Modular AC Hotel Nomad, l’hotel modulare più alto al mondo

Modular AC Hotel Nomad, l’hotel modulare più alto al mondo

Anna Cardaci · 3 settimane fa · Design

A New York è in costruzione, tra i grandi grattacieli lussuosissimi, l’albergo modulare più alto del mondo: il Modular AC Hotel Nomad. Progettato da Danny Forster & Architecture, i componenti sono stati prodotti a Skawina, in Polonia e successivamente spediti negli Stati Uniti.

Modular AC Hotel | Collater.al 1

L’industria delle costruzioni modulari è in pieno boom in tutto il mondo e potrebbe consentire un risparmio annuo di 22 miliardi di dollari, poiché produce fino all’80 per cento in meno di rifiuti rispetto alle costruzioni tradizionali. Sviluppata principalmente a causa dell’impennata dei prezzi dei terreni e degli immobili, la costruzione modulare ha raggiunto il settore alberghiero. In questo campo, infatti, questo genere di edifici garantisce che l’alta qualità soddisfi gli standard specifici stabiliti dagli investitori, facendo risparmiare tempo e denaro e mantenendo il controllo sul processo di allestimento tradizionale.

Modular AC Hotel | Collater.al 1
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Il Modular AC Hotel Nomad si sviluppa su 26 piani, grande più di 100.000 metri quadrati, è attualmente in costruzione. Situato vicino all’Empire State Building, gli ospiti godranno di una vista ampia sullo skyline newyorkese. L’hotel dunque unisce il lusso con la funzionalità e il risparmio energetico diventando così un hotel a rispetto dell’ambiente. La planimetria è stata studiata in maniera angolata ma allo stesso tempo iper-simmetrica in quanto sfrutta tutte le efficienze che si ottengono costruendo la struttura in una fabbrica. Il design permette ancora di variare con diverse tipologie di camere come le King, Queen, le Junior Suite e le Suite Deluxe. Nonostante sia un hotel modulare, c’è tutto quello di cui gli ospiti hanno bisogno al suo interno.

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La Vision AVTR, l’auto del futuro ispirata ad Avatar è firmata Mercedes-Benz

La Vision AVTR, l’auto del futuro ispirata ad Avatar è firmata Mercedes-Benz

Giulia Guido · 3 settimane fa · Design

Il futuro della mobilità è qui! 

Immaginatevi un’automobile senza il volante e che si collega al corpo del guidatore, un’automobile dal design essenziale e pulito realizzato con materiali sostenibili, un’automobile con una struttura in grado di collegare esterno e interno dell’abitacolo. Impossibile? No, oggi è realtà. 

È stata presentata ieri al CES di Las Vegas l’automobile del futuro, la Vision AVTR targata Mercedes-Benz ispirata ad Avatar, il capolavoro di James Cameron, capostipite di quel filone cinematografico caratterizzato dall’utilizzo di effetti speciali e del 3D.

Salta subito all’occhio, infatti, il legame tra il titolo della pellicola e il nome scelto per questo gioiellino del mondo dei motori che, caso vuole, sia anche l’acronimo di “Advence Vehicle Transformation”. 

Se nel film di Cameron sono gli umani a evolversi affidando i propri corpi alla tecnologia e diventando, appunto, degli Avatar, ovvero una versione migliore di loro stessi; oggi, nella realtà, sono le auto a subire questo upgrade, o almeno lo sono secondo Mercedes-Benz. 

È un veicolo che è in grado di migliorare le capacità del proprio corpo – come l’idea di un Avatar nel film. – Gordon Wagener, chief design officer di Mercedes-Benz

La Vision AVTR è una versione aggiornata della Vision EQS presentata qualche mese fa a Francoforte, che fonde la tecnologia Mercedes-Benz con un design che non può non ricordare quello di Pandora, dei suoi paesaggi e dei suoi abitanti, i Na’vi

La superficie esterna dell’automobile ricorda la pelle degli esseri umanoidi blu del film di Cameron grazie a quelli che sono stati definiti 33 lembi bionici che permettono di creare un dialogo tra l’interno dell’abitacolo e l’esterno. Inoltre, l’AVTR emula i Na’vi e la loro estrema capacità di movimento anche nella possibilità di guidare in più direzioni, non solo avanti e indietro, ma anche a destra e a sinistra. 

Non volevamo creare un’auto, volevamo creare qualcosa di simile a un organismo vivente. – Gordon Wagener

Anche i funzionamento dell’AVTR è particolarmente simile a quello degli avatar: all’inizio del film l’ex marine Jake Sully viene collegato al suo avatar attraverso il suo DNA, per guidare l’AVTR il conducente deve collegarsi attraverso una lettura biometrica all’intera tecnologia dell’auto, solo a quel punto appariranno sul palmo della mano una serie di comandi attraverso cui selezionare diverse funzioni. 

Ovviamente, dato che si parla sempre di una macchina di lusso, Mercedes-Benz ha posto particolare attenzione all’utilizzo di materiali riciclabili e sostenibili ma dal design d’impatto, come la pelle vegan per gli interni e il rattan per il pavimento. 

A sancire definitivamente il legame tra la Vision AVTR e il film campione di incassi è stata la presenza sul palco dello stesso Cameron durante la presentazione al CES. 

D’ora in poi faremo sicuramente più attenzione a ciò che vedremo nei film, anche quelli fantasy, sapendo che prima o poi potrebbe diventare realtà! 

La Vision AVTR, l’auto del futuro ispirata ad Avatar è firmata Mercedes-Benz
Design
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Rafael Esparza-Prieto e il Maggiolino in ferro battuto

Rafael Esparza-Prieto e il Maggiolino in ferro battuto

Anna Cardaci · 3 settimane fa · Design

Lo scorso febbraio 2019, come ne abbiamo già parlato qui, è stato il settantesimo anniversario di una delle macchine più iconiche di tutti i tempi, il Volkswagen Beetle, per noi comuni mortali il fantomatico Maggiolino. Per rendere omaggio a questa vettura, oltre al video commemorativo rilasciato dalla casa automobilistica tedesca, è stata realizzata un’opera da Rafael Esparza-Prieto, un artigiano specializzato nella creazione di oggetti in ferro e acciaio. L’artista ha creato una serie limitata di maggiolini composti da una carrozzeria in ferro battuto.

Rafael Esparza-Prieto, cresciuto lavorando in una bottega in Messico, proviene da una lunga stirpe di fabbri. Quando ha accettato un secondo lavoro in un negozio di ricambi gli è stato chiesto dal proprietario del negozio se fosse in grado di costruire un’auto in ferro battuto da usare come insegna per l’azienda. Il prodotto, una volta completato, è stato posto su una piattaforma rotante all’interno del negozio dove, in un secondo momento, qualcuno della fabbrica Volkswagen lo ha visto e ha chiesto a Rafael Esparza-Prieto se poteva costruirne un altro. La Volkswagen finì per ingaggiarlo con l’obiettivo di fargli costruire strutture promozionali per i giochi olimpici del 1968 e, successivamente, per le concessionarie della casa automobilistica in tutto il mondo.

Il design del maggiolino presenta 2.600 disegni individuali a riccioli d’ispirazione floreale che ricordano molto dei ghirigori ed è stato creato utilizzando solo due strumenti: un martello e un’incudine prima di essere verniciato di bianco. Questa particolare versione è stata presentata al ristorante Casa Linda di Barajas a Montecito, in California, nel 1985 ed è rimasta a lungo, fungendo da navetta occasionale per il trasporto dei clienti del ristorante verso la vicina città di Santa Barbara. Il suo proprietario, José Barajas, ha commissionato un proprio pezzo in ferro battuto all’inizio degli anni ’80 e recentemente è stato venduto per 78.400 dollari in un’asta tenuta da RM Sotheby’s.
Rafael Esparza-Prieto ha realizzato ufficialmente diverse auto per la Volkswagen, all’incirca 20.

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St. Nicholas Greek Orthodox Church di Santiago Calatrava

St. Nicholas Greek Orthodox Church di Santiago Calatrava

Anna Cardaci · 3 settimane fa · Design

Correva l’anno 2012 quando a New York, in zona World Trade Center era stato avviato il progetto di costruzione della St. Nicholas Greek Orthodox Church per opera dell’architetto, ingegnere e scultore spagnolo naturalizzato svizzero Santiago Calatrava. Completamente distrutta a causa della caduta della Torre Sud durante gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, la St. Nicholas Greek Orthodox Church verrà ricostruita nella parte est del nuovo Liberty Park.

Il progetto è guidato da The Friends of St. Nicholas, un’organizzazione no-profit con un consiglio di amministrazione indipendente composto da 13 membri. Dati i ritardi, il progetto è stato posticipato con l’obiettivo di aprire al pubblico la chiesa entro l’11 settembre 2021, nel giorno del ventesimo anniversario degli attacchi terroristici che hanno colpito tutta la zona limitrofa.

Il progetto St. Nicholas Greek Orthodox Church è stato presentato ufficialmente nel 2013 e l’idea era quella di sviluppare l’edificio seguendo il modello della Chiesa del Santo Salvatore di Istanbul. La struttura ha raggiunto il suo apice nel 2016 ma, a causa di problemi finanziari, nel 2017 la costruzione è stata interrotta. La struttura si illuminerà dopo il tramonto, come un faro di speranza nel campus del World Trade Center. La chiesa si presenterà con un design innovativo, dalle mura esterne bianche che nonostante il contrasto con gli edifici circostanti, si immergerà perfettamente nello scenario newyorkese.

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Atmos Facemask, la nuova maschera per filtrare l’aria

Atmos Facemask, la nuova maschera per filtrare l’aria

Anna Cardaci · 2 settimane fa · Design

A causa dei cambiamenti climatici che stanno prendendo piede sempre più velocemente negli ultimi tempi, sono molti i brand che cercano di apportare il loro contributo per migliorare questa situazione. In particolare, è stato progettata da Aō AIR, la Atmos Facemask, un’alternativa alla maschera o al respiratore che fornisce una protezione innovativa dall’inquinamento atmosferico e dagli agenti patogeni presenti nell’aria.

Atmos Facemask è stata presentata al CES 2020, una fiera svolta a Las Vegas, e viene mostrata come una maschera trasparente che attraversa il viso, coprendo la bocca e il naso. Al suo interno è incorporato un sistema di ventilazione che si adatta perfettamente alla respirazione di chi lo indossa pulendo e purificando l’aria attraverso la maschera.

Le maschere di filtraggio dell’aria sono molto popolari in alcune parti del mondo come in India, dove vi è il più alto tasso di inquinamento dell’aria. Sono molto popolari anche in Cina, dove la popolazione indossa mascherine per evitare che i loro germi possano infettare altre persone e viceversa. Tuttavia, queste ultime non hanno alcun tipo di tecnologia non possedendo valvole di scarico con prestazioni di pulizia.

Il debutto di Atmos Facemask è prossimo a causa delle fiamme che si stanno divulgando in Australia e le crescenti preoccupazioni per i cambiamenti climatici che potrebbero aggravare la situazione, rendendo le stagioni degli incendi più lunghe e più intense.

Oltre alle fiamme, l’aria inquinata dal fumo è incredibilmente pericolosa e può provocare asma e altre condizioni respiratorie che portano a ictus, malattie cardiache e anche il cancro.

L’aria della Atmos Facemask assicura una protezione fino a 50 volte superiore a quella dei suoi concorrenti. La maschera pulisce l’aria a circa 240 litri al minuto e i suoi filtri durano circa un mese, a seconda della qualità dell’aria ambientale. Le batterie durano circa cinque ore, a seconda della capacità polmonare e dell’attività fisica svolta.

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Atmos Facemask, la nuova maschera per filtrare l’aria
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