Art Dietro le performance di Agnes Questionmark
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Dietro le performance di Agnes Questionmark

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Giorgia Massari

Prima sulla copertina del numero primaverile di Flash Art, poi la long durational performance da spazioSERRA a Milano, che in molti ricordano come “la sirena in stazione Lancetti”. Le performance di Agnes Questionmark (1995) hanno avuto molta risonanza all’interno del mondo dell’arte e non, rivelandosi – secondo noi – una delle artiste più interessanti emerse quest’anno. Oggi vogliamo ripercorrere il suo percorso e capire qualcosa in più sulla sua ricerca, che affascina e allo stesso tempo genera quel sentimento di repulsione tipico dello squallore, di cui vi abbiamo già parlato qui. Ma partiamo dall’inizio. Chi è Agnes Questionmark?

Courtesy l’artista e Flash Art

Agnes Questionmark e il corpo come medium

Agnes Questionmark si definisce un’artista transmedialetranspecies, come si legge nel testo di Elisa Carollo per la Quadriennale di Roma. Questi due termini forniscono un primo suggerimento per comprendere il focus della ricerca dell’artista, che usa il suo stesso corpo come medium principale. Il corpo umano diventa per Agnes oggetto di indagine in quanto materia soggetta a trasformazione. In altre parole Agnes Questionmark ipotizza diverse evoluzioni corporee in relazione ai cambiamenti ambientali. Senza dubbio il mondo acquatico costituisce una delle sue maggiori fascinazioni, oltre a essere un elemento autobiografico che riporta alla sua infanzia, quando trascorreva molto tempo sulla barca del padre. Ulteriore riferimento in questo senso è il concetto di Homo Aquaticus, teorizzato da Max Westenhöfer, che profetizzava che l’umanità tecnologica avrebbe creato dispositivi capaci di sopravvivere nell’acqua, riadattandosi alla dimensione primordiale del suo sviluppo evolutivo. L’artista dunque sperimenta un incontro tra fantasia e scienza, addentrandosi nella dimensione delle possibilità, tanto vicine alla realtà quanto all’immaginazione.

Agnes Questionmark | Collater.al
CHM13hTERT, SpazioSERRA, Stazione Lancetti di Milano

C’è una sirena da spazioSERRA

Rimanendo in tema acquatico, ecco che arriviamo alla long performance da spazioSERRA. Conosciuta come “la sirena”, in realtà Agnes presenta sé stessa come un essere ibrido indefinito. Sospesa per dodici ore al giorno per sedici giorni consecutivi da una struttura metallica tramite cavi e cinghie mediche, il suo corpo diventa un veicolo politico che sfida le dinamiche di potere nelle nostre strutture socio-economiche. Agnes Questionmark si trasforma in una figura mostruosa, evocando elementi della biologia marina con pinne, code e vele, che rendono facile classificare la figura come “sirena”. Questa long performance sottolinea l’intenzione dell’artista di mettere alla prova il suo stesso corpo e, in senso lato, quello della nostra specie, in termini di resistenza.

Courtesy KÖNIG GALERIE

L’ultima performance a Berlino

Lo scorso 14 dicembre, nella sede berlinese della KÖNIG GALERIE ha aperto OB/GYN, la mostra personale di Agnes Questionmark, inaugurata con una delle sue tanto discusse performance. L’opera di Agnes sfida i limiti dell’identità di genere, ponendo l’uomo in relazione con il mondo non umano. In questo caso l’operazione dell’artista vuole contestare le norme morfologiche e convenzionali di una società normativa, che rimodella i corpi attraverso incessanti riproduzioni artificiali, trapianti di organi, esperimenti genetici e droghe sintetiche. La fantascienza in questo caso è più lontana. L’artista non si discosta troppo dalla realtà che conosciamo e mette in discussione il potere medico-paziente. La riflessione è incentrata sul binomio scienza-natura e uomo-macchina, che vede la trasformazione del corpo in un personale esperimento patologizzato, ospedalizzato e meccanizzato.

A questo punto, aspettiamo di scoprire quali saranno le prossime operazioni dell’artista che, nonostante venga criticata per la sua vicinanza al mondo fantascientifico, è in grado di parlare di tematiche estremamente attuali in ottica contemporanea. Senza dubbio l’estetica cruda delle opere di Agnes Questionmark genera una reazione, inserendosi nella corrente di squallore che contrasta l’estetica del bello in quanto ormai inefficace da un punto di vista riflessivo.

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Courtesy Agnes Questionmark

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Scritto da Giorgia Massari
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