“Dumb Law Paradox”, una campagna per la blood equality

“Dumb Law Paradox”, una campagna per la blood equality

Federica Cimorelli · 2 settimane fa · Art

All’inizio degli anni ’80 negli Stati Uniti, nel pieno dell’epidemia di AIDS, furono messe in atto delle restrizioni alle donazioni del sangue. Erano provvedimenti comprensibili in un’era di crisi e incertezza scientifica. Da quel momento però sono passati 40 anni, eppure oggi esistono ancora regolamentazioni ridicole per le donazioni del sangue.
Nel 2020 per l’esattezza, l’FDA – l’ente governativo parte del Dipartimento di Salute e Servizi Umani degli Stati Uniti d’America – ha richiesto dei cambiamenti alle norme sanitarie vigenti. Poteva davvero essere l’occasione per fare dei passi in avanti, ma purtroppo le modifiche hanno solo dato prova del contrario: alle persone gay e bisessuali, da sempre escluse nella donazione del sangue, è stato richiesto di essere celibi per almeno 3 mesi prima di donare.
Questa nuova politica non ha alcun senso né alcun fondamento scientifico, è solamente dimostrazione della parzialità e dell’idiozia del sistema che condanna alcuni orientamenti sessuali e che perpetua anni di stigma. 
Per questo motivo è nata “Dumb Law Paradox”, la campagna pubblicitaria di Blood Equality realizzata da FCB Healt, capace di mettere in luce l’ignoranza e l’assurdità delle antiche e bieche norme vigenti oggi.

Per denunciare questa legge, Blood Equality – l’organizzazione per l’uguaglianza del sangue – ha riunito le 18 leggi più stupide degli Stati Uniti e le ha confrontate direttamente con la politica dell’FDA dando vita a una campagna pubblicitaria senza precedenti. Ciò che è stato scoperto è incredibile: ognuna delle 18 leggi, nonostante all’apparenza sembrassero sciocche, avevano una ragione migliore per esistere se confrontate con quella della FDA.

Blood Equality ha così trasformato le sue scoperte in una serie di annunci stampa informativi che riassumono ciascuna legge in una breve frase. Con una struttura simile a quella dei meme, “Dumb Law Paradox” crea una disambiguazione nella mente del lettore e porta il paradosso delle leggi davanti agli occhi di tutti.

Guarda qui la campagna e condividila con tutti. 

– Leggi anche: “No More Matildas”, la campagna che promuove la vocazione scientifica delle donne

“Dumb Law Paradox”, una campagna per la blood equality
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Le fotografie intime e passionali di Leo Maki

Le fotografie intime e passionali di Leo Maki

Giulia Guido · 4 giorni fa · Photography

Passionali e intimi, decisi e sensuali, gli scatti di Leo Maki ci aprono le porte di un mondo dove il corpo umano è al centro di ogni cosa. 

Leo Maki è un fotografo e videomaker polacco che a 26 ha già messo a punto uno stile riconoscibile e preciso che utilizza per raccontare e mostrare il proprio punto di vista su temi temi come l’intimità, il corpo e i sogni
Il taglio unico delle sue immagini, in cui il focus è tutto sul soggetto lo ha portato a collaborare con differenti realtà e a realizzare copertine per differenti testate come PNPPL magazine o per HART Magazine. 

Da quando ha ricevuto la prima macchina fotografica a 12 anni ad oggi, sono cambiate molte cose per Leo Maki. Se il primo approccio alla fotografia è stato attraverso quelle fotografie che tutti abbiamo fatto almeno una volta nella vita, magari ad amici in contesti quotidiani, ora la produzione del fotografo di Varsavia sbalordisce per originalità e impatto. 

I protagonisti dei suoi scatti sono giovani uomini attraverso i quali Leo Maki riscopre la bellezza e il potenziale espressivo del nudo artistico. Ogni cosa ruota attorno al corpo, alle sue forme e a ciò che è capace di trasmettere allo spettatore.
Inoltre, l’uso esasperato di luci colorate, che a volte rende gli scatti quasi monocromatici, dà vita a immagini ancora più potenti. 

Non esiste vergogna o imbarazzo e in un certo senso le fotografie di Leo Maki ci ricordano che dobbiamo riscoprire e riabituarci alla bellezza e alla purezza del corpo nudo, senza giudicare. 

Noi abbiamo selezionato solo alcuni suoi scatti, ma per scoprirne di più seguite Leo Maki su Instagram e visitate il suo sito

Leo Maki | Collater.al
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Le fotografie intime e passionali di Leo Maki
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“Sesso italiano” il progetto fotografico di Martina Dendi e Lorenzo Paci

“Sesso italiano” il progetto fotografico di Martina Dendi e Lorenzo Paci

Giulia Guido · 12 ore fa · Photography

Tovaglia a quadri, spaghetti al sugo, vino rosso, lui in canotta bianca e lei in vestaglia da casa: è l’Italia degli stereotipi, è il Bel Paese visto dagli altri, è Sesso italiano, il progetto fotografico di Martina Dendi e Lorenzo Paci

Classe 1994, Martina Dendi nasce a Livorno ed è una fotografa che ha costruito il suo background e il suo bagaglio di conoscenze alla LABA di Firenze, Stephen F. Austin State University in Texas,  all’Accademia di Brera di Milano e alla Moholy-Nagy Művészeti Egyetem di Budapest. Oggi vive a Milano e ha già alle spalle il fotolibro Caducità e diverse esposizioni. 

Di un anno più giovane, Lorenzo Paci nasce a Cecina dove tutt’oggi lavora come barista, ma non solo. Attirato dal mondo del teatro e dall’arte della recitazione fin da adolescente, oggi continua a partecipare a produzioni e cortometraggi.

Dall’incontro tra Martina e Lorenzo nasce “Sesso italiano”, un progetto fotografico che parte dagli stereotipi più comuni legati all’Italia e li ricontestualizza. Le immagini attualizzano i cliché che spesso ci caratterizzano all’estero (o sui quali a volte noi stessi scherziamo amaramente) e mostrano come nel mondo di oggi risultino paradossali e grotteschi. 

In particolare, sono tre i temi che Martina e Lorenzo vanno a scomodare: il passato con i suoi tabù, il patriottismo e la famiglia. Temi che vengono rappresentati attraverso simboli riconoscibili come un crocifisso al collo o la maglietta della Nazionale. 

Sesso Italiano Martina Dendi Lorenzo Paci | Collater.al

Dio.
É qui rievocata l’Italia dei ruggenti anni ‘60, del boom economico e di Fred Bongusto, una realtà che si scontra violentemente con la nostra generazione, toccata dalla crisi del 2008 e dal Covid.
Il clima di sospensione del totale, con le sue pose plastiche, forzate, viene sconvolto nei dettagli: avviene così una catarsi di tutta la sessualità repressa che quella generazione ha dovuto sopportare per via della costante presenza di tabù nelle loro vite.

Sesso Italiano Martina Dendi Lorenzo Paci | Collater.al

Patria.
Il momento della partita è il picco del patriottismo italiano.
In una nazione giovanissima, che non è mai riuscita a sedare le inimicizie tra paesi confinanti, quando “gioca l’Italia” diventiamo il più fiero e coeso dei popoli.
Italia, rivestita della sola bandiera, assiste al match a fianco del suo tifoso-amante.
La loro relazione complicata trova pace solo in questo contesto.

Famiglia.
Chiaro omaggio a Casa Vianello, ci troviamo nel momento più intimo della giornata.
Sourja, unica “figlia” che possono permettersi data la precarietà lavorativa, fa loro compagnia.
La disillusione nei confronti del futuro è catalizzata in una perpetua ricerca di stimoli che distoglie dal presente e affievolisce ogni pulsione.

Una volta finito di guardare gli scatti di “Sesso italiano” non possiamo non chiederci se questi stereotipi, questi cliché che ci contraddistinguono e che per tanto tempo ci hanno caratterizzati sono resistiti alla prova del tempo o se, adattati all’oggi, risultano soltanto una caricatura di una realtà che non è più la nostra. 

Sesso Italiano Martina Dendi Lorenzo Paci | Collater.al
Sesso Italiano Martina Dendi Lorenzo Paci | Collater.al
“Sesso italiano” il progetto fotografico di Martina Dendi e Lorenzo Paci
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Gli scatti intimi e analogici di Arnaud Ele

Gli scatti intimi e analogici di Arnaud Ele

Giulia Guido · 2 ore fa · Photography

Fotografie di moda, ma non solo. Gli scatti di Arnaud Ele nascondono quel qualcosa in più da lasciare lo spettatore in contemplazione. 

Nato in Camerun, dove ha trascorso i primi 5 anni di vita, Arnaud Ele è cresciuto tra la Francia e la Svizzera e ha terminato gli studi a Ginevra, specializzandosi in regia alla Scuola di Cinema. Sarà il suo background, o forse la sua storia personale, a dare alla sua produzione fotografica un taglio speciale. 

Arnaud è conosciuto per la sua fotografia di moda e ha lavorato per Diesel, adidas, Vogue Portugal e molti altri brand e magazine rinomati, eppure quando guardiamo i suoi scatti ci troviamo davanti immagini che si allontanano dalla fotografia di moda che comunemente immaginiamo.  

La scelta dell’analogico dona agli scatti una certa unicità e dimostra come il Arnaud Ele sia uno specialista nel cogliere l’attimo giusto. Il taglio, invece, ricorda quello documentaristico. Non a caso, oltre alla fotografia di moda, il fotografo ha fatto parlare di sé anche con serie realizzate in Svizzera, o nel suo paese natale. 

In ogni caso, che si tratti di un paesaggio, di un ritratto o di uno still life, negli scatti si respira sempre un atmosfera intima, fruibile a pochi. 

Noi abbiamo selezionato solo alcune delle sue fotografie, ma per scoprine di più visitate il sito di Arnaud Ele e seguitelo su Instagram

Arnaud Ele
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Le fotografie decostruite di Dominik Hollaus

Le fotografie decostruite di Dominik Hollaus

Giulia Guido · 5 giorni fa · Photography

Dominik Hollaus è un giovane fotografo e graphic designer di Innsbruck, Austria, che dopo aver studiato e aver lavorato per diversi anni ha messo a punto uno stile tutto personale. 

Nel suo portfolio troviamo fotografie dall’estetica chiara e pulita, in cui il soggetto risalta su tutto. Questa tecnica lo ha portato a collaborare con diversi brand e realtà come Chanel, Pomellato o Tom Ford. 

Noi però siamo stati colpiti in particolar modo da due suoi progetti personali molto simili, Negative Cuts e Strip Portraits. La particolarità di queste due serie fotografiche è che per realizzare Dominik Hollaus è in qualche modo a photoshoppare un’immagine su pellicola. 

Ci spieghiamo meglio: le immagini che fanno parte di questi lavori sono dei veri e propri collage realizzati strisce di negativi fotografici e a volte tagliandoli e incollandoli in ordine differente. Una volta riassembleti tutti i pezzi, il fotografo li rifotografa: il risultato è estremamente moderno ed accattivante. 

Il soggetto, che sia un edificio o un ritratto, rimane riconoscibile, ma la sua forma è frammentata e la prospettiva e le proporzioni completamente distrutte. Solo in questo modo si possono azzardare nuove e innovative interpretazioni. 

Noi abbiamo selezionato solo alcuni dei suoi lavori, ma per scoprirne di più seguite Dominik Hollaus su Instagram e visitate il suo sito.

Photo credits: Dominik Hollaus

Le fotografie decostruite di Dominik Hollaus
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