Pare che Noell S. Oszvald sia una ragazza ungherese di appena 22 anni che ha deciso di prendere in mano una macchina fotografica neanche un anno fa.
Ho deciso per questo di odiarla morbosamente.

Pare che Noell S. Oszvald sia una ragazza ungherese di appena 22 anni che ha deciso di prendere in mano una macchina fotografica neanche un anno fa.
Ho deciso per questo di odiarla morbosamente.

Che poi il problema di questo periodo non è tanto pensare positivo o pensare negativo, è pensare. Punto.

Ok, faccio una breve introduzione, anche se temo questo finirà col rendermi insopportabile a parecchi di voi: con le dovute eccezioni, a me i manga hanno sempre strarotto i coglioni. Con le dovute eccezioni. Non parlo degli anime, mi masturbo davanti alle produzioni della Madhouse, Studio 4°C Co. Ltd., amo lo Studio Ghibli come una ragazzina di 13 anni amava negli anni ’90 Dylan di Beverly Hills e ovviamente sono figlio di una generazione cresciuta a Ken il Guerriero, Mazinga, Devilman, Carletto, Voltron, Starzinger e mecha vari. Ma i manga no. No.
Con le dovute eccezioni.


La saga di Metal Gear è sotto molti punti di vista, una delle più importanti del mondo dei videogiochi. Dal punto di vista narrativo, è infatti uno di quei titoli in grado di superare la semplice idea di “gioco” per diventare narrazione interattiva, epopea, e senza entrare troppo nel dibattito, avvicinare i videogiochi a quello status di “opera d’arte” che tanto anelano.

“In una rete di linee che s’allacciano, in una rete di linee che s’intersecano.”
Italo Calvino

Questo paesaggio ha qualcosa di strano…oh mio Dio! La cosa sconvolgente, ma davvero tanto sconvolgente, è che questi scenari sono in realtà dei piccoli plastici.
Lori Nix, nel suo mega laboratorio di New York, costruisce questi falsi paesaggi con materiale riservato ai nerd del modellismo.

Ho scoperto il genio animato di Mathias Lachal grazie al mio amico Leonardo Pandolfi, illustratore e tossico come me di cinema d’animazione.


Sono venuta a conoscenza di questo progetto di Jon Rafman più o meno un anno fa.
Riassuntivamente sentii parlare di un artista che aveva incontrato la fama grazie a degli scatti da lui “rubati” su Google Maps grazie alla modalità Street View. Impossibile negare che la notizia mi bloccò e mi rifiutai di visionare il lavoro senza prima essermi posta determinate domande. Si può dar vita a quello che nei secoli abbiamo chiamato arte grazie al semplice salvataggio di alcune immagini su un sito internet?
Alla vista di uno di quei singoli scatti, dimenticai la domanda di partenza.

Alice moriva di noia a starsene seduta con la sorella sulla proda, senza far niente; aveva sbirciato un paio di volte il libro che la sorella stava leggendo, ma non c’erano né figure, né dialoghi, “e a cosa serve un libro” pensava Alice “senza figure né dialoghi?”
Il 31 gennaio è arrivata in Italia, per le Edizioni Orecchio Acerbo, la psichedelica versione di “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie” illustrata da Yayoi Kusama. Un grande classico riletto attraverso il potere immaginifico di una fra le più surreali e allucinate artiste del nostro tempo.

Lucael: Too fast too furious, io in curva mi spostavo a destra e a sinistra co...
thrashaolin: Ho goduto tantissimo. Gran figata....
wedding anniversary quotes: wonderful post, very informative. I ponder why the opposite specialist...
http://shopyoursoftware.com/?p=1: Better you connect another mouse with your computer. Which means th...
Maude: Major follows some sports, primarily during the playoffs. It is an a...