Di solito non è bello ricevere uno spoiler, ma in questo caso siamo sicuri che vi piacerà. Abbiamo ascoltato in anteprima il nuovo album di Mameli: Amarcord.
In uscita venerdì 30 ottobre per Hokuto Empire, Mario Castiglione in arte Mameli sta per pubblicare il suo primo disco ufficiale e ha deciso di farlo in autunno, mezza stagione, più fredda che calda.
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Dieci tracce che raccontano la nostalgia di una relazione ben precisa, un filo sottile che funge da leitmotiv per la scrittura del nuovo album.
Dieci tracce che appunto sanno di “ricordo, rievocazione nostalgica del passato: quando ci siamo rivisti abbiamo fatto un lungo amarcord.”
Una storia d’amore passionale e ironica, compiutasi sulla carta, ma che ancora affolla i pensieri del cantautore, come si evince dalla traccia numero due che prende appunto il titolo dell’album.
Il primo album, dopo l’Ep “Inno” uscito ad aprile 2019, che non è sofferenza, non è lacerazione struggente del proprio io, ma un sorriso dal gusto amaro. Una partita persa, che forse si vorrebbe rigiocare, ma che probabilmente come capiamo in “Argomento triste” non si giocherà mai più.
Amarcord è una relazione consumata, un ricordo perpetuo che si apre con “Sopra di me”, un’intro perfetta che ti immette sulla strada giusta per capire bene qual è il mood dell’album, e si chiude con “Futuro”: un pezzo scritto in quarantena, un singolo che prospetta un avvenire leggermente distopico, in cui ogni certezza sembra venire meno, tranne lei.
In mezzo troviamo singoli già usciti come: “Record”, “Non ci sei più” e “Anche quando piove” con Alex Britti.

C’è spazio anche per un secondo feat, alla traccia numero 3 troviamo “Borotalco” con Lorenzo Fragola. Un pezzo in cui le voci dei due cantanti siciliani riescono a fondersi in maniera perfetta dal primo all’ultimo minuto, una perfetta sincronia che parla di “lacrime al bancone di un bar”, aspettando che vada tutto all’aria insieme alle sue calze nuove.
Concludiamo la nostra breve recensione con gli ultimi due singoli rimanenti, “Maniglie” e “Buoni per nulla”. Due pezzi opposti, il primo nostalgico l’altro che quasi vuole essere uno sfogo, delirando e girando Milano in bici. Due tasselli che incastonano alla perfezione nel nuovo, che per quanto opposti possano essere descrivono sempre quella maledetta sensazione di paura nel perdere una persona cara a noi.
In generale possiamo dirvi, anche se non è mai consigliato sbilanciarsi, che è un disco che vale la pena essere ascoltato e consumato per essere capito, per comprenderne al meglio la sua essenza.
10 singoli che vi faranno rivivere i vostri ricordi, coerenti tra loro e mai banali.


