Style La collezione “Clones” di Balenciaga per la Spring/Summer 2022
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La collezione “Clones” di Balenciaga per la Spring/Summer 2022

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Andrea Tuzio

“La presentazione della collezione Spring 2022 di Balenciaga considera i nostri mutevoli sensi della realtà attraverso la lente della tecnologia. Vediamo il nostro mondo attraverso un filtro: perfezionato, lucidato, conformato, photoshoppato. Non decidiamo più tra inedito e alterato, genuino e contraffatto, tangibile e concettuale, vero e finzione, falso e deepfake. La tecnologia crea realtà e identità alternative, un mondo di cloni digitali”.

Una presentazione digitale a cavallo tra la distopia, l’inquietudine e l’iperrealtà quella della Spring/Summer 2022 di Balenciaga, una sfilata che “non è mai avvenuta…nessuno era lì e nessuno è ‘reale’, solo i vestiti lo sono”.
Queste le parole del direttore creativo di Balenciaga Demna Gvasalia a proposito dell’ultima collezione presentata dalla Maison di proprietà del gruppo Kering.

A sfilare su una passerella completamente bianca c’erano dei cloni dell’artista e modella Eliza Douglas, ormai volto preferito di Balenciaga, con una platea in contrasto: tutti in nero e con in mano uno smartphone a riprendere il tutto.

Il video con il quale la collezione è stata presentata la collezione – con una colonna sonora da film horror con una voce che recita il testo de La Vie en rose realizzata da BFRND – è stato realizzato da Quentin Deronzier, il quale ha spiegato le tecniche con le quali è stato possibile realizzare questo tipo di video: fotogrammetria, innesto in computer grafica del volto scansionato (quello della Douglas e inserito digitalmente, deepfake), tracciamento planare, rotoscoping, apprendimento automatico e modellazione 3D. Nessuno riusciva più a capire chi fosse “reale” e chi no. L’effetto però è incredibilmente reale, iper reale. 

La presentazione della Spring/Summer 2022 di Balenciaga è uno stravolgimento dello status quo della moda contemporanea, un ribaltamento di quei meccanismi che la contraddistinguono come la creatività.  

Il processo di hackeraggio iniziato da Gucci lo scorso aprile, vede qui incarnata la sua massima declinazione: nella collezione tutto resta nei canoni estetici tipici di Balenciaga – in questo caso l’estetica cyber-gotica sembra prevalere – ma mette in discussione tutte le questioni legate al branding e all’appropriazione perché “perché tutti lo fanno, che lo dicano o no”, ha dichiarato Gvasalia.

La capsule di The Hacker Project in collaborazione con Gucci rappresenta l’esempio plastico di questo processo di sottrazione creativa e ridefinizione spicciola: la doppia G diventa doppia B, oppure la magrittiana frase scritta su una borsa “questa non è una borsa Gucci”, le fibbie delle cinture, etc.

La finzione, il gioco tra reale e non reale, il tema dell’appropriazione creativa nella moda contemporanea sono stati i temi di questa SS22 ma a Luglio, quando Balenciaga presenterà a Parigi la sua prima sfilata Haute Couture dopo più di 50 anni, credo proprio che la “finzione” dovrà essere accantonata per tornare all’essenza, alla verità.

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Scritto da Andrea Tuzio
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