Art Aggro Dr1ft: quel che rimane dei tempi di COD
Artfilmvideogame

Aggro Dr1ft: quel che rimane dei tempi di COD

-
Anna Frattini
Aggro Dr1ft

Aggro Dr1ft è un film di cui sentiamo parlare ormai da un pò. Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia la scorsa estate, questo lungometraggio torna a far parlare di sé in occasione dell’uscita avvenuta qualche giorno fa negli Stati Uniti (mentre in Italia non vi è ancora traccia di una data di uscita). Di primo impatto, il film colpisce per due motivi: il primo sono le lenti termiche usate per le riprese e il secondo – banalmente – è la partecipazione del divisivo Travis Scott. La regia è di Harmony Korine; a sua volta, regista di Spring Breakers – il film che ha fatto da spartiacque per tutti i ragazzi della generazione incollata agli schermi di Disney Channel. Vanessa Hudgens e perfino Selena Gomez, le due beniamine del canale di High School Musical, avevano ufficialmente perso l’innocenza. Ora che l’era dei Maghi di Weaverly è ormai lontanissima e star come Miley Cyrus hanno ridimensionato l’allure di perfezione del canale, Harmony Korine prende di mira un altro baluardo della nostra adolescenza: i videogiochi dalla terminologia banale e sintetica intrisi di violenza.

Courtesy EDGLRD

L’estetica di Aggro Dr1ft

La trama è semplice, quasi ovvia per un film dalle tinte fosche ambientato a Miami Beach. Un hitman tormentato alla ricerca del prossimo target, il tutto da seguire rintontiti dai toni allucinati della regia di Korine. Il regista mette in ridicolo i videogiochi di violenza utilizzando le classiche componenti che li animano. Voice over cringissimi, frasi sentite e risentite e ancora, quei movimenti che ci ricordano un pò il fenomeno degli NPC. I dialoghi sono esistenti e la chiarezza della trama sembra non rispondere all’appello. Ultimo aspetto, ma non per importanza, l’assurdità di questi uomini gonfi di potere accanto a donne che non hanno nessun ruolo se non quello di esistere in funzione di un patriarcato fatto di armi, sesso e di una grettezza esagerata.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da EDGLRD (@edglrd)

Cosa rimane dopo la visione del film diretto da Harmony Korine

Insomma, in Aggro Dr1ft c’è tutta la cultura videogame legata a doppio filo con Call of Duty, la musica elettronica che fa raggelare il sangue e un’ipnosi psichedelica dovuta ai colori fluo delle riprese che ribaltano la nostra percezione del mondo. Per farla breve, chi guarda questo film sembra stia vivendo dentro a un trip fatto di acidi e violenza senza scopo, dettata da una cultura che speriamo di esserci lasciati alle spalle. La genialità di Korine – se così la vogliamo chiamare – sta proprio qui, nella sensazione di disagio che provoca la visione di questo film. Gli aspetti sopracitati non possono che portarci a ridimensionare completamente la percezione che avevamo guardando, come nel mio caso, gli amici intenti a giocare a COD dopo scuola.

Artfilmvideogame
Scritto da Anna Frattini
x
Ascolta su