Il Capodanno cinese è sempre più un affare di moda

Il Capodanno cinese è sempre più un affare di moda

Giulia Pacciardi · 4 anni fa · Style

Mentre per molti di noi il 5 febbraio è un giorno come un altro, per la popolazione cinese è niente meno che Capodanno, si saluta l’anno del cane e si entra in quello del maiale, simbolo di fortuna e di ricchezza.
Se però fino a qualche anno fa questo evento riguardava solo chi effettivamente lo festeggia, ad oggi è diventato oggetto di sfogo per il mondo della moda e motlissimi brand che, nei mesi e nelle settimane che lo precedono, lanciano capsule collection e limited edition una dopo l’altra.

Noi abbiamo selezionato le nostre preferite, dalle collabo del Dover Street Market New York, passando per adidas e Nike, fino ad arrivare a Louis Vuitton e Gucci.

DSMNY

Nato dalla mente di Rei Kawakubo, già fondatrice del brand giapponese Comme des Garçons, Dover Street Market New York ha collaborato con più di 10 brand per la sua capsule collection a tema. Qui li trovi tutti quanti, qui, invece, la nostra personale shortlist formata da: Nick Cave, Bape e Clot.

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Gucci

Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, sembra aver sviluppato negli anni una vera e propria ossessione nei confronti del Capodanno cinese. Dopo la collezione lanciata in occasione dell’anno del cane è ora il turno di quella per l’anno del maiale. Più che completa e più che a tema, ci sono anche i tre piccoli porcellini firmati Disney.
Anche se non siamo certi c’entrano poi così tanto.

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Louis Vuitton

Più minimale Louis Vuitton che, per l’occasione, ha pensato ad un portachiavi che ricalca la forma dell’animale e a qualche altro accessorio.

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adidas

Pharell torna a collaborare con adidas e lancia l’Hu Pack, composto dalle SolarHi Gilde e dalle BYW, entrambe ispirate al simbolismo cinese per cui i colori rosso e oro portano fortuna e felicità.

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Nike

Anche Nike lancia la sua edizione limitata, ma non si ferma a celebrare il solo segno zodiacale del maiale, infatti si ispira e rende omaggio a tutti e 12, utilizzando anche tecniche tradizionali della manifattura cinese come il Bai Jia Yi.

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Purlicue x Vans Old Skool “Year Of The Pig”

Vans fa team con il brand cinese Perlicue e dedica al grande evento tre paia dalle sue sneakers più iconiche, tutte caratterizzate dalla scritta sotto la sua “the fat year” e da colori che richiamano la cultura cinese o un più classico e perfettamente coerente “porky pink”.

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Reebok Instapump Fury “Chinese New Year”

Oro e bianco per uno dei modelli più popolari del brand, la Instapump Fury, già protagonista di numerose collaborazioni, si unisce ai festeggiamenti cinesi puntando sul colore simbolo di ricchezza.

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maharishi 

Una collezione piena di references interessanti, come il ricamo sul retro della giacca da viaggio ispirato al classico della letteratura cinese Journey to the West o all’utilizzo dell’antica tecnica cinese del taglio della carta utilizzato per la realizzazione di bellissimi dettagli.

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Ma oltre alle capsule e alle limited edition, molti brand hanno deciso di celebrare l’avvento del capodanno cinese reinterpretando anche una delle usanze più tipiche di questa festività, le hóng bāo.
Celine, Fendi, Loewe, Givenchy, Cartier e molti altri, hanno messo a disposizione dei loro clienti delle piccole buste rosse che richiamano quelle, molto più semplici ma piene di soldi, che la popolazione cinese si scambia come buon auspicio per l’anno a venire.

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Il mondo a collage del musicista-artista Cato

Il mondo a collage del musicista-artista Cato

Tommaso Berra · 4 giorni fa · Art

Il mondo di dell’artista Cato è pieno di energia e vibrazioni, artistiche e musicali. Queste caratteristiche ritornano in modo evidente nelle opere che l’artista realizza con collage, acrilici e areografo. Il suo essere musicista non ritorna solo nella scelta dei soggetti, che spesso sono suonatori che rimandano a melodie jazz, ma anche nell’energia che sembra sempre accompagnare le azioni delle sue opere. Difficile immaginare momenti di stallo o calma, il racconto descritto è frutto di un’intenzione di raccontare una vita veloce e viva, che mette in contatto le persone e i paesaggi. Questo movimento è chiaro nei progetti video di Cato, ma ritorna anche nella sovrapposizione di ritratti e tagliati in modo netto senza rispettare necessariamente proporzioni e armonia dei corpi.

Non si fa fatica a capire le situazioni, e le storie che stanno vivendo i personaggi rappresentati, la capacità di Cato è proprio quella di saper creare con poco una narrazione affascinante che introduce l’osservatore dentro al mondo personale dell’autore.

Cato | Collater.al
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Gli ironici e sentimentali self-help book di Johan Deckmann

Gli ironici e sentimentali self-help book di Johan Deckmann

Collater.al Contributors · 3 giorni fa · Art

Ricominciare significa fare liste e liste di buoni propositi e nuove regole che poi, inevitabilmente, finiscono nel dimenticatoio dopo poche settimane.
Pensiamo ed ignoriamo piccole guide che, in realtà, potrebbero salvarci la vita, soprattutto quella emotiva.
Ma, se pur in maniera molto ironica, a ricordarci che questo ci porta ad avere cattivissime idee, amori mediocri, paure e grande difficoltà ad esprimere i nostri sentimenti, c’è Johan Deckmann.

Artista, psicologo praticante e autore con base a Copenhagen si ispira ai self-help book tipici degli anni ’70 per affrontare tematiche molto comuni.
Deckmann, infatti, parte dalla sua conoscenza teorica sulla mente dell’uomo e, tramite l’utilizzo della parole, ne analizza comportamenti e pensieri.

“I like the idea of distilling words to compress information, feelings or fantasies into an essence, a truth. The right words can be like good medicine.”

I suoi artwork, che dal 2015 hanno fatto il giro del mondo, sono stati esposti in più gallerie riscuotendo tantissimo successo.

Qui trovate alcuni dei suoi lavori ma vale la pena vederli tutti e li trovate qui e qui.

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La strana inquietudine nelle opere di Victor Castillo

La strana inquietudine nelle opere di Victor Castillo

Tommaso Berra · 3 giorni fa · Art

Non hanno l’aspetto di quel cartone animato che fareste vedere a un bambino, le opere dell’artista cileno Victor Castillo. Sarà per i personaggi che rappresentano, che sembrano vivere in un mondo creato apposta per stare al confine tra gioco innocente e umorismo oscuro, quasi spaventoso.
I personaggi realizzati da Castillo sono figure ispirate a mondo dei fumetti e ai graffiti, con citazioni anche a grandi autori della storia dell’arte come Francisco Goya.
Le scene spesso ritraggono, mascherandole, critiche feroci alla cultura americana e a prodotti della cultura pop, così come alla politica e alle sue decisioni che vanno contro ad alcune categorie di cittadini.

Questa sensazione di strano timore è data dal contrasto tra colori accesi tipici dei cartoni animati e dell’arte pop, e le inquietanti espressione di bambine con frangetta e codini innocenti. Gli occhi cavi, il naso da pagliaccio e lo strano sorriso rigido sono i campanelli di allarme di un discorso che Victor Castillo invita ad approfondire.
Nel corso della sua carriera Castillo ha esposto in un gran numero di gallerie internazionali, tutto il suo lavoro è disponibile sull’account IG dell’artista.

Victor Castillo | Collater.al
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La Cina ospiterà la sua prima mostra dedicata alla street art

La Cina ospiterà la sua prima mostra dedicata alla street art

Tommaso Berra · 2 giorni fa · Art

Si discute molto sull’istituzionalizzazione della street art e sulle scelte etiche di galleristi e istituzioni quando scelgono di presentare opere che appartengono a un’espressione artistica nata nelle strade e che secondo i più nostalgici non dovrebbe spostarsi da quei contesti.
In alcuni casi questa conversazione pone davanti a falsi problemi, che riguardano la natura delle opere e le intenzioni degli stessi artisti, che hanno saputo adattare il proprio ruolo, e già a partire dagli anni ’70 portando questo fenomeno controculturale nei circuiti tradizionali dell’arte.
Ci sono nazioni in cui la street art non è mai entrata nelle gallerie nel modo in cui altri grandi musei del mondo hanno fatto, per esempio la Cina, che da poco ha annunciato che ospiterà la sua prima storica mostra retrospettiva dedicata alla street art e ai graffiti, in occasione di Art Basel Hong Kong.

Il titolo della mostra è “City as Studio”, rappresentativo di quel meccanismo che ha stravolto la concezione dell’artista e la valutazione di questo tipo di arte da parte delle gallerie. Un processo iniziato da artisti come Jean-Michel Basquiat e Keith Haring, entrambi presenti alla mostra.
Le oltre 100 opere, realizzate da 30 artisti, verranno presentate alla K11 Art Foundation e sono state selezionate dal curatore Jeffrey Deitch, personaggio che grazie alle oltre 50 mostre curate in tutto il mondo ha contribuito a far si che la street art venga accettata nei programmi di importanti musei mondiali.
“City as Studio” entra nei percorsi del genere trasmettendo ai visitatori l’ampiezza di stili e aree geografiche attraverso il quale si sono mosse le diverse generazioni. Da New York a San Francisco, fino al Brasile, Tokyo e Parigi, la mostra sarà prima di tutto una riflessione storica sulla graffiti art, grazie al talento di nomi come Fab 5 Freddy , FUTURA, Barry McGee , Mister Cartoon , KAWS e AIKO.

Street Art | Collater.al
La Cina ospiterà la sua prima mostra dedicata alla street art
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