La fotografa Allison Lisi cattura ciò che la circonda – persone, luoghi e istanti – con un occhio foto-giornalistico. Le fotografie che produce sono apparentemente oggettive e documentarie ma celano, dietro un fittizio distacco, un punto di vista fortemente soggettivo e personale. Rappresentativo è il progetto “Zoo”, presentato lo scorso weekend a Liquida photofestival, in cui Allison Lisi sembra vagare e fluttuare da una stanza all’altra di una casa popolata di persone, amici probabilmente o semplici conoscenti.
I suoi soggetti preferiti sono infatti persone normali, suoi coetanei, di poco interesse comune, ma che per la fotografa sono rappresentativi di una condizione sociale. Come accade in “Zoo”, i suoi scenari sono effimeri ed esplicativi di una società fredda e individualista. Ogni scatto ha un unico soggetto, solo nella sua dimensione. Tutti i personaggi sono nella stessa casa ma nessuno è mai insieme, aumentando il senso di solitudine che pervade ogni scatto. Tuttavia, un solo scatto ritrae una duplice presenza: due corpi nudi giacciono in un letto, uno sopra l’altro. Nonostante la loro vicinanza, è evidente il totale distacco e la mancanza d’amore. Un atto intimo privo di emozione che esplicita la condanna della contemporaneità.
In “Zoo”, Allison Lisi trasmette il ridicolo del quotidiano della sua generazione e il senso di inadeguatezza che pesa inesorabile nell’aria, non servendosi di contenuti espliciti ma anzi, affrontando gli scatti senza drammaticità, quanto piuttosto con ironia e spontaneità.


Courtesy by Allison Lisi
