Constellations, il Festival che mescola arte e tecnologia

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26 Giugno 2019

Le installazioni e i progetti degli artisti presentati al Constellations Festival sono in grado di costruire dimensioni parallele nelle quali è possibile entrare.

Constellations è il festival delle arti digitali che ormai da tre anni occupa un posto presso la città di Metz dal 20 giugno al 7 settembre. 

Le installazioni e i progetti degli artisti che vi partecipano sono in grado di costruire delle dimensioni parallele entro le quali è possibile immergersi grazie a tre principali corsi distinti per categorie: Digital Stones, Street Art e Art and Gardens. 

Iniziamo dal primo.

Il corso Pierres Numériques invita il pubblico a compiere un cammino notturno attraverso il quale è possibile scoprire il patrimonio architettonico della città, tra installazioni e proiezioni che combinano arte e tecnologia.

L’artista Vincent Masson risalta la possente cattedrale Saint-Etienne con una mappatura che definisce il carattere polimorfico dell’edificio e che prende il nome di Morphosis, tutto questo accompagnato da una narrazione musicale e animata per raccontare gli eventi più importanti che hanno segnato la storia della città.

Con il progetto Vivam Memoriam di Romain Tardy arriviamo al cuore dell’evento, uno spettacolo di suoni e luce che prende spazio nel New Temple, uno dei più importanti edifici protestanti di architettura neoromanica, che celebra la fine dell’era digitale.

Essendo attraversata dal canale della Mosella, per la città di Metz l’acqua è fonte primaria ed importante, tanto che l’artista Joanie Lemercier ha scelto di presentare il suo lavoro Constellations su uno schermo fatto di gocce d’acqua, le cui proiezioni di luci creano immagini tridimensionali che ci trasportano a ritmo di musica tra pianeti e stelle.

Nel chiostro, che ospita la Casa della Regione, solitamente chiuso al pubblico, Olivier Ratsi presenta Frame Perspective. Riveste i quattro corridoi della costruzione di neon rettangolari rossi che si illuminano in consecuzione uno ad uno per offrire una messa in scena fuori tempo.

La Basilica di San Vincenzo è stata un monumento desacralizzato dal 2012, e l’artista Guillaume Marmin con l’agenzia TETRO hanno scelto di presentare il loro lavoro in “1,3 secondi”. Oltre ad essere il titolo del progetto, è anche la durata del tempo che la luce impiega per viaggiare tra la Terra e la Luna. Una nuova dimensione che ci farà esplorare i collegamenti di tempo tra luce e spazio.

Ognuna di queste installazioni, e molte altre, ti trasporteranno in uno spazio mai stato esplorato prima.

Con 950.000 visitatori per la seconda edizione, Constellations è stato riconosciuto come il festival artistico dell’estate da scoprire assolutamente. 

Testo di: Giordana Bonanno

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