Photography Ricondividere una Storia fa davvero la differenza?
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Ricondividere una Storia fa davvero la differenza?

Tra migliaia di foto oscurate da Meta, All Eyes On Rafah, l'immagine virale generata con l'AI, è riuscita a farsi largo nel flusso delle nostre Storie Instagram.
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Anna Frattini

All Eyes on Rafah, l’immagine generata con l’AI da un certo Chaa che è stata condivisa su quasi 40 milioni di profili Instagram, ha scatenato una miriade di discussioni attorno al tema dell’Intelligenza Artificiale in relazione al conflitto Israelo-Palestinese ancora in atto. In questi tempi così divisivi, a noi creativi non resta che chiederci fino a che punto una condivisione in stile catena di Sant’Antonio possa giovare alla causa – ammesso e non concesso che ogni utente che ha ricondiviso la Storia fosse a conoscenza di quello che sta succedendo in queste ore a Rafah. Ma non solo, la questione riguarda anche Meta, la cui policy impedisce la condivisione di contenuti che mostrano violenza, soprattutto se riguardanti il conflitto in corso. All Eyes On Rafah è riuscita quindi a farsi largo nel flusso delle nostre Storie Instagram, diventando impossibile da ignorare. Se al giorno d’oggi il famoso potere della condivisione ci porta a pensare che ogni repost vale, in molti non la pensano così spiegando su TikTok o su altre storie Instagram quanto l’immagine di Chaa non faccia che raccontare qualcosa di estremamente superficiale, raccontando «nulla a parte sé stessa» come scrivono dalla redazione di Rivista Studio. A questo punto ci chiediamo quindi quale sia il modo giusto – fuori e dentro all’ecosistema Meta – di raccontare cosa sta succedendo a Rafah in questo nuovo ordine mondiale dove nulla sembra andare bene e niente è lecito.

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Scritto da Anna Frattini
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