Abbiamo ascoltato in anteprima il nuovo album di Mameli

Abbiamo ascoltato in anteprima il nuovo album di Mameli

Emanuele D'Angelo · 1 anno fa · Music

Di solito non è bello ricevere uno spoiler, ma in questo caso siamo sicuri che vi piacerà. Abbiamo ascoltato in anteprima il nuovo album di Mameli: Amarcord.
In uscita venerdì 30 ottobre per Hokuto Empire, Mario Castiglione in arte Mameli sta per pubblicare il suo primo disco ufficiale e ha deciso di farlo in autunno, mezza stagione, più fredda che calda.

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da M A M E L I (@universomameli) in data:

Dieci tracce che raccontano la nostalgia di una relazione ben precisa, un filo sottile che funge da leitmotiv per la scrittura del nuovo album.
Dieci tracce che appunto sanno di “ricordo, rievocazione nostalgica del passato: quando ci siamo rivisti abbiamo fatto un lungo amarcord.”
Una storia d’amore passionale e ironica, compiutasi sulla carta, ma che ancora affolla i pensieri del cantautore, come si evince dalla traccia numero due che prende appunto il titolo dell’album.

Il primo album, dopo l’Ep “Inno” uscito ad aprile 2019, che non è sofferenza, non è lacerazione struggente del proprio io, ma un sorriso dal gusto amaro. Una partita persa, che forse si vorrebbe rigiocare, ma che probabilmente come capiamo in “Argomento triste” non si giocherà mai più.

Amarcord è una relazione consumata, un ricordo perpetuo che si apre con “Sopra di me”, un’intro perfetta che ti immette sulla strada giusta per capire bene qual è il mood dell’album, e si chiude con “Futuro”: un pezzo scritto in quarantena, un singolo che prospetta un avvenire leggermente distopico, in cui ogni certezza sembra venire meno, tranne lei.
In mezzo troviamo singoli già usciti come: “Record”, “Non ci sei più” e “Anche quando piove” con Alex Britti.

C’è spazio anche per un secondo feat, alla traccia numero 3 troviamo “Borotalco” con Lorenzo Fragola. Un pezzo in cui le voci dei due cantanti siciliani riescono a fondersi in maniera perfetta dal primo all’ultimo minuto, una perfetta sincronia che parla di “lacrime al bancone di un bar”, aspettando che vada tutto all’aria insieme alle sue calze nuove.

Concludiamo la nostra breve recensione con gli ultimi due singoli rimanenti, “Maniglie” e “Buoni per nulla”. Due pezzi opposti, il primo nostalgico l’altro che quasi vuole essere uno sfogo, delirando e girando Milano in bici. Due tasselli che incastonano alla perfezione nel nuovo, che per quanto opposti possano essere descrivono sempre quella maledetta sensazione di paura nel perdere una persona cara a noi.

In generale possiamo dirvi, anche se non è mai consigliato sbilanciarsi, che è un disco che vale la pena essere ascoltato e consumato per essere capito, per comprenderne al meglio la sua essenza.
10 singoli che vi faranno rivivere i vostri ricordi, coerenti tra loro e mai banali.

Abbiamo ascoltato in anteprima il nuovo album di Mameli
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Il primo appuntamento della nuova stagione di PAPER

Il primo appuntamento della nuova stagione di PAPER

Tommaso Berra · 3 giorni fa · Art

La carta stampata ha ancora una forza, un odore, una consistenza che l’arte digitale non ha o non avrà mai. Questo è quello che sostengono gli organizzatori di PAPER, fiera-mercato mensile dedicata ai formati di stampa tradizionali. Il primo appuntamento della nuova stagione è domenica 5 dicembre al MONK di Roma, in via Mirri, 35.
Protagonisti dell’evento saranno una serie di illustratori, graphic designer, creativi ed editori indipendenti che realizzano i propri progetti sfruttando tutto il potenziale del foglio di carta. Su questo tipo di supporto a PAPER è possibile quindi trovare opere di ogni genere, da stampe d’arte a poster, fino a piccoli volumi o magazine, così come illustrazioni e esperimenti di grafica. 

Durante l’evento, che sarà a ingresso gratuito, non mancheranno i momenti per approfondire il mondo della carta come strumento ideale per creare arte, grazie a talk e workshop dedicati. Una mostra e un market completano l’agenda di appuntamenti pensata dagli ideatori di PAPER Cottonmag e Soul Studio.

Il primo appuntamento della nuova stagione di PAPER
Art
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Le opere di Morn Chear sono un viaggio in Cambogia

Le opere di Morn Chear sono un viaggio in Cambogia

Tommaso Berra · 4 giorni fa · Art

In molti casi il concetto di arte come terapia è utilizzato più facendo leva sul gesto romantico e spirituale di produrre arte, più che intenderla come una vera terapia. Quella di Morn Chear è una storia che al contrario ci dimostra come trovare lo sfogo artistico possa aiutare a recuperare la consapevolezza, la propria scintilla anche dopo incidenti che mettono in dubbio talenti costruiti nel corso di una vita.
L’artista cambogiano nato a Kampot nel 1991, dopo un incidente elettrico, all’età di 20 anni perde entrambe le braccia. Da essere ballerino professionista, la sua vita subisce un cambio di rotta, trova nell’arte una sorta di terapia, all’interno di un processo di cambiamento che lui stesso definisce come una “metamorfosi“.
Il poliedrico artista inizia a raffigurare se stesso all’interno di scene di vita quotidiana che sono un racconto illustrato delle tradizioni e abitudini del popolo cambogiano. Morn Chear affronta temi della sua infanzia, la socialità all’interno dei villaggi e le pratiche agricole che rendono la produzione dell’artista un trattato antropologico e allo stesso tempo una confessione intima.

L’intimità delle opere di Morn Chear è racchiusa nei rapporti che ci sono tra le persone e nel loro condividere prima spazi chiusi come piccole case e poi paesaggi naturali come fiumi e campi. I segni neri e bianchi sono solchi, come quelli degli aratri o come le vie di sentieri che testimoniano attività umane millenarie rimaste intatte. Rituali in cui il cibo ha un grande valore, in quanto risultato del lavoro dell’uomo e di tradizioni collettive.
Morn Chear rappresenta immagini che sono fotografie della sua infanzia. la danza della pioggia, le notti a pescare nel fiume, tutto descritto solo attraverso il bianco e il nero, e forme semplici che rimandano alle incisioni rupestri.
Il ruolo degli attrezzi è centrale nella scelta dei soggetti di Chear. Tutte le scene sono ricche di strumenti di lavoro o piccoli oggetti, isolati nello spazio, mai ammucchiati ma sempre indipendenti dai personaggi, pur definendone il ruolo nella scena. Che siano strumenti musicali, conchiglie o attrezzi agricoli, il mondo vissuto da Morn Chear si completa agli occhi dello spettatore grazie alla scelta e alla semplicità dei soggetti.

Morn Cher | Collater.al
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Le opere di Morn Chear sono un viaggio in Cambogia
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All for the Gram – Andronigram

All for the Gram – Andronigram

Giulia Guido · 4 giorni fa · Art

Milano è grigia. Forse è questo il luogo comune più diffuso sul capoluogo lombardo. Forse a un primo sguardo può anche sembrare vero. La realtà però è diversa ed è custodita come un segreto prezioso dietro ai milioni di portoni di legno massiccio che raramente si aprono a turisti e passanti.
Per fortuna c’è qualcuno che, quasi di soppiatto, alimenta e soddisfa la nostra curiosità. Stiamo parlando di Andronigram, il profilo seriale dedicato agli ingressi dei palazzi di Milano, luoghi magici dove il grigio lascia spazio a pavimenti in marmo dalle venature blu, verdi, rosse e a vetrate multicolor. 

Se le foto di Andronigram riescono a catturare il vostro sguardo e a farvi venir voglia di andare alla ricerca di questi posti il nostro consiglio è quello di prendervi qualche oretta e passeggiare senza meta tra le vie del centro e sperare di trovare il maggior numero di portoni aperti. 

Non serve entrarci, basta ammirarli da fuori, alle volte anzi il loro meglio lo danno visti dall’altro lato della strada. 

All for the Gram – Andronigram
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Simone D’Auria nel nuovo spazio milanese di Spirale Gallery

Simone D’Auria nel nuovo spazio milanese di Spirale Gallery

Tommaso Berra · 5 giorni fa · Art

Il 18 novembre ha inaugurato a Milano il nuovo spazio espositivo Galleria Spirale. La prima mostra allestita nella galleria è una personale dedicata al lavoro dell’ultimo decennio di Simone D’Auria, artista classe ’76 che rivisita i classici dell’arte contaminandoli con intrusioni di colori e suoi alter ego. 

Le opere dell’artista riprendono il linguaggio colorato e comunicativo della Pop Art e alcuni dei soggetti più riconoscibili della storia dell’arte, dall’Espressionismo fino ai tagli nelle tele di Lucio Fontana. Quadri e sculture sono critiche sociali, al consumismo e alla sovrapproduzione di plastica come nel caso della serie Spoon. Il cucchiaio torna come elemento di intrusione continuo, un semplice oggetto che segnala la presenza dell’artista con ironia. Mr.Spoon – questo il nome del personaggio – con gli occhi ispirati a quelli dei soggetti di KAWS, danza nei quadri di Matisse e urla come nel più famoso quadro di Edvard Munch.

Altre serie di Simone D’Auria esposte a Galleria Spirale sono “Sorry Fontana“, irriverente storpiatura delle tele di Lucio Fontana, ma anche quella realizzata insieme a Zoological Wildlife Foundation di Miami, a sostegno degli animali a rischio estinzione. Scimmie e tigri aiutano a innescare un discorso in difesa della natura e degli interventi dell’uomo che ne stanno compromettendo l’equilibrio.

Simone D’Auria nel nuovo spazio milanese di Spirale Gallery
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Simone D’Auria nel nuovo spazio milanese di Spirale Gallery
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