Photography BENVENUTI ALL’ASIA BISTRO
Photographyaestheticmacro photography

BENVENUTI ALL’ASIA BISTRO

Giorgia Massari
asia bistro | Collater.al

C’è un ristorante a Berlino che si chiama Asia Bistro. Tutto inizia da qui, quando la fotografa vietnamita Hiền Hoàng (1990) si ritrova a cenare in questo posto panasiatico che raggruppa varie specialità culinarie orientali senza fare troppa distinzione tra thailandese, cinese, giapponese o vietnamita. Riflettendo sull’intercambiabilità delle culture asiatiche da parte degli occidentali, Hien dà vita al progetto Asia Bistro che, tra fotografia, video e performance, è in corso dal 2019. Una vera e propria raccolta di stereotipi asiatici che guarda in particolare al cibo, ragionando su come questo sia ampiamente accettato tanto da diventare cool, mentre, d’altra parte, l’immigrazione asiatica sia invece vista non troppo di buon occhio. Ancora di più, Hiền Hoàng riflette sull’aspetto sessuale mettendo in luce gli abusi razziali che molte donne asiatiche immigrate in Europa – tra cui lei – sono costrette a subire. Se da un lato gli scatti risultano apparentemente erotici e sensuali, ciò che la fotografa vuole veicolare è proprio il contrasto sensoriale tra l’attrazione e la repulsione insita nell’immagine che l’occidentale ha nei confronti dell’oriente. Da una parte c’è il feticismo asiatico che etichetta spesso la donna di questa etnia come un sogno erotico, dall’altro invece emerge l’aspetto ripugnante che facilmente insorge dai commenti e dalle frasi cliché fatti sulle abitudini culturali e sulle tradizioni che a volte non sono altro che stereotipi.

Hiền Hoàng

Cosa vuol dire “essere asiatico”?

Quelle di Hiền Hoàng sono immagini fortemente evocative. La materia viscida così come gli odori sembrano fuoriuscire dagli scatti che vedono corpo e cibo mescolarsi in una danza ambigua. La bottiglia di salsa di soia Kikkoman è riempita da un capezzolo, come se fosse frutto naturale del corpo; la carta di riso è avvinghiata sulla lingua di una persona asiatica mentre si scioglie a contatto con la saliva. O ancora, dei peli duri e neri spuntano da un tocco di tofu. Insomma, tutti prodotti culinari ampiamente diffusi tanto da diventare simbolo della cultura orientale si fondono con il corpo, ragionando così sul concetto di identità che inevitabilmente subisce degli urti esterni. In altre parole, la fotografa stessa da nuova cittadina europea – vive e lavora ad Amburgo -, si ritrova a mettere in discussione la propria identità a causa di una visione che non è la sua e che non le appartiene. Così, questi scatti suonano come una provocazione – sessuale e critica – nei confronti dell’occidentale che pretende di inscatolare l’Oriente in pochi e limitati paradigmi o preconcetti guidati dalla superficialità.

Hiền Hoàng
Hiền Hoàng

Courtesy Hiền Hoàng

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Scritto da Giorgia Massari
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