“Bodies, landscapes and desire”, la fotografia di Emma Hartvig

“Bodies, landscapes and desire”, la fotografia di Emma Hartvig

Giulia Guido · 6 giorni fa · Photography

Un corpo non è solamente un corpo, è una forma perfetta, è una scultura in grado di muoversi e mutare e questo la fotografa svedese Emma Hartvig lo sa bene. Nei suoi lavori l’elemento umano non manca mai, ma ciò che la differenzia da molti altri colleghi è il suo approccio al soggetto. I corpi nudi sono trattati come vere opere d’arte, catturati in posizioni che permettono di apprezzarne le forme e le linee, come se fossero dei paesaggi. 

Questi ultimi rappresentano un altro soggetto ricorrente nella fotografia di Emma Hartvig, l’elemento naturale è spesso affiancato da quello umano, come nella serie fotografica “Bodies, landscapes and desire”.

Emma Hartvig ci propone una serie di scatti delicati e intimi che riescono a creare una relazione tra i luoghi, dalle foreste alle scogliere concentrandosi sulle forme degli alberi, delle rocce, del paesaggio, e i corpi. 

Si tratta di scatti tranquilli, in cui domina la quiete e nei quali ci immergiamo silenziosamente. 

Per scoprire gli altri lavori di Emma Hartvig visita il suo sito e il suo profilo Instagram

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Sean Wotherspoon ci mostra la nuova LEGO x adidas ZX 8000

Sean Wotherspoon ci mostra la nuova LEGO x adidas ZX 8000

Andrea Tuzio · 3 giorni fa · Style

Dopo l’annuncio con tanto di teaser di un’imminente release targata LEGO e adidas Originals, abbiamo la possibilità di dare un’occhiata più da vicino alle nuove LEGO x adidas ZX 8000 grazie a Sean Wotherspoon.

Il co-fondatore di Round Two e designer originario della Virginia, ha postato sul suo profilo Instagram le foto delle sneaker ricevute in regalo da adidas e LEGO arrivate in un box speciale fatto di mattoncini e una speciale minifigure con le sembianze dello stesso Wotherspoon.

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La sneaker è caratterizzata da una serie di dettagli che richiamano i brick, dai colori base tipici dei mattoncini, dal logo LEGO sulla linguetta, e dal co-branding stampato sulla suola interna.

La release della LEGO x adidas ZX 8000 è prevista per il 25 settembre e dovrebbe costare intorno ai 110 euro.

Sean Wotherspoon ci mostra la nuova LEGO x adidas ZX 8000
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Hiroshi Fujiwara, the godfather of streetwear

Hiroshi Fujiwara, the godfather of streetwear

Andrea Tuzio · 2 giorni fa · Style

Oggi è prevista la release USA delle nuove fragment x Air Jordan 3, mostrate in anteprima qualche mese fa da Hiroshi Fujiwara fondatore di fragment design, e noi ne approfittiamo per raccontarvi la sua storia.

Quando parliamo di Hiroshi Fujiwara parliamo di una vera e propria leggenda. Una legacy lunga più di 30 anni per una delle personalità più influenti della storia della moda contemporanea e più precisamente della cultura streetwear. 

Nato nel 1964 nella piccola città di Ise, che si trova nella penisola di Kii al centro della prefettura di di Mie nella regione del Kansai, Fujiwara si trasferì a Tokyo all’età di 18 anni, poi, affascinato dalla cultura, dalla musica e dallo stile occidentale andò a Londra dove si innamorò della scena punk-rock della capitale inglese e dove incontrò Malcom McLaren, manager dei Sex Pistols e marito di Vivienne Westwood, che gli suggerì di andare a New York.

I suoi viaggi nella Grande Mela agli inizi degli anni ’80 gli diedero la possibilità di entrare in contatto con la cultura hip hop, di cui divenne un grande appassionato, al punto tale comprare i dischi negli Stati Uniti e portarli a Tokyo e suonarli nei club. Divenne uno dei primi produttori e DJ hip hop giapponesi e contribuì in modo decisivo alla diffusione del genere e della cultura stessa legata all’hip hop. 

Si trasformò ben presto un punto di riferimento e uno dei padri della scena di Ura-Harajuku nel distretto di Shibuya a Tokyo, uno dei quartieri di riferimento della cultura street nel mondo.

La sua passione per la cultura pop divenne poi il ponte che gli permise di entrare in contatto con personaggi come Shawn Stussy e di far parte dell’International Stussy Tribe, un collettivo di individui che rifletteva la filosofia del brand fondata sulla ribellione che arrivava dal punk, sulla rilassatezza del reggae e sulla mentalità chill dei surfisti. L’international Stussy Tribe è stato un gruppo di persone improbabili, tutti amici e confidenti di Shawn, dalla influenze più disparate che crearono qualcosa di incredibile. 

Le fondamenta dell’enorme impatto che Hiroshi Fujiwara ebbe sulla cultura street giapponese prima e su quella streetwear globale poi, sono tutte nella rubrica “Last Orgy” scritta e ideata nel 1987 dallo stesso Fujiwara e pubblicata dal magazine indipendente “Takarajima”

Nel 1990 fondò il suo primo brand GOODENOUGH, caratterizzato dalle grafiche di un giovanissimo Shinichiro Nakamura aka Sk8Thing, la mente dietro Cav Empt, e fu il precursore della tiratura limitata dei capi. 

Fujiwara fu fondamentale anche per l’affermazione di altri due personaggi chiave della streetculture, NIGO e Jun Takahashi che grazie a lui aprirono lo store NOWHERE

Sul finire degli anni ’90 la scena street di Tokyo esplose in tutto il mondo mentre Fujiwara ne era proprio al centro, GOODENOUGH diventò fragment design, il suo progetto principale.
Il deflagrante impatto che ebbe l’approccio estetico di Fujiwara influenzò tutta la scena della moda contemporanea, dall’high fashion agli skate brand, da Louis Vuitton a Supreme

Da ormai oltre 30 anni Fujiwara rappresenta l’essenza stessa del concetto di streetwear e ha cementato la sua posizione grazie a progetti come Nike HTM – Hiroshi Fujiwara (H), Tinker Hatfield (T) e Mark Parker (M) – uno dei più innovativi e riusciti dell’azienda di Beaverton.

UNDERCOVER, BAPE, HUMAN MADE sono soltanto alcuni esempi che raccontano ancora meglio quanto Hiroshi Fujiwara abbia cambiato per sempre la streetculture dal 1980 e per decenni a venire.

Hiroshi Fujiwara, the godfather of streetwear
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La collaborazione tra Helmut Lang e New Era

La collaborazione tra Helmut Lang e New Era

Andrea Tuzio · 2 giorni fa · Style

Per festeggiare i suoi 100 anni, New Era ha presentato la sua collaborazione con un’icona del mondo fashion, Helmut Lang.
Una storia lunghissima quella di New Era che ha trasformato l’azienda di cappelli fondata a Buffalo nel 1920 dall’immigrato tedesco Ehrhardt Koch, in una vera e propria icona culturale.

La capsule collection è composta da due cap diversi, il 9FORTY e il Low 59FIFTY, che Helmut Lang ha reinterpretato utilizzando il twill di lana.

Il cap 9FORTY è caratterizzato da un ricamo sulla parte frontale, “FINEST HEADWEAR”, che fa riferimento direttamente alle primissime campagne pubblicitarie della maison ed è disponibile in verde o blu navy. Quello Low 59FIFTY invece presenta un monogramma di archivio di Helmut Lang ed è stato prodotto in nero e verde oliva.

I cap Helmut Lang x New Era sono disponibili online sul sito di Helmut Lang.

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Patagonia contro i negazionisti del cambiamento climatico

Patagonia contro i negazionisti del cambiamento climatico

Andrea Tuzio · 1 giorno fa · Style

Se avete avuto accesso ai social network o semplicemente avete navigato in rete in questi ultimi due giorni, non potete non aver visto la foto di un’etichetta Patagonia con un messaggio diretto e inequivocabile, messo al posto delle istruzioni di lavaggio: “VOTE THE ASSHOLES OUT”, letteralmente “Vota e caccia quegli stronzi”.

All’inizio si pensava fosse uno scherzo, una sorta di meme, ma la conferma dell’autenticità è arrivata direttamente dalla portavoce di Patagonia Corley Kenna. Il messaggio è un invito ad andare a votare alle prossime elezioni presidenziali degli Stati Uniti del 3 novembre e rientra nella campagne del brand contro il cambiamento climatico.
“Le abbiamo aggiunte agli short per uomo e donna della nostra collezione 2020 Regenerative Organic Stand-Up perché ci siamo schierati contro i negazionisti dei cambiamenti climatici da quando abbiamo cominciato a produrre quegli short”, ha spiegato Corley Kenna che ha aggiunto: “‘Vota e caccia quegli stronzi’, Yvon Chouinard – fondatore di Patagonia – lo dice da anni, riferendosi ai politici di qualsiasi partito che negano o trascurano l’emergenza climatica ignorando i dati scientifici non perché non ne siano a conoscenza ma perché le lobby del petrolio e del gas gli riempiono le tasche di soldi”.

Questa nuova presa di posizione dell’azienda arriva dopo che il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, durante una riunione svoltasi a Sacramento per fare il punto sui danni provocati dagli incendi che stanno devastando la California – fenomeno direttamente collegato all’aumento delle temperature – ha affermato: “Il clima comincerà a diventare più freddo, state a vedere. Non penso che la scienza sappia realmente ciò che succede”.

È evidente come Patagonia, da sempre in prima linea per quanto riguarda la militanza ambientale, abbia voluto ancora una volta lanciare un messaggio forte all’opinione pubblica perché, come scrisse Chouinard in una lettera ai suoi dipendenti del 1992 intitolata I prossimi 100 anni: “Ho una definizione del male leggermente diversa dalla maggior parte delle persone. Quando hai l’opportunità e la capacità di fare del bene e non fai niente, è male. Il male non deve sempre essere un atto palese. Può essere semplicemente l’assenza di bene”.

Lo slogan apparso sugli short non è una novità per Patagonia, pare infatti che fosse già stato stampato su una maglietta e poi ribadito con forza anche sul sito del brand

In una lettera scritta lo scorso aprile e indirizzata alla 1% for the Planet Community, Chouinard ha praticamente utilizzato le stesse parole: “Ricordatevi di votare per cacciare quegli stronzi, tutti quei politici che pensano che non si debba fare niente per i cambiamenti climatici. Votate per il pianeta e contro quelli che non vogliono fare niente. Il potere è in mano a noi e adesso è il momento di usarlo”.

Come dicevamo Patagonia è impegnata da sempre nella sensibilizzazione su questioni ambientali e ne ha fatto il suo core principale, quest’ultima iniziativa non è l’unica presa di posizione forte degli ultimi anni.
Nel 2016, ad esempio, l’azienda californiana ha devoluto tutti gli introiti relativi al Black Friday a organizzazioni ambientaliste no profit, nel 2017 ha fatto causa al Presidente Trump per la sua scelta di ridurre l’estensione di due monumenti nazionali nello stato dello Utah, il Bears Ears e il Grand Staircase-Escalante – la più grande riduzione di terre protette nella storia degli Stati Uniti d’America -, nel 2018 ha lanciato una piattaforma digitale, Patagonia Action Works, per sostenere l’impegno in prima persona dei consumatori per tutelare l’ambiente e quest’anno hanno deciso di ritirare la pubblicità su Facebook e Instagram per protestare contro la disinfomazione dilagante che intasa la piattaforma.

Questa è soltanto l’ultima delle battaglie portate avanti da Patagonia ma siamo certi che non finiranno qui.

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