Una denuncia forte, un grido d’allarme che non può restare inascoltato.
Tutto questo e molto altro è andato in scena durante lo show di Balenciaga a Parigi, che ha presentato la collezione Fall 2020 Ready-to-Wear.

Svoltosi in una delle ampie sale de La Cité du Cinéma, nella zona di Saint-Denis, Demna Gvasalia, stilista georgiano e creative director di Balenciaga, ci è andato giù pesante, portando in passerella la drammaticità delle conseguenze, ormai evidenti e incontrovertibili, del cambiamento climatico.
Una sfilata dai toni apocalittici (così come lo era stata la campagna SS20), la passerella completamente allagata, l’acqua che arriva a coprire le prime file della platea costringendo gli ospiti a cercare posto dalla terza fila in su, ovvero su quelle sedute rimaste asciutte dopo l’alluvione controllata; un gigantesco e opprimente schermo sospeso in aria a fare da soffitto, che proietta immagini dedicate alla natura e ai suoi fenomeni, che si riflettono sull’acqua dandoci un senso di occlusione, una gabbia dalla quale è impossibile scappare.
Corvi, lava, fiamme e onde di un mare inquieto, una colonna sonora assordante e angosciante a chiudere un allestimento inquietante dove modelle e modelli (professionisti e non) sfilano scalciando un acqua scura e sinistra.

Stereotipi messi da parte e l’ambiguità che confonde. Negli abiti presentati in questa collezione Fall 2020 Ready-to-Wear di Balenciaga c’è il mondo contemporaneo in tutte le sue sfaccettature, in cui diventa necessario ridefinire priorità, scelte e abitudini per non crollare sotto il peso schiacciante di una natura pronta a ribellarsi, anzi che si sta già ribellando.
