Design Le installazioni 3D in giro per il mondo di Andrés Reisinger
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Le installazioni 3D in giro per il mondo di Andrés Reisinger

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Tommaso Berra
Andrés Reisinger | Collater.al

Le riviste turistiche si sfidano a rappresentare le diverse città del mondo nel modo più sincero e allo stesso tempo suggestivo possibile. Tra scorci mozzafiato e vicoli, l’idea che abbiamo delle capitali del mondo prima dei viaggi è sempre molto idealizzata e rispecchia la miglior realtà possibile. L’interior designer Andrés Reisinger a suo modo ha voluto realizzare una raccolta di progetti 3D per alcune tra le più importanti città del mondo, abbandonando la dimensione reale a favore di una più onirica, legata al sogno, avvolta da una foschia e da una luce che è quella dell’alba, ma anche dei sogni.

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Amsterdam, Roma, Tokyo, Londra, New York, Parigi, sono queste le città in cui Andrés Reisinger presenta le proprie installazioni virtuali. Si tratta di drappi e teli, ma anche morbide pellicce, che avvolgono angoli di palazzi o facciate di negozi tipici.
L’artista di Buenos Aires (Argentina) ricrea le architetture delle singole località, bastano i mattoni a vista a suggerire che siamo a Londra, o un’insegna elegante per portare l’osservatore direttamente nel cuore di Parigi. L’effetto scenografico dei teli è forte, il colore rosa rompe la tranquillità della città creata da Andrés Reisinger, creando una dinamica simile a quella della land art di Christo e Jeanne-Claude, più scherzosa e dolce probabilmente, anche grazie alla scelta di non intervenire su luoghi riconoscibili delle differenti città ma su altri più anonimi e familiari.
Reisinger si definisce un artista inclassificabile, in effetti le sue opere sono installazioni site specific che esistono ma solo virtuali, rimandano a paesaggi conosciuti ma idealizzati o perfezionati dalla nostra mente come fossero ambientazioni di un sogno. La teatralità e l’aspetto cromatico guidano l’osservatore, curioso di entrare in quelle porte, scoprire cosa c’è dietro quel telo che cade morbido sul marciapiede, per scoprire cosa c’è dall’altra parte di quelle quinte teatrali.

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Scritto da Tommaso Berra
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