Come diventare un Meme: M¥SSKETA e i gattini di Facebook

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21 novembre 2013

L’uno ottobre 2013 è comparso in rete un tentativo di video virale a opera di una tale M¥SSKETA. Il titolo...

L’uno ottobre 2013 è comparso in rete un tentativo di video virale a opera di una tale M¥SSKETA. Il titolo era “Milano, Sushi e Coca” e consisteva in un elenco di stereotipi del clubbing milanese a cui si accompagnavano le immagini di una tettona danzante vestita di una brutta ma senza dubbio aderente t-shirt con delle patatine fritte stampate.

Il video è stato subito rimosso dal web perché la nostra censura funziona solo quando i padri di famiglia iniziano a pensare che alcuni contenuti possano deviare le proprie figlie in età da marito. Le varie ballerine desnude della tv vanno benissimo, nessun problema, come pure l’assoluta mancanza di contenuti di qualsiasi programma generalista. L’angoscia attracca però quando la parola “club” non rimanda più al circolo dei veterani dell’impresa di Fiume, ma a uno dei locali della movida hipster di Milano, come il citato Plastic, e la lista delle attività ricreative comprende (copioncollo dagli appunti): MILANO SUSHI E COCA. VODKA KETA SODA.

La roba non ci basta | supermercato e pasta. Mi faccio un tempura, che notte da paura, bamba sa di sesso | la strada del successo.

Non ho fatto in tempo a vedere il video di M¥SSKETA, era già stato rimosso. È tornato tuttavia in una forma un po’ modificata che mi è sembrata ulteriormente degna di nota: il testo non varia, ma al posto della tettona danzerina ci sono i gattini Pusheen di Facebook. Il video virale è stato in pratica viralizzato dall’interno, adoperando una censura particolare: il gattino animato, stereotipo già di per sé, interpreta le immagini dettate dallo stereotipo M¥SSKETA che automaticamente si trasforma in meme.

Quando si parla di meme ci si riferisce in modo molto generico a un qualunque fenomeno della rete che si diffonde sfruttando appunto la struttura reticolare di collegamenti che il web mette a disposizione. Un esempio sono personaggi divenuti oramai celebrità come Grumpy Cat o Keyboard Cat, ma presto la produzione di meme ha raggiunto un’impennata con immagini decontestualizzate di personaggi X accompagnati da ironiche frasi rigorosamente in bianco.

I meme e le attrici porno hanno in comune una cosa: non appartengono alla vita reale, ma esistono solo in rete. L’idea che M¥SSKETA stia trasformando un’intera generazione di clubber in meme mi è passata per la testa quando ho fatto un po’ i conti di quanti soldi questa persona sia riuscita a spendere dall’inizio alla fine della canzone. Ketamina, Cocaina, alcolici, ingresso al locale, ma principalmente: tutto quel sushi. Più costoso di qualsiasi altra droga in circolazione sul mercato.

Vi ricordate di Frangetta nel 2007? M¥SSKETA sembra la versione un po’ cresciuta ma estremamente artefatta della vecchia indie rocker. Resta il Plastic come sfondo (citato in entrambe le canzoni), passano di moda gli occhiali grossi (metto gli occhiali grossi, tolgo gli occhiali grossi), scompare Messenger, va via la frangetta e arriva lo sciatush, si eclissano le foto del gatto (ti faccio vedere le foto del mio gatto) e arrivano i Pusheen.

Allora ricapitolando, c’è una cosa che hanno in comune i meme, M¥SSKETA, e le attrici porno: esistono solo in rete.

Nella vita vera la protagonista di Frangetta -giovane studentessa di filosofia che faceva la dj e collezionava libri nella cameretta dei navigli- attualmente aspetta che venga di nuovo bandito il concorso per l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole.

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