Clemens Behr ci ha raccontato l’opera ideata per FestiWall 2018

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14 settembre 2018

Arrivato alla sua quarta edizione, FestiWall, il festival internazionale d’arte pubblica che si tiene ogni anno a Ragusa, ha deciso...

Arrivato alla sua quarta edizione, FestiWall, il festival internazionale d’arte pubblica che si tiene ogni anno a Ragusa, ha deciso di aprire le sue porte anche all’artista Clemens Behr, che, per l’occasione, ha dato vita ad un’esposizione site specific pensata esclusivamente per il grande evento.

Behr è uno street artist tedesco che proviene dal mondo dei graffiti, ma da sempre appassionato di Futurismo e Dadaismo. È conosciuto per le sue installazioni fatte di pezzi di cartone, sacchetti di plastica e scotch da pacchi, che prendono vita in luoghi sia pubblici sia privati. Le sue opere riescono sempre a entrare in dialogo con l’ambiente che le circonda, e partono dalla selezione del materiale di scarto che cerca di trovare direttamente nei luoghi che poi ospiteranno il lavoro finale.

Per FestiWall, Clemens ha realizzato un’installazione con i materiali trovati all’interno del Lanificio, ex-fabbrica tessile che ospita l’esposizione.

Noi abbiamo scambiato qualche parole con lui e ci siamo fatti raccontare nel dettaglio tutto ciò che c’è da sapere sulla sua opera:

“È stato molto bello trovare una così grande quantità di potenziale materiale per i miei lavori, all’inizio era fin troppo quello tra cui poter scegliere, dato che il piano era quello di decidere cosa fare una volta arrivato sul luogo.

Ma avevo visto i pannelli di ventilazione dell’aria già in alcune foto e così ho lavorato principalmente con loro, dato che la piattaforma in mezzo al giardino era riservata al mio lavoro, ho dovuto trovare qualcosa di piuttosto grande, dalle dimensioni simili, quindi è stata una buona scommessa.

L’opera stessa è cresciuta in modo naturale, procedendo in maniera pratica e seguendo il potenziale del materiale usato. Poiché il tutto ruotavo intorno al modo in cui poter assemblare le parti insieme ho cercato di farlo a modo mio, costruendo e verniciando tubi d’acciaio e creando un volume complesso. Mentre lavoravo mi ricordava sempre di più una dazzle-ship, ma ho cercato di mantenere la sua forma il più astratta possibile. Poiché il materiale è leggermente riflettente e amplifica i suoni ho deciso di registrarne alcuni e di aggiungere delle luci fluorescenti. Volevo creare un’atmosfera molto industriale, simile a quella delle centrali elettriche. Alla fine, la scultura è stata dipinta con colore nero per spezzarne le forme, enfatizzando il gioco di ombra dell’opera stessa.

Anche ò’altro lavoro all’esterno è nato in maniera più o meno spontanea. Dato che il terreno è una sorta di area inutilizzata (che trovo più attraente), è stato un luogo perfetto per collocare un altro lavoro e utilizzare al meglio i materiali trovati.

È ovvio che l’opera corrisponde al blocco di costruzione retrostante e gioca con i suoi colori e le sue forme. Deve essere vista come una pittura astratta nel suo complesso.

Sono stato molto contento di avere ricevuto un’accoglienza così calorosa, aver incontrato molte persone disposte ad aiutarmi e soprattutto di aver avuto la possibilità di scegliere e lavorare liberamente all’interno dell’area, al centro di un caos di materiali dimenticati”.

Clemens Behr ci ha raccontato la sua installazione per il FestiWall 2018 | Collater.al Clemens Behr ci ha raccontato la sua installazione per il FestiWall 2018 | Collater.al Clemens Behr ci ha raccontato la sua installazione per il FestiWall 2018 | Collater.al Clemens Behr ci ha raccontato la sua installazione per il FestiWall 2018 | Collater.al Clemens Behr ci ha raccontato la sua installazione per il FestiWall 2018 | Collater.al Clemens Behr ci ha raccontato la sua installazione per il FestiWall 2018 | Collater.al Clemens Behr ci ha raccontato la sua installazione per il FestiWall 2018 | Collater.al Clemens Behr ci ha raccontato la sua installazione per il FestiWall 2018 | Collater.al

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