Collyrium – Un piccolo approfondimento sul grande cinema di Scorsese

È il momento di spendere qualche riga per parlare del cinema di Martin Scorsese che negli anni è riuscito a diventare uno dei cineasti più importanti.

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9 Aprile 2019

Chi non ha mai visto un film di Martin Scorsese? Nessuno, penso sia la risposta più gettonata.

Questo perché Scorsese è forse il regista vivente più famoso insieme a Tarantino, Woody Allen e pochi altri. Nella sua carriera ha fatto film per tutti i gusti che hanno però quasi sempre raccontato la debolezza dell’essere umano in tutta la sua ingenuità e, talvolta, crudeltà. I suoi film non sono facilmente etichettabili, è semplice dunque associarlo a Taxi DriverQuei bravi ragazziToro scatenato o ai più moderni The DepartedThe Wolf of Wall Street e Shutter Island. Tutti film palesemente diversi ma comunque profondamente simili. I personaggi di Scorsese sono spesso dei poco di buono ma non sempre per una loro scelta, quanto più per un’assurda, ma quanto mai tangibile imposizione sociale. Spesso li vediamo compiere scelleratezze perché spinti da alienazione, insicurezze o semplicemente da un infausto contesto sociale. Ma non andiamo troppo veloci. Questa settimana andremo a dare un’occhiata più da vicino al cinema di Martin Scorsese.

Martin Scorsese | Collater.al 1

Martin nasce a New York, ovviamente da una famiglia di italo-americani che sicuramente ha contribuito a fornirgli tutto quel background folcloristico ed estremamente caratterizzante di cui i suoi film sono pregni. La futura leggenda del cinema non ha però un’infanzia piacevole. A causa di forti e continui attacchi di asma, Scorsese non vive la vita come i suoi coetanei ed infatti passa le giornata ad osservare la movimentata vita di Little Italy dal davanzale della sua finestra. Attività che, come dicevamo prima, si porterà dietro nei decenni a venire.

In questi anni il regista, a causa della sua malattia, si avvicina al cinema mostrando un particolare amore nei confronti del Neorealismo italiano. Il cineasta decide allora di iscriversi alla New York Univeristy’s Tisch School of Arts dove inizia a muovere i suoi primi passi dirigendo cortometraggi e documentari, tra i quali spicca uno di denuncia sulla guerra in Vietnam chiamato The Big Shave.

Il primo vero lungometraggio di Scorsese arriva però nel 1967 con Chi sta bussando alla mia porta un film che include nel cast un giovanissimo Harvey Kaitel, che sarà presente anche in svariati lavori futuri, come in Mean Streets – Domenica in chiesa, lunedì all’inferno. In quest’ultimo lavoro il regista si avvicina al tema della criminalità raccontando le vicende di un giovane ragazzo che cerca di entrare nelle grazie della banda del quartiere. Questo secondo film fu veramente di rottura in quanto si iniziarono a vedere i primi segni di stile che contraddistingueranno le sue produzione future: uomini fortiviolenzareligione e vendetta. In Mean Streets scorgiamo anche un giovanissimo Robert De Niro che da questo momento in avanti diventerà un suo vero e proprio attore feticcio. 

È infatti con l’arrivo degli Anni Settanta che arriva anche il primo vero successo per Scorsese, probabilmente grazie alla stimolanti amicizie e conoscenza di cui si circonda: Francis Ford Coppola, Steven Spielberg, Brian de Palma, George Lucas e John Cassavates, solo per citarne alcune. Il successo planetario di cui siamo parlando arriva nel 1976, ed ha un nome solo: Taxi Driver. Con questo film, che tratta il temi dell’alienazione psicologica di un reduce del Vietnam, il regista statunitense sbarca in Europa dove si guadagna una Palma d’oro al Festival di Cannes. Taxi Driver è senza dubbio un film che è entrato nell’immaginario comune, con le sue iconiche luci rosse e gialle e le riprese a bordo del taxi di una New York dilaniata dalla criminalità e dalla prostituzione. Ma Taxi Driver non solo è un’icona per la sua forte estetica, per l’incredibile recitazione di De Niro o per gli indimenticabili dialoghi. Taxi Driver parla di vendetta privata, parla di giustizia. Racconta un paese devastato da una guerra inutile in cui gli abitanti stessi non sono in grado di guardarsi allo specchio e riconoscersi.

Il crollo delle certezze.

Martin Scorsese | Collater.al 1
Martin Scorsese | Collater.al 1

Con il successo arrivano per Scorsese anche le difficoltà, in particolare una, la cocaina. Ci vorrà De Niro a portarlo fuori da questo tunnel di feste e droga, convincendolo a dirigere Toro Scatenato. Quest’ultima fatica del regista racconta la storia di Jake LaMotta, uno storico pugile americano che grazie al suo ardore e alla sua potenza distruttiva è entrato nella storia americana. Toro Scatenato viene candidato agli Oscar in molteplici categorie, ma solo De Niro si portò a casa la statuetta d’oro per il suo ruolo come miglior attore protagonista.

Scorsese ormai consacrato ad Hollywood è diventato uno dei volti del cinema americano e durante gli anni ’80 gira un moltitudine di film di altalenante successo.

Martin Scorsese | Collater.al 1
Martin Scorsese | Collater.al 1

Per il prossimo capolavoro infatti dovremmo attendere quasi un decennio, quando arriva nelle sale Quei bravi ragazzi, film interamente dedicato al crimine italo-americano, trattato però senza un briciolo di banalità, raccontando la vita quotidiana dei gangster, rendendo, insieme alla trilogia del Padrino di Coppola, la figura del malavitoso un qualcosa di pop e leggendario, ciò nonostante il film neghi qualsiasi giudizio morale limitandosi alla mera descrizione.

Martin Scorsese | Collater.al 1

Negli anni Scorsese è riuscito a vincere numerosi premi, è entrato nello schermo di moltissime persone e nonostante tutto non ha mai smesso di brillare. Tanti sono appunto i suoi film più recenti di altissimo livello cinematografico. Ovviamente per citarli tutti ci vorrebbe un saggio e noi non siamo qui per questo. Ma è senz’altro doveroso spendere qualche parola citandone alcuni. Tanto per cominciare, nel 2002 esce nelle sale cinematografiche Gangs of New York, film che narra una New York ottocentesca che fa da terreno fertile per cruente lotte fra bande. Per quanto il film non abbia velleità di risultare realistico, o didattico, offre però uno spaccato di una realtà sociale ormai inesistente ma che ha contribuito fortemente alla costituzione dell’America contemporanea. Un far western urbano, nel quale da un lato vediamo la tolleranza e l’apertura allo “straniero” e dall’altro vediamo un odio cieco, nutrito da sentimenti di vendetta e di violenza.

Martin Scorsese | Collater.al 1
Martin Scorsese | Collater.al 1

Gangs of New York ottenne un immediato successo, anche per la splendida interpretazione di Leonardo DiCaprio che da qui in avanti diventerà l’attore pupillo di Scorsese.

Il 2006 è invece l’anno di The Departed, pellicola che ancora una volta racconta il mondo della criminalità ma dal punto di vista sia del criminale che del poliziotto, lasciando però grande spazio ai colpi di scena. Per la seconda volta il ruolo di protagonista è affidato a DiCaprio affiancato da personalità del calibro di Jack Nicholson e Matt Damon

Martin Scorsese | Collater.al 1
Martin Scorsese | Collater.al 1

Come se non bastasse anche il nuovo decennio è ricco di successi commerciali e di critica per Martin Scorsese, pensiamo per esempio a Shutter Island o The Wolf of Wall Street.

Martin Scorsese | Collater.al 1

Ma non solo, in questi anni abbiamo visto il pluripremiato regista misurarsi, come molti dei suoi colleghi, con il piccolo schermo: prima con Boardwalk Empire, serie ambientata ad Atlantic City durante il proibizionismo, ed infine con Vynil, questa volta ambientata nel mondo del rock nella New York degli anni ’70, che però non ha ottenuto il successo auspicato. Molti sono i suoi film che vedremo in uscita nei prossimi anni, tanto per cominciare nel 2019 uscirà The Irish Man che riunirà nel cast personalità come De Niro e Al Pacino, raccontando ancora una volta, ma in maniera completamente nuova, la figura del criminale. Il film sarà distribuito da Netflix, purtroppo però non abbiamo ancora una data d’usicta. Intanto qui sotto troverete il teaser trailer.

Scorsese è un regista vecchia scuola, uno dei pochi rimasti, che è riuscito con il suo occhio visionario a cambiare radicalmente il cinema contemporaneo. Tante sue innovazioni ormai le diamo per scontate, ma sta proprio qui la forza del regista. È infatti entrato, con il passare degli anni, nellinguaggio pop innalzando la sua persona ad una vera e propria icona contemporanea.

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