Style Best of 2020 – Style
Stylestyle

Best of 2020 – Style

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Andrea Tuzio

Per tutto il 2020 vi abbiamo raccontato storie, personaggi e aneddoti provando a descrivere le innumerevoli sfaccettature di cui è composto il mondo del fashion. Dalle origini dello streetwear alle sfilate di haute-couture, siamo andati alla ricerca di ciò che ci piaceva e ci interessava provando a scoprire ogni giorno un capitolo diverso di una storia in continua evoluzione. 

Questi sono i migliori approfondimenti del 2020 che abbiamo dedicato al mondo della moda, buona lettura.

“Last Orgy”: le fondamenta dello streetwear

“Lo streetwear è morto”.
Queste le parole che ci siamo ritrovati a commentare quest’anno, la frase è del direttore creativo menswear di Louis Vuitton, Virgil Abloh. Il designer statunitense ha poi aggiustato il tiro parlando di morte e rinascita continua del fenomeno.
Si ma, dove sono state piantate le fondamenta della cultura streetwear che più di ogni altra ha influito, e continua a influire, sul mondo dell’high fashion?
La risposta è in una rubrica di fine anni ’80 di una rivista giapponese curata da Hiroshi Fujiwara.

Euphoria: lo stile di Zendaya e della Generazione Z

In occasione della 72esima edizione degli Emmy Awards dove, tra il successo di Watchmen e Schitt’s Creek, la vera notizia è stata la vittoria nella categoria Outstanding Lead Actress in a Drama Series, a soli 24 anni, di Zendaya per il suo ruolo nel teen-drama Euphoria. 
Abbiamo raccontato lo styling della serie e quello della Generazione Z.

“L’odio” e lo streetwear anni ’90

Uscito 25 anni fa, L’odio di Mathieu Kassovitz è uno di quei film che non può invecchiare, girato in bianco e nero racconta la routine svogliata di tre amici lungo le 19 ore durante le quali la storia si sviluppa. Il film è stato anche un incredibile esempio dell’estetica streetwerar degli anni ’90 immortalandone l’estetica.

La bandana, simbolo dell’estetica hip hop

L’incredibile versatilità della bandana è unica, un accessorio che ha attraversato culture, continenti e generazioni diverse portandosi dietro significati e percezioni altrettanto diverse. La cultura hip hop, dagli anni ’80 fino ad oggi, ne ha fatto un simbolo dello stile e dell’estetica rap, messa nelle tasche posteriori dei baggy jeans, legata al collo o sulla fronte.

Vivienne Westwood e la cultura punk

Che una maestra elementare originaria di Tintwistle, un piccolo villaggio del Derbyshire in Inghilterra, diventasse il personaggio più influente della cultura punk e il perno attorno al quale si ponessero le basi di una vera e propria rivoluzione culturale, rispecchia un assioma: non è tutto chiaro sin dall’inizio.

Le campagne sovversive di Helmut Lang

Un precursore dei tempi, Helmut Lang ha anticipato trend e tendenze non solo con il suo lavoro di stilista ma anche, e in maniera forse ancora più emblematica, con le campagne pubblicitarie legate al suo brand.

Simon Porte Jacquemus, una ventata d’aria fresca

In occasione della presentazione della collezione Spring/Summer 2021 di Jacquemus chiamata “L’Amour”, abbiamo scelto di raccontare in maniera più approfondita la mente e il cuore dietro questa ventata d’aria fresca, Simon Porte Jacquemus.

Simon Porte Jacquemus, una ventata d’aria fresca | Collater.al

The Last Dance Style Discrepancy

Un piccolo viaggio nell’estetica di The Last Dance, la docu-serie prodotta da ESPN e Netflix che racconta l’ultima stagione di Michael Jordan e dei suoi Chicago Bulls conclusasi con la vittoria del 6° titolo in 8 anni e con il secondo three-peat. La serie più vista di sempre su Netflix, una sorta di cerimonia collettiva che sottolinea, in maniera ancora più marcata, la gigantesca influenza che tutti i protagonisti di questa vicenda epica e irripetibile hanno avuto e che ancora oggi sortiscono nell’immaginario collettivo. 

Le 5 campagne più belle di Chanel scattate da Karl Lagerfeld

Sin dal 1983, anno in cui assunse la carica di direttore creativo di Chanel, Karl Lagerfeld ha impressionato per la sua visione pionieristica e irriverente grazie alla quale ha rinnovato l’estetica della maison francese con disegni sfacciati che traevano spunto dalla legacy della sua fondatrice, Gabrielle “Coco” Chanel. Le sue idee erano talmente personali e il suo lavoro così meticoloso che, non contento degli scatti delle sue collezioni, iniziò a fotografarle lui stesso arrivando a pubblicare la sua prima cartella stampa nel 1987. Da lì in avanti il lavoro di Lagerfeld si è sviluppato su due binari paralleli, quello della creatività e quello dell’immagine su cui viaggiano all’unisono visione e concetto.

Dennis Rodman Fashion Icon

Uno dei protagonisti indiscussi di The Last Dance, Dennis Rodman è un’icona pop, un iconoclasta degli anni ’90 che, in un momento intellettualmente dominato dal disinteresse e che premia la cultura del gregge, Rodman spariglia le carte allo stesso modo in cui lo faceva quasi 25 anni fa. Ha miscelato stili diversi, ha abbattuto tutti gli stereotipi in modo netto e drastico, promuovendo una fluidità di genere che oggi è uno dei temi centrali della moda contemporanea e ha contribuito a costruire uno stile fondato sull’autenticità e sulla personalità.

Breve storia della T-shirt

L’indumento iconico per eccellenza. È davvero difficile stabilire un vero e proprio start. Qui proviamo a fare un po’ di ordine nella lunga storia della T-shirt che iniziò con un annuncio pubblicitario su una rivista che annunciava l’arrivo di un nuovo prodotto fatto apposta per gli scapoli, una maglia in cotone.

Richardson e la celebrazione dell’estetica porno

Cos’è Richardson di preciso? Qual è il segreto del successo di una rivista che celebra l’estetica porno-chic che fino a poco fa era prerogativa di un’altra rivista, Playboy, costretta a chiudere la versione cartacea dopo 67 anni di onoratissimo servizio?

10 documentari da vedere sulla moda

Durante questo 2020 molto difficile, vi abbiamo consigliato un bel po’ di cose da vedere vista la quantità enorme di tempo passato a casa. Dato che anche queste feste natalizie le passeremo sul divano, vi offriamo un po’ di spunti per contrastare la noia e dedicarsi alle passioni sperando che la bellezza possa restituirci un po’ di quella serenità ormai smarrita ma che siamo pronti a riaccogliere anzi, non vediamo l’ora.

La collezione di Yves Saint Laurent ispirata a Mondrian

Se si dovesse stabilire un momento preciso grazie al quale la carriera di Yves Saint Laurent ha subito una svolta decisiva, questo momento sarebbe di certo la presentazione della collezione Fall/Winter del 1965. Ispirata alle opere del pittore olandese Piet Mondrian, la collezione ha dato il via a una rivoluzione nel rapporto estetico che esiste tra l’haute couture e il mondo dell’arte ponendo le basi di quello che sarebbe diventato un connubio sempre più intrinseco.

Come Levi’s ha conquistato il Giappone

A partire dagli anni ’60 e subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, i giovani giapponesi iniziarono ad avere una vera e propria ossessione per tutto ciò che era americano. Sulla scia dei loro coetanei statunitensi, vennero completamente rapiti dall’estetica sovversiva e ribelle dei divi del cinema come James Dean e Marlon Brando e da tutto l’immaginario rock ‘n roll. Tutto questo si tramutò velocemente in una denim mania che travolse l’intera città di Tokyo e non passò molto tempo prima che il denim per eccellenza diventasse un fenomeno culturale, stiamo parlano di quello prodotto da un’azienda fondata a San Francisco nel 1853, Levi’s.

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Scritto da Andrea Tuzio

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