“Il corpo umano è la Cattedrale più grande che Dio abbia mai costruito.”
Christiaan Barnard

“Il corpo umano è la Cattedrale più grande che Dio abbia mai costruito.”
Christiaan Barnard

“Baby hai un culo che parla quindi lascia parlare lui”. Beh forse questi non parlano ma di sicuro muti non sono.


Dal 21 al 24 giugno 2012 a Roma il CSOA Forte Prenestino sarà il palcoscenico dell’VIII festival internazionale di fumetto arte disegnata e stampata. Noi di Collater.al, mediapartner dell’evento, saremo presenti al completo con uno spazio dedicato agli artwork #supportcocacolla.

Fino al 25 aprile gli spazi rinnovati del Complesso Monumentale del San Giovanni di Catanzaro ospiteranno Corpo Elettrico. Videoarte italiana tra materia, segno e sogno” la mostra curata da Gianluca Marziani e Andrea La Porta e promossa dalla Fondazione Rocco Guglielmo in collaborazione con la Fondazione Mimmo Rotella.
L’esposizione propone 16 realtà artistiche italiane che si muovono tra proiezioni monocanale , film in digitale e complesse installazioni interattive. Il percorso è inoltre arricchito da postazioni multimediali, libri, cataloghi da sfogliare e altri contenuti extra scaricabili su smartphone e strumenti portatili.
Corpo Elettronico intende svelare immaginari che coniugano mondi solo in apparenza lontani fra loro come arte e scienza, tecnologia e realtà, sperimentazione e documento, approfondendo “le valenze linguistiche e strutturali del mezzo, la relazione tra il linguaggio video e i materiali reali, le molteplici possibilità tematiche, narrative e sensoriali che lo strumento narrativo offre“.



La mostra unisce esponenti storici della sperimentazione italiana con artisti più giovani che hanno scelto il video come mezzo espressivo. In ordine alfabetico : Alessandro Amaducci, Matteo Basilè, Alessandro Bavari, Bianco-Valente, Luca Bolognesi, Canecapovolto, Giuseppe Colonese, Salvo Cuccia, Theo Eshetu, Ehab Halabi Abo Kher, Masbedo, Antonello Matarazzo, Andrej Mussa, Studio Azzurro, Gianni Toti, Zimmerfrei.
“I wish for you to stand up for what you care about by participating in a global art project, and together we’ll turn the world…INSIDE OUT.”
JR
Durante la premiazione ai TED Prize del 2011, il fotografo e urban artist JR aveva annunciato il suo progetto finanziato con i soldi della vincita. Un progetto che intendeva replicare le sue performance su scala globale. L’obiettivo era quello di trasformare semplici ritratti in opere d’arte e che chiunque potesse diventare co-autore dell’operazione.
Queste le premesse di Inside Out, un progetto nato dalla collaborazione tra l’artista francese JR, il TED Prize e noi. Un’ambiziosa iniziativa globale di arte collaborativa, un esperimento di impegno civile attraverso l’arte. La più grande esposizione fotografica mai realizzata, creata con la partecipazione attiva di migliaia di persone.
Siamo tutti chiamati a contribuire, utilizzando ritratti fotografici in bianco e nero che possano raccontare al mondo una storia sconosciuta su persone di qualsiasi nazionalità. Attraverso il sito insideoutproject.com è possibile caricare le immagini digitali che vengono successivamente stampate su poster ed inviate dall’organizzazione ai loro co-creatori in modo da poter essere poi stampate ed esposte sui muri di tutte le città del mondo. “Posters can be placed anywhere, from a solitary image in an office window to a wall of portraits on an abandoned building or a full stadium.”
Un progetto che utilizza l’arte per portare il mondo dentro fuori.
Ora tocca a voi metterci la faccia.
Ho letto da qualche parte che “È difficile approcciare il lavoro di Marina Abramović senza correre il rischio di essere banali“. E io nemmeno ci provo a non esserlo. Non sono né un critico d’arte né una persona all’altezza per poter parlare della sua opera. Mi limiterò a raccontarvi la fortuna che ho avuto nell’assistere alla prima di “The Abramović Method” il 19 marzo 2012 al PAC di Milano e se mi lascerò andare a commenti o considerazioni e se sarò banale. Perdonatemi.
Entrando al PAC, lo spazio espositivo prescelto da Marina Abramović per il suo nuovo attesissimo lavoro, il primo dopo la grande retrospettiva al MoMA di New York, ho da subito notato che proprio il pubblico, ad essere il protagonista della performance. 21 persone scelte tra i partecipanti vengono guidate e motivate dall’artista, a vivere e sperimentare le sue “installazioni interattive“. Un percorso fisico e mentale nelle tre posizioni tipiche del corpo umano: in piedi, da seduti e sdraiati. Un’esperienza fatta di buio e luce, assenza e presenza, percezioni spazio-temporali in un percorso dove le persone possono espandere i propri sensi, osservare, imparare ad ascoltare e ad ascoltarsi interagendo con i minerali: quarzo, ametista e tormalina.
Per enfatizzare il ruolo ambivalente di osservatore e osservato, di attore e spettatore, Marina Abramović ha scelto di mettere alla prova il pubblico. ”Senza il pubblico, la performance non ha alcun senso perché, come sosteneva Duchamp, è il pubblico a completare l’opera d’arte. Nel caso della performance, direi che pubblico e performer non sono solo complementari, ma quasi inseparabili”.





Foto di Laura Ferrari e Fabrizio Vatieri
In occasione della mostra Look Now, See Forever, l’artista giapponese Yayoi Kusama ha realizzato un’installazione sorprendente per la Queensland Gallery of Modern Art.
Hans Hemmert è un artista appartenente al gruppo tedesco Inges Idee, collettivo creativo impegnato in progetti per spazi pubblici che coinvolgono scultura, interventi architettonici, sound e light design.

Ho incontrato Sonny Smith verso la fine di Maggio, in occasione del suo Live a Le Mura (Via di Porta Labicana, 24 – Roma, S.Lorenzo) che in questa stagione 2011, per tutti noi ragazzi col ciuffo è stato come sbronzarsi da Arnold’s.
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