Banksy ha passato lintero mese di ottobre a New York impegnandosi a pagare lobolo per lospitalità con unopera al giorno. Il progetto si chiama Better Out than In e puntualmente è stato registrato sul blog dellartista attraverso post quotidiani. In tutto dunque trentuno. Trenta, per chi vuole credere al post del giorno #23 che, nero su bianco, reca la seguente informazione di servizio:
Lopera di oggi è stata cancellata per intervento della polizia.

Quando si tratta di Banksy non puoi essere certo neanche del valore della censura: è censura reale, forse, o può trattarsi di censura simulata che parodizza se stessa, mettendo in atto un gioco di specchi irriverente quanto la cameretta di un adolescente. O ancora censura come strategia di marketing. Una cosa comunque è certa: il corpus di opere messe insieme tra il primo e il trentuno ottobre costituiscono – per chi sa coglierlo – un manuale di Semiotica Metropolitana che possiede algoritmi specifici e ripetuti. Esiste una retorica della strada e Banksy lha codificata.
1. Metafora



In letteratura questa figura retorica consiste nella sostituzione di un termine con un altro appartenente a un diverso contesto, eppure vicino per via di un elemento comune, sia esso una funzione o una caratteristica. Questa cosa avviene in opere come la rappresentazione delle giapponesine sul ponte (giorno #17), limmagine del prete incastrato nella finestra del confessionale (giorno #12) o le torri gemelle con il fuoco rosso della prima esplosione (giorno #15). Il ponte è il realtà una trama lungo un muro, il confessionale è un riquadro in bassorilievo su una parete di cemento, lesplosione della prima torre è un fiore selvatico cresciuto dallumidità della strada.



Banksy prende elementi reali e li trasforma in altro in virtù di un tratto comune che fa da perno, lega limmagine alla realtà finchè acrilico non le separi. A questa categoria potrebbero appartenere anche le sequenze the musical giustapposte a scritte preesistenti( #4 ottobre).
2. Citazione


Con meno mistificazione, questo procedimento consiste nellaffiancare una rappresentazione ad un elemento esistente senza tuttavia trasfigurarlo, ma lasciandogli le sue naturali caratteristiche. È questo il caso del topo del giorno #10 o del bambino che distrugge un sistema dallarme il giorno #20.
3. Ironia
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Affermare qualcosa alludendo al suo contrario. Nel caso specifico: fare dellarte per criticare larte e i suoi meccanismi interni. È questo il caso delloperazione svolta da Banksy il giorno #13. Ha messo su uno stand a Central Park e ha iniziato a vendere serigrafie a 60$ luna. Le persone che le hanno comprate oggi posseggono qualcosa di un valore estremamente maggiore. Ora che si conosce lartista.



E poi ancora il giorno #18. Un piccolo corridoio tra due edifici ricoperto da una tettoia di ferro delimita una galleria urbana e unesposizione di soli due quadri: un personaggio colorato dai tratti arabi nel mezzo di un blocco scuro di polizia antisommossa e il suo diretto contrario, un poliziotto nero stretto nel mezzo di una folla di gente colorata. Laudioguida che accompagna le opere sembra criticare questo genere di eventi in cui lopera che dovrebbe fare da protagonista generalmente diventa il pretesto per bere del vino e farsi vedere. Sottolinea alla fine che comunque del vino gratuito è disponibile anche in questo caso.
Banksy rivolge la sua critica antisistemica verso lo showbiz dellarte contemporanea anche con la didascalia che ha scritto di seguito alle due immagini del giorno:
La gente mi chiede perché io abbia voluto allestire una mostra in mezzo alla strada. Ma siete stati di recente in qualche galleria? Sono tutte piene.
4. Metanarrativa



Che significa riflessione sui propri mezzi artistici. In questo caso il nostro trattato di Semiotica Metropolitana non mira più allillusione, al far sembrare vera una rappresentazione. La svela piuttosto in quanto tale. E allora cè il bambino che scrive sulmuro mentre il maggiordomo gli porge le bombolette spray il giorno #21 o ancora luomo che cancella il motto il giorno#14.
E in chiusura di questa piccola rassegna newyorkese, forse il pezzo più significativo del catalogo artistico-semiotico di Banksy: giorno #2.
Questo è il mio accento newyorkese dice una scritta disegnata come una tag, spigolosa, a tratti gotica.
In genere scrivo così aggiunge unaltra scritta in un font che sembra un cugino molto prossimo del Comic sans.
Il Writing non è solo un linguaggio, è una lingua. E in quanto lingua possiede i suoi slang, le sue figure retoriche, il suo gergo. Banksy invece è il solito ragazzino col sei in condotta a scuola che nessun professore ha saputo riconoscere per il genio che sarebbe diventato.

















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