China ma, un angolo di Cina a Kiev

China ma, un angolo di Cina a Kiev

Emanuele D'Angelo · 3 settimane fa · Design

Nel cuore di Kiev, di fronte alla stazione, si trova “China ma”, un insolito ristorante pensato e realizzato da Yod studio, ispirato alle affollatissime strade di cinesi e thailandesi.
Lo studio fondato da Volodymyr Nepyivoda nel 2004 è formato da giovani e promettenti architetti e designer e applica ai suoi lavori uno stile moderno, realizzando principalmente progetti commerciali come alberghi, ristoranti, caffè e bar.

Yod studio si distingue per il minimalismo, l’uso non convenzionale dei materiali e immagini iconiche, operando a 360°, curando ogni minimo dettaglio, dalla grafica all’identità aziendale, dai mobili all’illuminazione.
L’ultima creazione in ordine di tempo è il “China ma”, un esclusivo locale con interni capaci di trasportare i clienti in una vivace atmosfera, dove si trova una delle migliori cucine cantonesi e una rarissima selezione di varietà di tè.

All’ingresso del ristorante, fin da subito, un inusuale “media tube” attira l’attenzione, attraversando tutto il locale, segmenta e definisce gli spazi, trasmettendo messaggi in lingua cinese.
Ispirato alle gremite strade orientali, lo studio ha aggiunto delle ragnatele come se fossero dei fili ramificati delle telecomunicazioni che si ricongiungono al dettaglio di maggior rilievo, ovvero, l’enorme installazione di un Led a parete che riprende il volto e i lineamenti di una donna orientale.

Il locale si sviluppa su due piani, collegati da un ponte in vetro che riflette l’immagine del Led e dove è possibile scorgere meglio tutte le installazioni.
Vista anche la sua strategica posizione, lo studio ha inoltre realizzato uno spazio funzionale dove è possibile depositare i propri bagagli.
Limitandosi non solo ad essere un ristorante dove si prova un’esperienza gastronomica cinese, ma anche un luogo d’incontro.

Yod studio | Collater.al
Yod studio | Collater.al
China ma, un angolo di Cina a Kiev
Design
China ma, un angolo di Cina a Kiev
China ma, un angolo di Cina a Kiev
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The Edge, New York dal 100esimo piano

The Edge, New York dal 100esimo piano

Emanuele D'Angelo · 2 settimane fa · Design

A Hudson Yards, nella zona West Side di Manhattan, l’11 marzo sorgerà The Edge, una terrazza sospesa al centesimo piano per ammirare ancora meglio lo skyline di New York e anche cosa c’è sotto i nostri piedi.
Sospesa a mezz’aria, raggiungibile in ascensore in soli 60 secondi, la terrazza regala la sensazione unica di fluttuare nel cielo con una vista a 360 gradi incomparabile con nessun altro grattacielo o complesso vicino.

Una vista non adatta ai deboli di cuore, con un pavimento in vetro sospeso a 344 metri di altezza che forma un terrazzo di 700 metri quadrati, che si affaccia sul fiume Hudson.
Lo sky deck esterno è realizzato con pannelli di vetro senza cornice, coraggiosamente inclinati verso l’esterno.
Ci saranno quindici differenti punti di osservazione, dalla scalinata alle varie balconate, fino alla punta più estrema.

The edge | Collater.al

Un’opera imponente, progettata da William Pedersen e Kohn Pedersen Fox Associates (KPF), con gli interni firmati Rockwell Group, pensata per riqualificare e dar nuova vita a una zona da tempo degradata e trascurata.

Anche se l’apertura di The Edge è prevista tra poco meno di un mese, è già partita la corsa ai biglietti, già in vendita a un prezzo che varia dai 36 dollari fino a 90 dollari, con la possibilità di scegliere tra più pacchetti.
È possibile, se si desidera, accompagnare la visita con un bicchiere di champagne o realizzare uno shooting fotografico su misura.
La terrazza è aperta tutti i giorni dalle otto del mattino fino a mezzanotte e ci sarà inoltre anche un ristorante “Peak” dove poter concludere la serata.

The edge | Collater.al
The Edge, New York dal 100esimo piano
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The Edge, New York dal 100esimo piano
The Edge, New York dal 100esimo piano
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nGala Treehouse, un soggiorno da sogno in Sud Africa

nGala Treehouse, un soggiorno da sogno in Sud Africa

Emanuele D'Angelo · 2 settimane fa · Design

Ha aperto da pochi giorni l’esclusiva nGala treehouse in Sud Africa nel bel mezzo del parco naturale di Kruger.
La lussuosa casa sull’albero non è altro che un hotel, dove è possibile soggiornare per vivere a pieno un’esperienza unica, immersi totalmente nella natura lontano dal caos e dal rumore della città.

Un remoto rifugio notturno che permette di dormire in una struttura sicura e sopraelevata, che si sviluppa su 4 piani, alta circa 12 metri. Un mix perfetto tra natura selvaggia e lusso.
Al piano terra si trova una sontuosa cucina, arredata in legno come tutti gli ambienti della casa, e un bagno da sogno, con sfarzosi interni e una doccia completamente all’aperto.
La struttura ha inoltre un ponte con un letto situato all’ultimo piano e all’aperto pensato per dormire e sognare letteralmente sotto le stelle.
La sala da pranzo è situata in un posto strategico, dove durante i pasti poter godere di eccezionali tramonti.
La nGala treehouse ha un’anima green non indifferente, essendo completamente alimentata ad energia solare.

La nGala treehouse, trovandosi in una delle più belle ed isolate riserve, gode di svariati ettari in cui passeggiare.
Vengono costantemente organizzati dei safari per permettere a gli ospiti di ammirare le particolarissime specie presenti, alcune in via di estinzione,
durante i quali gli ospiti possono avere la fortuna di vedere i due cuccioli di leone bianco che vivono nella riserva privata di andBeyond, al momento sono solo tre gli esemplari presenti nel mondo.
La struttura ideale per una coppia, è molto sicura pur essendo completamente isolata e per ogni visita inaspettata è sempre presente una guida locale.

nGala Treehouse, un soggiorno da sogno in Sud Africa
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nGala Treehouse, un soggiorno da sogno in Sud Africa
nGala Treehouse, un soggiorno da sogno in Sud Africa
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Seashell house, la casa a forma di conchiglia

Seashell house, la casa a forma di conchiglia

Emanuele D'Angelo · 2 settimane fa · Design

Nella penisola scandinava è stata appena costruita la “Seashell House” ad opera dello studio di architettura italiano Wafai. Una casa molto piccola, che nasce da un inconsueto design che trae ispirazione dalla forma di una conchiglia.
L’architetto con questo progetto si pone l’obiettivo di promuovere la sostenibilità e la salvaguardia ambiente anche per i complessi residenziali attraverso diverse caratteristiche.

La struttura principale è costruita da telai in legno lamellare, fibro-rinforzato, rigorosamente riciclato e tagliato in pezzi, in modo tale che ognuno di esso formi con la sua tonalità un particolare gioco di colori, e sono inoltre riempiti tra di loro con della paglia naturale.

La casa è divisa in tre parti. La zona giorno che contiene la cucina, la sala da pranzo e il soggiorno, dove lo studio Wafai ha deciso di posizionare il divano verso la finestra, cosicché si possa avere un contatto visivo con la natura ma non solo, senza televisioni o altri apparecchi elettronici.
La zona notte è arredata con due stanze da letto con i servizi igenici, con dei piccoli vivai interni, per consolidare ancor di più il rapporto tra casa e natura, con larghi cilindri di vetro senza tetto.
È presente anche una vasta superficie esterna, con la piscina e un piccolo giardino verde che funge da zona ricreativa che si integra alla perfezione con la vegetazione circostante, sottolineando ancora una volta la connessione con l’ambiente naturale.

La Seashell House è un’abitazione futuristica naturalmente open space, dalle forme atipiche, nel cuore della Scandinavia con un’anima green non indifferente che la rende unica grazie alla cura di ogni singolo dettaglio, come avviene in tutti i progetti dello studio.


Seashell house, la casa a forma di conchiglia
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Seashell house, la casa a forma di conchiglia
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Vessel, il progetto di Antony Gibbon

Vessel, il progetto di Antony Gibbon

Giulia Guido · 2 settimane fa · Design

Abbiamo parlato per la prima volta di Antony Gibbon qualche mese fa, in occasione del progetto di Twine, la scultura abitabile che riusciva a fondere spazi interni e spazi esterni. Oggi troniamo a parlarne perché l’architetto messicano e il suo studio hanno pubblicato le immagini di un progetto a dir poco futuristico. Si chiama Vessel, l’edificio che Antony Gibbon ha progettato ispirandosi ai profili delle Alpi Svizzere. 

Come tutti i lavori del designer, anche Vessel punta a creare un collegamento tra la struttura e l’ambiente circostante, cercando di fonderli nel miglior modo possibile sia da un punto di vista estetico sia riducendo al minimo l’impatto ambientale. 

Vessel si compone di due dischi di pietra sottile posizionati perpendicolarmente rispetto al terreno, tra i quali si crea uno spazio chiuso da ampie vetrate. Lo stile dell’edifico si discosta di molto dal design tipico di questa zona, ma allo stesso tempo si confonde con il paesaggio, mimetizzandosi tra le Alpi. 

Scopri altri progetti firmati Antony Gibbon sul sito.

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