Collyrium – Il cinema iconico di Joel ed Ethan Coen

Dato il recente rilascio su Netflix della loro ultima fatica, abbiamo deciso di cogliere l’occasione per approfondire il cinema dei fratelli Coen.

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27 novembre 2018

Dato il recente rilascio su Netflix della loro ultima fatica, ovvero La ballata di Buster Scruggs, abbiamo deciso di cogliere l’occasione per approfondire la visione cinematografica della coppia di fratelli più chiacchierata di Hollywood: Joel ed Ethan Coen.

La loro storia inizia negli anni ’50 in una famiglia ebrea del Minnesota, figli di una coppia di insegnanti, lui docente di economia, lei di storia. Fin dalla tenera età si appassionano all’arte e la cultura tanto che Ethan si laurea in Filosofia e Joel in tecniche cinematografiche. Le loro prime esperienze dietro alla macchina da presa avvengono poco dopo la laurea, sul set di una piccola produzione dell’amico Sam Raimi (La casa del 1981 che divenne immediatamente un film di culto per gli amanti dell’horror).

Da quel momento in poi il passo è breve e i fratelli del Minnesota si mettono immediatamente a lavorare alla loro prima opera corale, Blood Simple (Sangue facile) che li mette sotto i riflettori internazionali grazie alla vittoria del Premio della Giura al Sundance Film Festival. Già da questo primo film è possibile riconoscere gli elementi di stile che in un secondo momento li consacreranno all’olimpo di Hollywood: abbiamo la rielaborazione di un genere già esistente (in questo caso il thriller-noir), abbiamo dei notevoli Plot Twist, ma sopratutto iniziamo a scorgere quell’implacabile senso dell’umorismo a cavallo tra il black humor e il più puro grottesco. La loro seconda opera, Crimewave, li vede al lavoro come sceneggiatori, mentre dietro alla regia ritroviamo il vecchio amico Sam Raimi.

La successiva produzione dei fratelli Coen è così folta che ci risulta difficile citare tutte le loro opere, spenderò quindi qualche riga citando quelle che hanno contribuito a renderli ciò che sono adesso. Primo fra tutti sia per ordine cronologico che per importanza troviamo Fargo, pellicola thriller ambientata nella loro nativa Minnesota che si aggiudica immediatamente due premi Oscar. Il loro talento è poi riconfermato da film come Il grande Lebowski (film sicuramente iconico che vede un incredibile Jeff Bridges nel ruolo di protagonista), Ladykillers, L’uomo che non c’era e Non è un paese per vecchi (che si aggiudico ben 4 premi Oscar).

Dopo tutti questi premi e questo successo mediatico sorge spontaneo domandarsi il perché di tutto ciò, cos’è che li rende così unici? Beh, tanto per cominciare i due Coen sono stati bravi fin da subito, come dicevamo qualche riga sopra, a creare il proprio linguaggio, riuscendo a fondere perfettamente il cinema d’autore ad un cinema sicuramente più di intrattenimento per grandi e piccini. Questa ovviamente non è l’unica ragione che ha contribuito alla loro ascesa artistica. Il loro cinema racconta di anime solitarie il più delle volte in balia di una postmoderna idea di casualità. Spesso e volentieri i protagonisti si ritrovano a oscillare in una profonda incertezza, sballottati da un evento all’altro, senza capire bene il motivo, forse perché in fondo in fondo non interessa nemmeno a loro. Probabilmente perchè la vita non ha nessuna spiegazione e tutti noi siamo dei personaggi che vagano in cerca di risposte che ci distraggano da un’universale insensatezza. Il massimo esempio di ciò lo troviamo ne Il grande Lobowski dove Drugo (il protagonista) si addentra in un baratro di sciagure partendo proprio da un fatto futilissimo.

Un altro elemento distintivo delle loro pellicole è sicuramente la rielaborazione di un cinema del passato (western o thriller anni ’60 che sia) ormai quasi dimenticato, che viene fagocitato dai Coen per poi riproporlo ringiovanito, svecchiato, ma soprattutto reso Coeniano grazie a dei dialoghi densi di citazionismo e carichi di umorismo, ma anche grazie alla creazione di personaggi difficilmente dimenticabili. Pensiamo per esempio a Javier Bardem con quello splendido caschetto in Non è un paese per vecchi, oppure ai tre mal assortiti fuggiaschi in Fratello, dove sei?, o la bravissima eroina incinta che vediamo farsi giustizia su Fargo, insomma, il cinema dei due fratelli del Minnesota è formato quasi interamente da personaggi difficilmente dimenticabili ma dalla forte caricatura sia estetica che personale.

Come i loro protagonisti anche i loro film risultano molto difficili da dimenticare, riuscendo ad insinuarsi nei più profondi meandri del nostro cervello, grazie a una impegnativa leggerezza sommata ad una ormai iconica originalità.

Filmografia dei fratelli Coen:

Blood Simple- Sangue Facile (1984)
Arizona Junior (1987)
Cricevia della moerte (1990)
Barton Fink-È successo ad Hollywood (1991)
Mister Hula Hoop (1994)
Fargo (1996)
Il grande Lebowski (1998)
Fratello, dove sei? (2000)
L’uomo che non c’era (2001)
Prima ti sposo, poi ti rovino (2003)
Ladykillers (2004)
Paris, je t’aime (2006)
Non è un paese per vecchi (2007)
Burn aAfter Reading- A prova di spia (2008)
A Serious Man (2009)
Il grinta (2010)
A proposito di Davis (2013)
Ave, Cesare! (2016)
La ballata di Buster Scruggs (2018)

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