumatori – allora capeggiati da un legale di Portland – a “indurre” Coca Cola a tornare sui suoi passi. Orbene se tutto ciò ha un senso il marchio protegge un “tutto” , il prodotto, il produttore, i consumatori, il pubblico (più ampio) ,persino nel caso di Coca Cola la forma della bottiglia ha un portato di riconoscimento al pari del prodotto e relativo marchio verbale, di tratta infatti del primo caso di marchio tridimensionale riconosciuto dall ufficio statunitense dei marchi nel secolo scorso. Per quest’ultima tipologia di marchi il sottoscritto cura una rubrica “3dbranding” sul sito ww.bandforum.it e per l’occasione pubblicherò uno spin-off sul caso di Coca Cola , già ripreso da me sul libro pubblicato a cura di Patrizia Musso , “brand reloading” (Franco Angeli editore). Se avete domande o curiosita resto a disposizione

  33. avatar piero scrive:

    direi che la sonora figuara di merda la fa la cocacola, facevano molto più figura se vi avessero detto, ok, voi vi tenete il nome e il dominio, tanto è già vostro e noi vi buttiamo su un po’di banner animati e magari da cosa nasce cosa.
    blindatissimi figli di papà che nascondono la loro formuletta magica di un intruglio che proprio bene non fa.
    in bocca al lupo per tutto e W LA PEPSI!

  34. avatar Sergio scrive:

    Non mi stupirei più di tanto dell’attenzione di Coca Cola nel difendere il proprio marchio. La faccenda della “ricetta segreta” è una favoletta, e il vero valore di Coca Cola sta nel marchio, che è il più riconosciuto al mondo.
    Detto ciò, da questa vicenda derivano solo vantaggi: sono capitato qui perché ho visto l’articolo su corriere.it: bel blog, lo seguirò di certo. Mai l’avrei scovato se non fosse stato per l’articolo sul caso Coca Cola.
    Inoltre, da ogni rinascita si esce sempre rafforzati, rinnovati. Quale miglior opportunità per un gruppo di artisti che un simile stimolo al cambiamento?
    Ciao!

  35. avatar Antonio scrive:

    Non vi ho mai letti. Forse ora inizierò a farlo. Quindi alla fine, tutto sommato e come ben sapete, tutto sto casino vi sta facendo pure una buona pubblicità. Ma voi cambiate nome per otto lettere, non per una!

  36. avatar Edoardo scrive:

    Ragazzi non vi seguo ma spesso questi blog sono il nettare della sapienza di determinati argomenti e per questo vi do il mio sostegno per l’attività che avete fatto. Però non posso essere della stessa idea per quanto riguarda il nome. Se fossi io Coca-Cola mi incazzerei non poco, tra tutti i nomi dovevate scegliere un nome che, sapevate, avrebbe fatto tanto rumore? Capisco le vostre motivazioni ma cosa avete ottenuto? La chiusura… meglio a questo punto trovare un altro nome e continuare a vivere, esprimere le proprie idee che non mi sembrano male anzi.. Infine scrivete che in quel nome c’era tutto quello che volevate comunicare ma come ben sapete dovreste inventarvelo il nome e non identificarvi con uno esistente. La Coca-Cola ha studiato per anni il proprio marketing in tal senso e non si può arrivare e dire “si giusto, la pensiamo nello stesso modo e aggiungiamo una lettera al nome”. Dai su!

  37. avatar Stefano Miatto scrive:

    mi spiace gabe, è semplicemente folle
    l’intera normativa sul copyright e proprietà intellettuale andrebbe semplicemente gettata a mare
    proprio per questo però non capisco perché anche voi stavate per registrare il marchio
    un domani qualcuno avesse aperto un sito chiamandolo coccacolla.it vi sareste trovati nella stessa posizione di coca cola e avreste dovuto intimargli di chiudere i battenti… :D

    un caro saluto e in bocca al lupo

  38. avatar Sabato scrive:

    Basta eliminare la parola “bevi” (o drink!) davanti a cocacolla ed eliminare solo gli account che associano l’azione di bere al marchio cocacolla.
    Si chiama “mediazione” per arrivare al male minore.

  39. avatar Marco Famà scrive:

    Massimo incoraggiamento a battervi con forza, ragazzi.
    Retweetato a tutta la community di Time Lapse Italia e ai miei follower.

    Già chiedevo Pepsi al bar… ora ho un forte motivo per consigliarla anche agli altri. Maledette corporation..

    Marco Famà | Fondatore del progetto
    Time Lapse Italia
    timelapseitalia.com

  40. Ma chiedere veramente alla Pepsi di poter chiamare il nuovo sito “pepsicolla”? Magari potrebbe essere un buon ritorno di immagine per loro contro gli odiati rivali :p

  41. avatar Filippo scrive:

    Ma a chi vi siete rivolti per la consulenza legale? Quindi se io compro il dominio *disponibile* tipo “niutella.it” oppure “nutela.it” o “cinquecentofiat.com” per usarlo per scopi diversi e non riconducibili alla famosa crema o auto dovrò liberarlo alla prima lettera della Ferrero o della Fiat? Ma siamo fuori? Non è che vi hanno pagato per prendersi loro questo dominio? Me lo auguro per Voi. Non ci sarebbe nulla di male. Meglio questo che scappare senza un buon motivo. Suggerimento: mettete il dominio all’asta, qualcuno potrebbe avere più coraggio, denaro e interesse a far fare una brutta figura ai vostri consulenti legali e alla schifolacola

  42. avatar Fede scrive:

    cambiate nome in pepsicolla.. i loro concorrenti potrebbero trarre vantaggio da un caso simile..

  43. Mi dispiace molto….
    Vi do il mio supporto con affetto.
    Siete dei GRANDI e questa difficoltà vi renderà ancora più forti!!
    Sono con Voi

  44. avatar Darko scrive:

    Ciao! Anche noi vi supportiamo… non mollate!!!

    venite a trovarci su:
    http://www.screwdrivers-milanblog.it
    (Se facciamo scambio link ne sarei felice…)

    E d’ora in poi solo verdello tomarchio e top cola del fortè!!!!

  45. avatar Daniele Cascone scrive:

    Tutto il mio appoggio al vostro progetto, ragazzi!
    Vorrei capire che danno arriva alla compagnia che produce quella “bevanda per ruttare”, visto che non è certo un’azienda che può essere scalfita o infangata da un sito come questo.
    Ad ogni modo, gli incidenti di percorso vanno superati, fate bene a non abbandonate il progetto piangendovi addosso: cambiate nome e amen, chi vi amerà vi seguirà! ;)

  46. avatar Vega scrive:

    Qualcuno già l’ha detto, anche secondo me avete ascoltato il parere di un legale sbagliato che ha avuto paura ancora prima di informarsi. Di casi del genere la Giurisprudenza ne è piena, basta cercare.
    E’ ben noto che il diritto comunitario e nazionale per quanto riguarda i DNS concedono il potere dello ius excludendi alios fino a consentire al titolare l’uso di nome simili o che suscettibili di indurre un rischio di associazione da parte del pubblico. Il problema sorge nel conflitto di specie ovvero quando si tratta cose diverse come nel vostro caso. Di certo il vostro marchio cos’è com’è è registrabile anche internazionalmente: è perfettamente lecito che due o più marchi identici tra loro, ma non confondibili in quanto registrati ed utilizzati in settori e con modalità differenti. Ma il vostro nome è addirittura diverso, in ogni caso la non distingubilità del logo, in questo caso vale chi registra per primo (avendone la titolarità e fatta salva la malafede).
    Mayr ( I domain names ed i diritti sui segni distintivi: una coesistenza problematica, in AIDA, 1996) afferma che “il titolare del marchio che per primo provveda alla registrazione, in occasione di una seconda registrazione di un nome a dominio simile non possa invocare una tutela della medesima portata di quella di cui godrebbe al di fuori di internet”.AIDA sta (per Annali italiani del diritto d’autore)
    Di casi simili vi posso citare il caso di A.R.Mani Americano che aveva spuntato armani.com all’azienda, di contro un’altro armani italiano che aveva registrato per la sua timberia armani.it
    H letto che avete cercato di mediare con l’avvocato che vi ha scritto. ma che hanno la legge dalla loro. Quale legge ? Diversi pareri autorevoli nel diritto comunitario ed internazionale sono dalla vostra. Altri pareri magari no, perchè ancora non c’è una giurisprudenza ad hoc, ma dire che la legge è dalla loro……..

  47. avatar roberto scrive:

    Non vi ho mai letto e prima d’ora non vi conoscevo ma la cosa mi sembra un soppruso assurdo.
    Viviamo in un mondo di regole stupide, come può una assonanza nel nome creare confusione su un marchio come coca-cola ???
    E il vecchio adagio bene o male purchè se ne parli ? Questi non hanno capito nulla.

    Un abbraccio ragazzi in bocca al lupo e speriamo che ‘ste merde vadano a f.n..lo il prima possibile

    Grazie

  48. avatar Antonella scrive:

    Ma perche’ non contattate la Pepsi Cola qui’ in America amano farsi la guerra, forse loro posso trovare avvocati pronti a fargli guerra ed in piu’ e’ un colosso che se lo puo’ permettere.Tentare non nuoce ….non si sa mai provate…www.pepsico.com/index.html

  49. avatar Carlo Gubitosa scrive:

    Se non volete intraprendere la battaglia legale, prima di mollare tutto senza fiatare cedete a me l’intestazione del dominio, registriamo la testata “Cocacolla” e io faccio da direttore responsabile della testata. Poi voi sarete sollevati da ogni rischio di ritorsioni legali da parte della multinazionale, e io mi faccio carico di questa battaglia civile. Ho gia’ vissuto questa situazione con il dominio metro.it e non vorrei vedere altre valide iniziative cedere sotto il peso delle pressioni dei prepotenti.

  50. avatar Daniel scrive:

    Secondo me avete accettato il parere legale sbagliato.

  51. avatar Erenor scrive:

    Diffusa la notizia tramite i canali a disposizione (fb e twitter), grazie agli amici che vi seguivano, vi seguono e vi seguiranno, dovunque andiate.

    A volte combattere non è facile, o non è possibile..ma se si deve abbandonare un posto al “nemico”, è comunque utile fare propaganda e spiegare tutte le motivazioni di quanto è successo.

    Vi auguro di conservare tutti i vostri “followers”, e di ottenerne di nuovi, che vi daranno la forza di continuare e migliorarvi sempre. E auguro a quella multinazionale di pentirsi amaramente di questa azione, perchè quella che avrebbe potuto essere una forma di publbicità, han preferito vederla come una “minaccia”..mi pare un ottimo esempio di poca furbizia commerciale.

    Saluti.

  52. avatar la ragazza dall'inconscio incollato scrive:

    ricordando un vecchio saggio: QUELLO CHE NON VI UCCIDE… VE LA SUCA.

    ps: comunque bevo spuma tomarchio

    • avatar maestro scrive:

      Io bevo il Verdello Tomarchio, ma sono d’accordo con “la ragazza…”: VE LA POSSONO SUCAREEE!!!

  53. avatar giors scrive:

    ho appena scritto alla coca cola company:
    diffidando il blog cocacolla avete effettuato un’ottima azione di marketing…per la concorrenza! Da domani solo pepsi!

  54. Massimo supporto, domani siete sul mio blog. Ragazzi non mollate, che questo blog è veramente bello!

  55. avatar sergino scrive:

    dio mio ed ora come faccio senza un blog focalizzato su arte, design, advertising e nuove culture della rete? dovrò ricorrere al deep web.

  56. avatar enrico scrive:

    piacere di avervi bevuto al posto di quella merda

  57. avatar PINELLA scrive:

    Ragazzi,tutti noi vi sosterremo,come abbiamo sempre fatto.Adesso piu’ che mai.Sarebbe veramente triste privarsi del “piacere “di poter continuare a leggere su un blog cosi’ raffinato,cosi’ curato di arte,di creativita’ e di originalita’.Perche’e’ stato un vero”piacere”.

  58. avatar Gaetano Leotta scrive:

    Un motivo in più per (continuare a) non bere quello schifo. In bocca al lupo, ragazzi!

  59. avatar Tarzana scrive:

    Pero’ un periodo di link diretto ad un altro posto che non si chiama come loro non vogliono, ma che poi e’ voi ve lo devono concedere. Almeno sin quando non vi portate dietro tutti quelli che vi amano, no?
    Contrattate!!
    Che siate combattivi era gia’ evidente ma mi raccomando non mollate!

    • avatar admin scrive:

      Abbiamo avviato una contrattazione con loro, ma hanno la legge dalla loro e non ci hanno concesso il tempo che desideravamo per traslocare dignitosamente.

      Non prendete la nostra posizione come una rinuncia, ma una necessità, per poter continuare a spendere forze in nuovo progetto

  60. avatar Alessio scrive:

    Ma Scusate… il nome a dominio era libero e voi lo avete regolarmente Pagato…
    se non vogliono che lo usiate.. che vi facciano un offerta per comprarvelo.
    “Coca Cola” e “Coca Colla” sono due nomi diversi… il font e’ diverso i colori sono diversi i loghi graficamente non sono riconducibili l’uno all’altro…
    Magari una guerra contro una multinazionale e’ effettivamente un dispendio notevole di risorse.. ma…

    P.s: Esistono un mare di nomi simili a Coca cola.. cosa faranno li chiuderanno tutti ???

  61. avatar Filippo scrive:

    Più sono grandi e più sono prepotenti! Spero giri tutta internet sta notizia per rederli se possibilie più antipatici e meno richiesti. Chiamatevi “collacola” e fate il logo con la scritta che si legge in uno specchio e vaffanculo!!!

  62. avatar Ag scrive:

    Mi chiedo come mai il vostro consulente legale non si sia accorto prima di questo *minuscolo* problema legato al nome.

  63. avatar Evelina Lorenzi scrive:

    L’ennesimo, stupido elefante che ha paura del topolino.

  64. avatar Alessandro scrive:

    ma andassero affanculo sti venditori di veleno, ma come si permettono? I colori rosso e bianco si possono ancora usare o sono diventati loro anche quelli? io non mi sarei piegato.

  65. avatar santommaso scrive:

    è nel vostro pieno diritto pubblicare la lettera e dissolvere i dubbi degli scettici che sospettano l’iniziativa pubblicitaria

    • avatar admin scrive:

      Magari fosse una trovata pubblicitaria!
      Dal 6 Marzo vi accorgerete che così non è :(
      Ci informeremo con il nostro legale in merito al tuo suggerimento.
      Grazie

  66. avatar Saul Goodman scrive:

    Non c’aveva proprio un cazzo da fare la coca cola company…

  67. avatar daniele scrive:

    pepsicolla non e’ male ;)

  68. dai, smettetela, è uno scherzo vero?

  69. avatar Lella Povia scrive:

    cose che non avremmo voluto mai leggere: questa.

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