Beijing Silvermine – I negativi salvati da Thomas Sauvin

Beijing Silvermine – I negativi salvati da Thomas Sauvin

Aurora Alma Bartiromo · 4 anni fa · Photography

Thomas Sauvin è un collezionista francese che vive a Beijing. Nel 2009 ha deciso di cominciare una di quelle imprese epiche che tutti prima o poi abbiamo sognato, una di quelle in cui catalizzi tutte le tue energie e non sai bene perché ma alla fine scopri sempre che è la cosa migliore che hai fatto da quando sei nato.

Quella di Sauvin è un’idea semplice semplice ma allo stesso tempo un’impresa difficile difficile: salvare i negativi abbandonati in un’area di riciclaggio a nord di Beijing prima che venissero distrutti. Ha scandagliato pacco per pacco, poi ha cominciato a comprarne a chili e alla fine si è ritrovato a selezionare e classificare più di mezzo milione di fotografi anonimi.

Le immagini rappresentano un vasto arco temporale della storia cinese che va dagli anni Ottanta ai primi Duemila, dal post socialismo all’avvento della fotografia digitale. Il lavoro di un singolo che ha senso per tutti e che sfocerà in un grande progetto su Instagram: Beijing Silvermine.

Foto non volutamente artistiche né documentaristiche, ma proprio per questo più artistiche e documentaristiche nel loro essere ignare. Come quelli che sono belli e non lo sanno che alla fine sono più belli dei belli che sanno.

Beijing Silvermine - I negativi salvati da Thomas Sauvin | Collater.al
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Beijing Silvermine

Beijing Silvermine – I negativi salvati da Thomas Sauvin
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LEGO Art, ora potete costruire le vostre opere d’arte preferite

LEGO Art, ora potete costruire le vostre opere d’arte preferite

Emanuele D'Angelo · 1 giorno fa · Design

Per chi ama i kit LEGO impegnativi, non solo per divertirsi a costruire, ma anche per esporre il risultato finale con orgoglio la propria casa, preparatevi perché è arrivata una nuova sorpresa per voi. LEGO ha lanciato i suoi set murali che vi daranno la possibilità, ad esempio, di ricreare la famosa serigrafia di Marilyn Monroe di Andy Warhol del 1967.

Lanciata oggi, LEGO Art permette di trasformare una tela bianca utilizzando i celebri mattoncini per creare un pezzo che rende omaggio a Warhol ma anche ai Beatles e ai personaggi iconici del Marvel Universe e di Star Wars.

“Sappiamo che gli adulti cercano sempre di fare il destino dopo una giornata di lavoro, e abbiamo pensato: quale modo migliore per aiutarli a spegnersi se non incoraggiarli a esplorare la loro passione preferita in un modo nuovo e creativo?”, dice Louise Elizabeth Bontoft, senior design director di LEGO Group. “Con questi progetti di più ampio respiro, crediamo di poter ispirare gli appassionati di cinema, gli amanti della musica e gli appassionati di arte e design a immergersi in un mondo di arte e creatività legato ai loro idoli”.

Questo è il secondo concetto di piastrelle 2D introdotto da LEGO quest’anno, dopo il lancio di LEGO DOTS con Camille Walala a gennaio. Questo era soprattutto per i bambini, ora Art sets spera di offrire agli adulti la possibilità di diventare creativi, ma anche di aiutarli a rilassarsi e a ricaricarsi.

Ogni set inoltre può essere rivisitato se si desidera un totale cambiamento. Tutti e quattro i set sono provvisti di una piastrella caratteristica unica del set che è “degna di ogni vera opera d’arte”, e di un nuovo elemento per renderli facili da appendere e da spostare.

LEGO Art, ora potete costruire le vostre opere d’arte preferite
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LEGO Art, ora potete costruire le vostre opere d’arte preferite
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Il Rehabilitation Center di Shenzhen di Stefano Boeri

Il Rehabilitation Center di Shenzhen di Stefano Boeri

Emanuele D'Angelo · 4 ore fa · Design

L’architetto italiano Stefano Boeri è tornato a stupirci con un nuovo sorprendete progetto a Shenzhen in Cina.
Lo studio di architettura di Boeri ha vinto un concorso internazionale per la costruzione di un centro di riabilitazione per persone con disabilità. Situato nel quartiere Longhua di Shenzhen, il progetto prende la forma di un edificio completamente accessibile con terrazze verdi integrate e giardini dedicati alla riabilitazione.

Il Rehabilitation Center di Shenzhen – interamente dedicato alle persone con disabilità dai 16 ai 60 anni – sarà un progetto pilota che svilupperà un approccio pionieristico d’inclusione sociale e coesione sul tema della disabilità. L’edificio comprende molteplici funzioni tra cui riabilitazione, formazione, attività ludiche ed artistiche, alloggi, spazi museali, di istruzione e di lavoro.
Vi è anche un centro sportivo per le gare, la formazione individuale e di squadra, e numerose strutture e corsi dedicati alle diverse tipologie di disabilità.

«Pur se ispirati dalla dinamicità e dal clima di Shenzhen, l’intenzione di Stefano Boeri è stata quella di offrire un’architettura capace di proporre la forza e la stabilità del design classico. Il nostro centro di riabilitazione saprà infatti fondere natura e paesaggio alla ricerca del carattere maturo, sicuro e accogliente della città»

L’edificio si compone di un insieme di terrazze verdi e volumi sovrapposti, in un sistema sostenibile di natura, architettura e biodiversità che include al suo interno diversi giardini pensili e terapeutici dedicati alla riabilitazione.

Il Rehabilitation Center di Shenzhen di Stefano Boeri
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Il Rehabilitation Center di Shenzhen di Stefano Boeri
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Il nuovo Providence Pedestrian Bridge

Il nuovo Providence Pedestrian Bridge

Giulia Guido · 2 giorni fa · Design

Un ponte non è più solo un elemento che collega le sponde di un fiume e che ne facilita l’attraversamento. Ultimamente, con progetti come il The Babylon Bridge e il The 11th Street Bridge Park, abbiamo notato la nascita di una nuova tendenza, ovvero quella di trasformare i ponti in zone verdi, dove è possibile trascorrere intere giornate senza farsi mancare niente. A quelli appena menzionati si aggiunge anche il Providence Pedestrian Bridge, progettato dallo studio INFORM e dall’architetto e ingegnere Buro Happold. 

Il Providence Pedestrian Bridge è stato realizzato nella capitale dello Stato del Rhode Island e oltre a collegare le due sponde del fiume, connette ben cinque quartieri della città. 

Il ponte sorge sulle vecchie fondamenta dell’autostrada I-195, ma il design e la forma ne sono stati completamente stravolti. Per prima cosa, lo studio INFORM ha pensato di alzare il ponte di ben 1 metro e mezzo, prevedendo un’innalzamento del livello del mare nei prossimi decenni. 

È stato mantenuto il telaio originale in acciaio, ma la superficie in cemento è stata sostituita con una più elegante il legno, che si fonde meglio con il paesaggio. Il Providence Pedestrian Bridge non è stato immaginato solo come via di passaggio, infatti è composto da due livelli distinti, uno destinato a corridori, ciclisti e passanti, l’altro è formato da giardini terrazzati, dove poter sostare a rilassarsi e a godersi la vista della città e dello skyline. 

Providence Pedestrian Bridge è l’esempio di come una struttura già esistente e abbandonata possa essere trasformata in un luogo al passo coi tempi.  

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“Rancho San Simón” l’ultimo progetto dello studio Weber

“Rancho San Simón” l’ultimo progetto dello studio Weber

Emanuele D'Angelo · 3 giorni fa · Design

Situato all’interno di una foresta a circa 20 minuti dal lago nella Valle de Bravo in Messico lo studio di architettura Weber ha progettato “Rancho San Simón”.

Il progetto si compone di cinque diverse abitazioni che si distribuiscono su un’area di 5.000 m2 di terreno, immerse nella natura incontaminata messicana e offrendo allo stesso tempo una vista incredibile sul bosco.
Ogni abitazione del Rancho ha il proprio terrazzo, e tutti i bagni hanno un patio interno con vegetazione.
I bagni sono differenziati volumetricamente dalle altre stanze, con un’altezza inferiore e strutture a traliccio in legno che filtrano la luce e offrono privacy.

I materiali predominanti sono la pietra vulcanica che riveste le pareti, in contrasto con la doga e le travi di pino locale che formano la struttura e rifiniscono i coperchi. I mobili e tutti gli elementi decorativi sono stati scelti e progettati tenendo conto del suggestivo ambiente circostante.
Lo studio ha voluto dare un aspetto molto naturale attraverso il legno di quercia bianca che è stato scelto per accompagnare le altre finiture.
La tavolozza dei colori scelta è molto sobria e dinamica: il grigio è stato utilizzato su tutte le facciate e le pareti interne.

Rancho San Simón” è un vero e proprio luogo da sogno, dove trascorrere le proprie vacanze isolati da tutto il resto, immersi nei boschi del Messico.

“Rancho San Simón” l’ultimo progetto dello studio Weber
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“Rancho San Simón” l’ultimo progetto dello studio Weber
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