181°, le fotografie concettuali di Yoshiki Hase

181°, le fotografie concettuali di Yoshiki Hase

Claudia Fuggetti · 1 anno fa · Photography

Yoshiki Hase è un fotografo originario di Kawasaki, che attualmente risiede a Tokyo. L’artista ha vinto diversi premi a livello internazionale e si è fatto conoscere per il suo stile originale all’interno del circuito della fotografia concettuale. Il suo progetto 181° rappresenta delle installazioni di land art concepite come oggetti geometrici enigmatici.

Come spiega l’artista:

“By placing objects into these physical spaces, the onlooker intermittently experiences peculiar instances of visual harmony”.

Non è possibile identificare i luoghi che vengono ritratti da Yoshiki, ma uno scenario completamente nuovo emerge dallo spaccato della “volontà e della natura“. Il nome 181° deriva dal fatto che solitamente i 180° rappresentano l’orizzonte libero da ostacoli: aggiungendo solo il numero 1, si crea un senso di smarrimento, si definisce una sorta di anomalia.

Esplora il sito di Yoshiki se vuoi saperne di più.

181°, le fotografie concettuali di Yoshiki Hase | Collater.al
181°, le fotografie concettuali di Yoshiki Hase | Collater.al
181°, le fotografie concettuali di Yoshiki Hase | Collater.al
181°, le fotografie concettuali di Yoshiki Hase | Collater.al
181°, le fotografie concettuali di Yoshiki Hase | Collater.al
181°, le fotografie concettuali di Yoshiki Hase | Collater.al
181°, le fotografie concettuali di Yoshiki Hase | Collater.al
181°, le fotografie concettuali di Yoshiki Hase | Collater.al
181°, le fotografie concettuali di Yoshiki Hase | Collater.al
181°, le fotografie concettuali di Yoshiki Hase | Collater.al
181°, le fotografie concettuali di Yoshiki Hase
Photography
181°, le fotografie concettuali di Yoshiki Hase
181°, le fotografie concettuali di Yoshiki Hase
1 · 13
2 · 13
3 · 13
4 · 13
5 · 13
6 · 13
7 · 13
8 · 13
9 · 13
10 · 13
11 · 13
12 · 13
13 · 13
The Home Stayer, la rivista immaginaria di Luis Mendo

The Home Stayer, la rivista immaginaria di Luis Mendo

Giulia Guido · 3 giorni fa · Art

Siamo qui per presentarvi un altro progetto che prova il fatto che sebbene abbiamo trascorso oltre due mesi chiusi nelle nostre case, la creatività non ha smesso di viaggiare. Luis Mendo, grafico e art director, ha approfittato del lockdown per dare vita a un lavoro personale che rappresentasse a 360° il suo stile e le sue passioni. 

The Home Stayer è il titolo del progetto che ha portato Luis a creare delle copertine per una rivista immaginaria. 

Il rimando al The New Yorker e alle sue iconiche cover è palese, anzi, quello di Luis Mendo vuole proprio essere un omaggio al famoso magazine, ma nel suo progetto il soggetto principale è uno e uno soltanto: le case e la vita al loro interno. 

Come ha specificato lo stesso artista, in questo periodo di lockdown, le nostre case si sono trasformate in piccole città in cui riposare, lavorare, allenarsi, rilassarsi, sperimentare nuovi hobby. Questo repentino cambiamento dello stile di vita e degli spazi casalinghi ha unito il mondo intero, per un breve periodo in ogni luogo del mondo le persone stavano vivendo nello stesso modo e la casa di uno è diventata la casa di tutti. 

Proprio per questo motivo le cover di The Home Stayer non appartengono a un luogo specifico e al tempo stesso appartengono ad ogni luogo. 

Per il momento Luis Mendo ha realizzato sei cover, ma il progetto non è ancora terminato, quindi se vuoi scoprire le prossime seguilo su Instagram

The Home Stayer, la rivista immaginaria di Luis Mendo
Art
The Home Stayer, la rivista immaginaria di Luis Mendo
The Home Stayer, la rivista immaginaria di Luis Mendo
1 · 7
2 · 7
3 · 7
4 · 7
5 · 7
6 · 7
7 · 7
Skoda ha girato tre pubblicità in casa con le macchinine

Skoda ha girato tre pubblicità in casa con le macchinine

Emanuele D'Angelo · 3 giorni fa · Art

L’industria pubblicitaria è stata duramente colpita dalla pandemia, coloro che ancora fanno pubblicità hanno faticato ad adattarsi al contesto completamente nuovo, complici anche le severe restrizioni sulla produzione.

Ma la creatività non è andata in quarantena, non si è mai fermata, infatti la società automobilistica ceca, fondata nel 1923 a Plzen, Skoda insieme ai registi di From Form, Johan Kramer e Steffen Haars ha girato tre spot diversi in casa con le macchinine giocattolo.
Piccoli SUV in miniatura corrono tra salone, cucina, saltando ostacoli e combinando diversi guai.

La maggior parte delle persone ora sta cercando di trovare un modo per lavorare da casa indisturbata. Perché ovunque si guardi, le distrazioni sono lì. È questo che ha ispirato il produttore olandese a raffigurare il padre di una famiglia, che viene continuamente distratto da una piccola automobile giocattolo, nello specifico una KODIAQ. “Ero curioso di sapere come sarà lavorare con una piccola troupe composta da me e dalla mia ragazza. Era lei che teneva e metteva a fuoco la telecamera quando recitavo in un’inquadratura. A parte questo, stavo girando – farlo dopo undici anni è stato fantastico e mi è piaciuto molto! Steffen dice.

Si chiama Paco. Questo membro a quattro zampe della famiglia di Johan Kramer – l’icona olandese della pubblicità e del cinema – è stato il fulcro di una storia con un’auto giocattolo KAROQ. Le limitazioni sono sempre grandi per la creatività”. Mi è piaciuto molto. Ciò che mi ha colpito è stato il fatto che ŠKODA volesse creare qualcosa di fatto in casa, qualcosa con un’atmosfera e un’ambientazione riconoscibile in cui tutti possano identificarsi. Anche il numero di persone coinvolte è stato minimo rispetto alle solite riprese: questa volta eravamo solo io e mia figlia maggiore. E Paco il cane, naturalmente. Abbiamo anche dovuto fare il nostro caffè sul set – regista, troupe di ripresa e catering tutto in uno. Meraviglioso”, dice Kramer, ammettendo di aver apprezzato molto le riprese.

Lo studio fondato dal duo olandese Jurjen Versteeg e Ashley Govers ha utilizzato la suddetta tecnica di ripresa fotogramma per fotogramma anche per il loro clip. Ammettono di aver deciso di giocare con le proporzioni, che è anche un elemento chiave del loro altro lavoro. Il collegamento di veri oggetti per la casa, di una mano umana e di un giocattolo ha permesso loro di creare la sensazione di una “vera” pubblicità di automobili. Ci ha riportato all’infanzia. Se qualcuno ci avesse detto non molto tempo fa che avremmo girato un inseguimento per una vera casa automobilistica, non ci avremmo creduto affatto”, dicono.

Skoda ha girato tre pubblicità in casa con le macchinine
Art
Skoda ha girato tre pubblicità in casa con le macchinine
Skoda ha girato tre pubblicità in casa con le macchinine
1 · 2
2 · 2
Sara Zaher, illustrazioni colorate e ciniche

Sara Zaher, illustrazioni colorate e ciniche

Giulia Guido · 2 giorni fa · Art

Qualche tempo fa vi abbiamo presentato Sara Zaher, graphic designer originaria de Il Cairo, che attraverso i suoi lavori caratterizzati da accostamenti assurdi e colori brillanti raccontava il mondo e l’attualità. 

In questi mesi Sara non ha mai smesso di farlo, ma oltre alla grafica si è dedicata anche all’illustrazione. I disegni digitali che Sara Zaher condivide sul suo profilo Instagram hanno riscosso lo stesso successo dei suoi primi lavori. 

Con l’aiuto di pochi elementi, colori pastello e frasi d’effetto, Sara ci propone una visione cinica e ironica della società e della realtà che abbiamo costruito, fatta di apparenza, di emozioni nascoste, di vite costruite sui social. L’aspetto estetico, vivace e brillante, crea un forte contrasto con i messaggi e gli argomenti trattatati, facendoci sorridere e allo stesso tempo lasciandoci un po’ di amaro in bocca. 

Sara Zaher è assolutamente un’artista da seguire, scoprite alcuni dei suoi lavori qui sotto e per non perdervi i prossimi andate sul suo profilo Instagram

Sara Zaher, illustrazioni colorate e ciniche
Art
Sara Zaher, illustrazioni colorate e ciniche
Sara Zaher, illustrazioni colorate e ciniche
1 · 18
2 · 18
3 · 18
4 · 18
5 · 18
6 · 18
7 · 18
8 · 18
9 · 18
10 · 18
11 · 18
12 · 18
13 · 18
14 · 18
15 · 18
16 · 18
17 · 18
18 · 18
“Operation Salam”, un murales di 1,3 km per la pace

“Operation Salam”, un murales di 1,3 km per la pace

Emanuele D'Angelo · 2 giorni fa · Art

ASHEKMAN è un collettivo originario di Beirut in Libano fondato da due fratelli gemelli Omar e Mohamed Kabbani.
Il collettivo è diventato una piattaforma per i due fratelli per combattere l’ingiustizia sociale, politica e l’estremismo che alimenta la falsa propaganda sul Medio Oriente.

Insieme, come sempre, hanno deciso di dare vita a “Operation Salam“, dipingendo una gigantesca parola “Salam” in calligrafia araba su 85 tetti di edifici, un’opera d’arte di 1,3 chilometri che può essere vista dallo spazio.

Salam, che in arabo significa Pace, indica uno stato di reciproca armonia tra persone o gruppi, soprattutto nelle relazioni personali. L’obiettivo di questa iniziativa è quello di diffondere un messaggio positivo al mondo e di grande speranza per tutto il popolo arabo.

“Nascere nel mondo arabo può essere una sfida, può impedire anche solo di osare e sognare. La situazione politica, la corruzione e le guerre che ogni tanto si accendono possono demotivare chiunque e metterlo in uno stato di disperazione. Per altri, tuttavia, questa triste immagine può essere la spinta a fare qualcosa. Abbiamo sempre cercato di fare esattamente questo. Con il nostro collettivo, abbiamo deciso di combattere lo status quo a modo nostro e alle nostre condizioni. Abbiamo preso la lingua, più precisamente la calligrafia, l’essenza stessa della cultura araba (dopo tutto, è ciò che rende l’arabo… arabo!)” hanno detto gli artisti.

“Operation Salam”, un murales di 1,3 km per la pace
Art
“Operation Salam”, un murales di 1,3 km per la pace
“Operation Salam”, un murales di 1,3 km per la pace
1 · 5
2 · 5
3 · 5
4 · 5
5 · 5
Altri articoli che consigliamo