Sapere che Robert Capa era un capo, ricordare che Mario Giacomelli odiava le interviste se nel frattempo non poteva fumare un sigaro, o sospettare che David LaChapelle voleva forse ballare il Krumping truccato da clown, non significa conoscere i tecnicismi della fotografia.
Non chiedetemi quindi di mettere a fuoco un obiettivo, sono per natura troppo poco oggettiva.




Però ho educato il mio sguardo. Pago ormai da un decennio la futura pensione di Franca Sozzani per collezionare scatti firmati, tomi su tomi che poi sistemo in una specie di arredamento per aggregazione, colonne di carta rilegate in brossura.




Ho conosciuto Kolbrun Inga tanto tempo fa e ne rimasi colpita. Passione ed energia hanno molto a che fare con il talento.



Già da piccolissima era un factotum dello shooting, praticamente un set di produzione a due braccia. Le scene di Alice in Wonderland sono favolose e di un B/N perfetto.


Cresce ed entra alla Ljossmyndaskolinn di Reykjavík, dove la sua dote congenita si trasforma in mestiere.



La luce della terra del ghiaccio, le modelle di famiglia, l’armadio e gli accessori a zero budget farebbero rizzare in un colpo le cover gold di Steven Meisel. La trovate su Behance ma è un profilo ancora in costruzione.

Teniamola d’occhio.








































Muski: Awesome Hard-Work; though it is amazing why your website is still unre...
alice: fa molto 'Porco Rosso'!...
Lucael: Too fast too furious, io in curva mi spostavo a destra e a sinistra co...
thrashaolin: Ho goduto tantissimo. Gran figata....
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