Art Artisti emergenti da tenere d’occhio, da Rea! Fair
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Artisti emergenti da tenere d’occhio, da Rea! Fair

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Giorgia Massari

Non c’è posto migliore, se non una fiera d’arte per fare un po’ di scouting. In particolare, da Rea! Art Fair tutto è una novità. I cento artisti selezionati sono tutti emergenti e internazionali. Il contesto perfetto per entrare a contatto con nuovi talenti, accuratamente selezionati da un board di esperti. Rispetto alle classiche fiere d’arte – come quella di ArteFiera a Bologna o il Miart a Milano – qui non sono le gallerie a rappresentare gli artisti ma questi vengono scelti tramite un’open call. L’assenza delle gallerie – per quanto possa stranire gli abituali frequentatori di fiere – permette a Rea! di presentare opere e artisti in un contesto più fluido che ricorda atmosfere quasi berlinesi, lontanissime da quello che siamo abituati a vedere in Italia. La selezione di quest’anno è particolarmente interessante e variopinta. Si passa da video-installazioni a pitture ad olio, da sculture a fotografie analogiche, lasciando spazio anche all’arte performativa e sperimentale. Tra le numerose opere presenti, come in ogni fiera che si rispetti, non è così semplice orientarsi. È normale che, una volta ultimato “il giro”, le idee siano un po’ confuse. Per questo motivo, dopo l’opening di ieri 12 ottobre, abbiamo scelto di presentarvi i dieci artisti che ci hanno colpito di più e che pensiamo che dobbiate tenere d’occhio.

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#1 Ana Julia Vilela (1996, Brasile)

L’artista brasiliana Ana Julia Vilela con sede a Milano, sfrutta il linguaggio istantaneo dei social network per creare iconografie piene di forme fluide e narrazioni non lineari che intersecano umorismo e cultura pop. Laureata in Arti visive presso l’Università Federale di Pelotas (UFPEL), Ana Julia sviluppa la sua poetica principalmente attraverso la pittura e il disegno.

#2 Katya Quel (1986, Germania)

L’artista berlinese Katya Quel ha una laurea in scultura presso l’Accademia Weissensee di Berlino e ha studiato comunicazione visiva a Mosca. La sua pratica artistica si concentra sull’indagine del potere intrinseco a una narrazione immaginaria di tipo fiabesco, utilizzando una varietà di materiali combinati attraverso l’impiego di tecnologie contemporanee. Il suo intento è quello di sfumare i confini tra ricerca artistica e accademica, teoria e pratica, scienza e finzione, design e arte, cultura e natura, allo scopo di rendere visibili nuove modalità di coesistenza.

#3 Valerio Eliogabalo Torrisi (1993, Italia)

L’artista Valerio Eliogabalo Torrisi, originario di Catania e ora residente a Milano, studia Arti Tecnologiche all’Accademia di Belle Arti di Catania e conclude i suoi studi all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si laurea in Fotografia. Le sue opere attingono spesso dalla sua esperienza personale e fungono da strumento per esplorare la sua complessa identità all’interno di un contesto sociopolitico più ampio. Esse rappresentano anche il mezzo attraverso il quale egli traduce le sue emozioni e storie personali in narrazioni che si collocano in un limbo tra “verità estrema e finzione”.

#4 Lorenzo Zerbini (2000, Italia)

Lorenzo Zerbini, originario di Stra, ha stabilito la sua residenza e il suo luogo di lavoro a Venezia. La sua attività artistica si concentra sulla concezione della natura come un costrutto culturale, con l’obiettivo di mettere in discussione le dicotomie e le gerarchie di potere che separano l’umanità dal mondo non umano, e la natura dalla cultura. L’arte di Lorenzo Zerbini si basa principalmente sull’uso di materiali naturali e antiche tecniche di stampa, con l’obiettivo di immaginare possibili futuri in cui avvenga un’ibridazione e una coesistenza tra diversi regni.

#5 D la Her (1991, Corea del Sud)

D La Her, nata in Corea del Sud nel 1991, vive e lavora a Parigi. Dopo gli studi in cinema, ha studiato Belle Arti in Francia e negli Stati Uniti. Predilige la pittura, ma sperimenta altre tecniche, influenzata dalla sua passione per il cinema. Le sue opere evocano atmosfere trascendentali senza limiti spaziali o temporali e riflettono la relazione tra l’artista, l’opera e lo spettatore, valorizzando l’interpretazione personale di quest’ultimo.

#6 Nera Branca (1994, Italia)

Nera Branca si laurea in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera e vive e lavora tra la Valle d’Aosta e Milano. La sua ricerca esplora la decomposizione come chiave di lettura della vita umana, con la poesia come mezzo di trasformazione e illuminazione in una lotta perenne tra vita e morte.

#7 Rosa Frazzica (1999, Italia)

Rosa Frazzica si laurea in Pittura nel 2022 presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, dove attualmente frequenta il corso biennale in Scultura. L’artista è affascinata dalle varie forme degli organismi viventi che l’ha portata a sviluppare una connessione speciale con le specie marine e i loro habitat. Attraverso il contrasto tra morbidezza e durezza, organicità e artificio, la ricerca di Frazzica oscilla tra scienza e antropologia e traduce, mediante forme e materiali, le divergenze che caratterizzano le specie terrestri.

#8 Naufal Abshar (1993, Indonesia)

Naufal Abshar è un artista indonesiano attivo tra Singapore e Giacarta. Ha ricevuto la sua formazione al Lasalle College of the Arts in collaborazione con Goldsmith London e ha partecipato a diverse mostre in varie parti del mondo. Abshar è influenzato dalla filosofia di Henri-Louis Bergson, il quale ha esplorato il ruolo del ridicolo nella società. Nelle sue opere l’artista utilizza l’umorismo e la risata come strumenti per una critica sociale.

#9 Marthe Wille (1997, Paesi Bassi)

Marthe Willie si laurea in Belle Arti e Design del Prodotto presso la Gerrit Rietveld Academie nel 2021. La sua pratica artistica indaga macro temi come il movimento, la scienza, la natura e la mente. Le sue opere sono vere e proprie strutture che sfidano le leggi della fisica, creando un senso di disagio negli occhi dello spettatore. Le sue sculture e installazioni affascinano grazie all’uso di materiali insoliti, di origine completamente naturale o estremamente sostenibili per l’ambiente. Se gli equilibri instabili delle sue opere sono davvero intriganti, lo spettatore è anche attratto dall’armonia e dall’estetica piacevole di ciascun lavoro.

Per concludere, qualche installation view della fiera, visitabile fino al 15 ottobre alla Fabbrica del Vapore.

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Scritto da Giorgia Massari
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