Le immagini eteree ed evanescenti di Isabelle Chapuis

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23 Agosto 2019

Si chiama Anitya la serie fotografica di Isabelle Chapuis che vuole trasmettere l’evanescenza dei nostri corpi e delle nostre vite.

Isabelle Chapuis ha lavorato ad un serie fotografica chiamata Anitya che mette in risalto la figura umana, e le forme dei nostri corpi, riferendosi sia alla nostra bellezza interna che a quella esterna. Gli esseri sono in perpetuo stato di sviluppo.
Tra le rive blu, le fotografie mantengono un flusso che si perde e si arricchisce.

La serie si concentra sull’idea di impermanenza – di cambiamento, movimento e passaggio del tempo. Sabbie scintillanti cadono dai corpi come una clessidra che prende vita. I protagonisti di questi scatti sembrano delle figure inanimate, come delle statue di pietra.

Creando un dialogo tra la pelle e la sabbia, Isabelle Chapuis rappresenta la forma umana in un costante stato di metamorfosi. “La sabbia è una metafora della condizione umana, costantemente in movimento..sinonimo di tutte le possibilità, la sabbia porta in sé la promessa di un cambiamento eterno, immagina un orizzonte senza fine”.

Testo di Elisa Scotti

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