Art Best of 2019 – Installation
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Best of 2019 – Installation

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Giulia Guido
best of installation | Collater.al

Da quelle realizzate con i neon a quelle che prendono di mira i monumenti delle città, quelle che si scagliano contro il cambiamento climatico arrivando a quelle che giocano con la natura. Quest’anno le installazioni hanno invaso i musei, le strade e gli spazi pubblici, rivediamo le migliori!

Contact, l’installazione che porta il mare in una stanza 

Il collettivo giapponese 目【】, composto da Haruka Kojin, dal regista Kenji Minamigawa e dal direttore di produzione Hirofumi Masui, è riuscito a chiudere in una stanza del Mori Art Museum un pezzo di mare.
Sembra proprio che con le sue increspature, l’onda si scagli contro le pareti e torni verso lo spettatore.

L’Arc de Triomphe impacchettato di Christo, in arrivo nel 2020

Qualche mese fa Christo, il famoso duo composto da Christo Javachev e Jeanne-Claude Denat de Guillebon, ha svelato la prossima opera in arrivo a settembre 2020 a Parigi. Gli artisti, infatti, impacchetteranno niente meno che l’Arc de Triomphe. Noi non vediamo l’ora!

Megaliths in the Bath House Ruins, l’installazione di teamLab

Nella nostra personale classifica non poteva mancare un’installazione firmata da teamLab. L’opera in questione si intitola Megaliths in the Bath House Ruins e prevede degli enormi blocchi simili a megaliti fuoriuscire dal pavimento e occupare quasi tutto lo spazio di un luogo abbandonato. La particolarità è che su ogni megalite sono proiettati interi cicli di vita dei fiori, da quando sbocciano a quando perdono i petali e muoiono.

Edoardo Tresoldi presenta Gharfa

Passiamo ora a uno degli artisti italiani che ammiriamo in particolar modo. Quest’anno Edoardo Tresoldi ha presentato Studio Studio Studio, una nuova realtà interdisciplinare. La prima opera nata da questo contesto è stata Gharfa, realizzata grazie alla collaborazione con Alberonero, Max Magaldi e Matteo Foschi. Si tratta di un padiglione esperienzale, un’installazione da visitare e da scoprire fino al suo cuore.

Alex Chinneck e le sue cerniere arrivano a Milano

Tra le installazione che hanno animato Milano durante la Design Week quella che ha fatto più scalpore è stata quella di Alex Chinneck, che ha portato nella città meneghina le sue famose cerniere giganti con cui spoglia le facciate dei palazzi.

Teetertotter Wall, il confine Usa-Messico abbattuto da delle altalene rosa

Il Teetertotter Wall è una di quelle installazioni di cui ci piace parlare, perché mostra come attraverso l’arte si possano unire culture e abbattere muri. L’opera è un’altalena che spunta per metà in Messico e per metà negli Stati Uniti e che riesce a unire due paesi e due culture.

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FOREST – The Unending Attraction of Nature, l’installazione che trasforma uno stadio in una foresta

Partendo dall’idea che molto presto diverse specie di piante e di alberi diventeranno qualcosa di raro da vedere e che probabilmente l’unico modo per goderne la bellezza sarà racchiuderle tutte in parchi appositi, l’artista Klaus Littman, con l’aiuto dell’architetto Enzo Enea, ha progettato e realizzato FOREST – The Unending Attraction of Nature, un’installazione all’interno dello stadio Wörthersee di Klagenfurt, in Austria, che celebra la natura in tutto il suo splendore. 

Londra e la casa che galleggia nel Tamigi 

A Londra, lo scorso ottobre, è apparsa nel bel mezzo del Tamigi una tipica casa inglese in miniatura che galleggia nei pressi del Tower Bridge.
Questa rappresenta un’attivazione proposta da Extinction Rebellion contro i cambiamenti climatici e l’attenzione verso l’innalzamento del livello del mare. 

Pronti per andare sulla Luna? Museum of the Moon arriva a Milano

Prende il nome di Museum of the Moon, l’istallazione progettata e realizzata da Luke Jerram che consiste in una riproduzione in scala 1:500.00 della Luna. Quest’anno ne abbiamo parlato perché è arrivata anche a Milano, illuminando per due settimane la piscina Cozzi.

Robert Montgomery, brevi poesie fatte di neon

Chiudiamo con Robert Montgomery, uno di quegli artisti che si serve della potenza della parola per produrre arte concettuale, scrivendo brevi poesie su enormi cartelloni composti da scritte al neon. Tramite la sua pratica artistico-concettuale, l’artista arriva a sviluppare l’opera su vari livelli: quello del messaggio, quello del linguaggio e quello dell’armonia con il contesto circostante.

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Scritto da Giulia Guido
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