Art Le grandi installazioni di Art Basel Unlimited
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Le grandi installazioni di Art Basel Unlimited

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Giorgia Massari
Art Basel Unlimited | Collater.al

Art Basel, la regina di tutte le fiere d’arte, torna a Basilea dal 15 al 18 giugno ospitando oltre 200 gallerie provenienti da tutto il mondo. Dal 1970 Art Basel attira collezionisti, galleristi, artisti e addetti ai lavori, riconfermandosi ogni anno come uno dei centri nevralgici del mondo dell’arte internazionale.
Con più di 4 mila artisti, la selezione di quest’anno è ampia ed eterogenea, ma a colpirci è sicuramente la sezione Unlimited curata da Giovanni Carmine. La fiera infatti, dal 1999 riserva un posto speciale per le opere su larga scala, impossibili da installare nei booth standard. Grandi sculture, vaste installazioni, performance dal vivo e proiezioni video animano questo lato della fiera, che quest’anno diventa il protagonista numero uno sui social. L’interattività, il gigantismo e gli effetti luminosi sono complici del successo di quest’anno di Unlimited, che negli ultimi anni aveva perso un po’ del suo effetto “wow”.
Oggi vi mostriamo gli 8 progetti che più ci hanno incuriosito, sia da un punto di vista estetico che contenutistico.

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#1 Environnement Chromointerférent by Carlos Cruz-Diez (Galleria Continua)

Quella di Carlos Cruz-Diez è senza dubbio l’installazione più instagrammata della fiera, complice l’interattività ludica con il pubblico e le luci colorate. Galleria Continua sceglie l’opera del teorico del colore per eccellenza che dopo anni rimane ancora incredibilmente attuale. L’opera fu infatti realizzata nel 1974 dall’artista venezuelano, scomparso nel 2019.

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#2 Relocation, Among Other Things by Khalil Rabah (Sfeir-Semler Gallery)

L’opera dell’artista palestinese Khalil Rabah affronta il tema del nomadismo riferendosi in particolare all’esilio e alla fuga in un contesto bellico. L’opera, presentata dalla Sfeir-Semler Gallery, è costantemente in trasformazione, adattandosi di volta in volta allo spazio ospitante. In questo modo l’artista crea un parallelismo tra l’opera e la vita nomade, condannata ad un continuo spostamento.

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#3 Topa by Jason Rhoades (Hauser & Wirth)

Anche l’opera di Jason Rhoades spopola sui social. Negli ultimi anni il neon ha fatto un grande ritorno nelle mostre internazionali e torna ad essere il materiale preferito di molti artisti. Rhoades da sempre lo include nella sua produzione, incentrata sull’uso della luce. Topa è del 2005 e deriva dall’opera più grande My Medinah, In pursuit of my ermitage… presentando una selezione di termini che descrivono il genitale femminile.

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#4 Dust 002 by Wu Chi-Tsung (Sean Kelly)

L’effetto magico dell’opera di Wu Chi-Tsung, nato nel 1981 a Tapei, deriva da una combinazione di luce, polvere e proiezione. Tramite live feed, una telecamera posizionata davanti a un oggetto che blocca parzialmente la luce, riprende la polvere che fluttua nella stanza. L’immagine ripresa è poi ingrandita e proiettata su un ledwall. L’intenzione dell’artista è quella di indagare come la tecnologia filtri la nostra percezione del mondo.

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#5 Tightrope 4 by Elias Sime (James Cohan Gallery)

Elias Sime – classe ’68 con base ad Addis Abeba – produce opere su larga scala, riflettendo su componenti quali fili elettrici, microchip e hardware per computer. Sime parla di tightropes riferendosi all’esile equilibrio tra tecnologia e interazione umana. Tutto inizia nel 2009 quando l’artista si concentra sull’arte dell’assemblaggio e installazioni architettoniche provenienti dal suo paese d’origine, l’Etiopia. L’opera in mostra ad Art Basel presentara dalla James Cohan Gallery, Tightrope 4, non fa che riflettere il suo segno distintivo rimanendo una delle opere più interessanti di Unlimited.

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#6 Never Again by Monica Bonvicini (Galerie Peter Kilchmann, Galerie Krinzinger, Tanya Bonakdar Gallery)

Con questa installazione interattiva, Monica Bonvicini esplora il rapporto tra gli spazi e il comportamento umano, evidenziando come l’ambiente influisca in modo preponderante sulle azioni umane. L’installazione, inserita nell’ambiente asettico della fiera, risulta cruda e rigida, soprattutto per la grande quantità di catene che oscillano nello spazio. Il lavoro è datato 2005 e incorpora la ricerca sulla psicoanalisi e sulla sessualità.

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#7 Čiurlionis Gym by Augustas Serbians (Apalazzo Gallery)

Čiurlionis Gym di Augustas Serbians si presenta come una palestra. L’artista torna nei suoi archivi scolastici per fare copie delle sue opere rimodellate in gesso che vengono poi utilizzate come pesi da alzare. Il lavoro si concentra sulle premesse di un’educazione artistica che molte volte si basa sulla copia, un confronto calzante con quello della palestra. In entrambi i casi ci si basa su azioni ripetitive e sul duro lavoro. L’installazione di Serapinas non si limita a stupire piacevolmente gli avventori ma fa riflettere su un sistema da mettere sempre più in discussione.

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#8 Laporello by Ursula Reuter Christiansen (Von Bartha Gallery)

I personaggi condensati in Laporello – l’installazione di Ursula Reuter Christiansen – hanno una storia potente, uniti in un momento intimo. Tutti loro si fanno rappresentanti della propria generazione, con ogni pannello che racconta la storia del coraggio, della sopravvivenza e del potere. Nell’insieme, le pennellate di Reuter Christiansen, presentata dalla galleria von Bartha, riflettono le dimostrazioni sensuali dell’essere interiore dell’artista tedesca.

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Courtesy Art Basel

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Scritto da Giorgia Massari
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