Art MSCHF, il collettivo che tra 1000 copie di Warhol ne ha venduta una vera
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MSCHF, il collettivo che tra 1000 copie di Warhol ne ha venduta una vera

Giulia Guido

MSCHF è un nome che stiamo vedendo scritto spesso in questi giorni. A primo impatto potrebbe sembrare una sigla, l’acronimo di qualcosa di molto più pomposo e istituzionale, ma vi consigliamo subito di smettere di cercare di capire cosa può significare. MSCHF è il nome di un collettivo newyorkese – collettivo potrebbe risultare riduttivo, ma forse la parola giusta per definirlo non l’hanno ancora inventata – che dal 2016 mette in piedi progetti assurdi e non sempre facilmente comprensibili che nascondono inaspettate morali e chiavi di lettura. 

Fin dal primo lavoro lanciato nel maggio del 2018, ogni nuovo progetto prende il nome di drop, proprio come se fosse un prodotto appena messo sul mercato. Come detto poco fa, la loro ultima iniziativa, ovvero il 59° drop intitolato Possibly Real Copy Of ‘Fairies’ by Andy Warhol” (“Possibile Copia Reale di “Fairies” di Andy Warhol”) ha fatto molto parlare di sé. 

MSCHF ha acquistato “Fairies” un disegno originale di Andy Warhol realizzato a penna e datato 1954. Una volta ottenuta l’opera il collettivo ha realizzato 999 copie false, utilizzando gli stessi materiali dell’originale. In seguito, i 1000 pezzi sono stati venduti a 250 dollari l’uno sul sito di Museum of Forgeries, appositamente creato per l’occasione, ma senza svelare a nessuno quale fosse l’originale. Ha così preso vita un’ulteriore opera formata dai 1000 “Fairies” di proprietà di 1000 persone diverse. 

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Ciò che i creativi di MSCHF hanno fatto è stato applicare la strategia che si utilizza per i normali beni di consumo a un’opera d’arte: produrre (o riprodurre) in massa per permettere a più persone di possedere un determinato oggetto. 

Sul sito di Museum of Forgeries si può trovare una frase che può benissimo essere presa come manifesto di questo 59° drop: More than slashed canvas or burned pages, democratization of access or ownership destroys any work premised on exclusivity. In breve, facendo riferimento a opere d’arte che sono nate con l’obiettivo di sovvertire il sistema per poi finirne per farne parte, MSCHF ci dice che l’unica cosa in grado di distruggere qualsiasi sistema basato sull’esclusività è la democratizzazione dell’accesso o della proprietà.

Con “Possibly Real Copy Of ‘Fairies’ by Andy Warhol” il collettivo è riuscito a rendere l’originale un falso tanto quanto le repliche fatte da loro.

Se il 59° drop ci regala il punto di vista di MSCHF del mondo dell’arte, l’insieme di tutti i loro lavori (consultabili sul sito ufficiale e sull’App scaricabile solo negli States) danno una visione generale su diversi argomenti e ambiti

Emblematici sono stati il drop 07 “Jesus Shoes” e il drop 43 “Satan Shoes” per i quali si è lavorato in entrambi i casi su un paio di Nike Air Max 97. Per il primo l’unità air è stata riempita 60 millilitri di acqua santa presa dal fiume Giordano, mentre per la seconda – fatta in collaborazione con il rapper Lil Nas X – l’unità air è stata riempita con 66 millilitri di inchiostro rosso e una goccia di sangue umano. Seguendo lo stile sovversivo che poi negli anni ha contraddistinto i loro lavori, tutti e due i drop sono stati completati senza il permesso di Nike che per due volte si è vista obbligata a intentare una causa contro MSCHF. 

I progetti del collettivo spesso e volentieri partono dal mondo digitale, come il primissimo drop lanciato nel maggio del 2018 intitolato “The Persistence of Chaos”. L’opera consisteva in un singolo portatile Windows 2008 con installati sei programmi malware che avevano presumibilmente causato quasi 100 miliardi di dollari di danni all’economia globale.

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Ogni settimana i migliaia di seguaci di MSCHF non vedono l’ora di scoprire il nuovo drop, ma anche in questo caso il collettivo non si affida a banali countdown su Instagram o Newsletter. Sul loro sito si possono già vedere tutte le date dei prossimi 33 drop, ognuno con il suo conto alla rovescia, e – sempre per chi vive negli States – per avere ulteriori notizie è possibile lasciare il proprio numero di telefono, poi sarà il collettivo a mandare messaggi ogni volta che ce ne sarà bisogno. 

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Scritto da Giulia Guido
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