Art Tutti gli amici di Emilio Gola
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Tutti gli amici di Emilio Gola

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Giorgia Massari
emilio gola

Il suo lavoro l’ho visto qualche mese fa in Triennale, parte della mostra collettiva curata da Damiano Gullì dedicata alla pittura. In realtà l’avevo già visto tempo prima a casa di un amico che possiede una sua enorme tela, un ritratto che Emilio Gola (1994, Milano) fece a lui e a un altro amico seduti su una sedia. Questo esempio lo riporto perché è emblematico della pratica del pittore. La sua ispirazione sono i suoi amici. Osservarli interagire e stare con loro è parte della sua ricerca che tende a immortalare la vita di una generazione, la sua, la mia, di tutti quelli nati tra gli anni Novanta e Duemila. A metà tra i Millennials e la Gen Z, una generazione che fatica a trovare un’appartenenza e che trova la pace nel contatto fisico, unico spacco di realtà tattile nel mondo digital piombatoci sulla testa in piena adolescenza. Oggi le tele figurative di Emilio Gola le ritrovo nella Project Room di Monica De Cardenas, la galleria d’arte contemporanea milanese vicino a Corso Como. La sua nuova mostra, accompagnata da un testo critico di Antonio Grulli, si intitola Come Falene e presenta la sua nuova serie di opere tutte al buio. Un gruppo di amici si ritrova intorno a un falò e, come spesso accade nelle opere di Gola, sono raffigurati sdraiati, avvinghiati, rilassati. Nella sua narrazione tutto è fermo e allo stesso tempo aperto a qualsiasi tipo di sviluppo.

emilio gola | Collater.al

Le opere presenti in mostra segnano un ulteriore passo nel percorso di Emilio Gola, inserendo una chiave narrativa in grado di tenere assieme tutti i lavori. Ogni dipinto è una sorta di fotogramma di un gruppo di giovani che si ritrova a passare una notte all’aperto attorno a un fuoco, alcuni intenti a leggere grazie a torce, altri addormentati. Il soggetto è estremamente cinematografico e lascia intendere possibili infinite evoluzioni della storia. In queste scene le tenebre vengono rischiarate dal fuoco o da una piccola fonte luminosa, un rimando a un preciso genere pittorico in cui molti artisti dei secoli passati si sono cimentati.

Antonio Grulli
emilio gola | Collater.al

Il corpo è la mia parola

Quello che mi attira come una falena – per citare il titolo della mostra – verso le opere di Emilio Gola è l’autenticità. Nei suoi soggetti rivedo i miei amici, la spensieratezza, seppur apparente, degli anni di studio, ma ancora di più vedo le parole silenziose dette attraverso una carezza, un abbraccio, un tocco leggero. Se i mezzi e i modi di comunicazione oggi sono così infiniti, la realtà è che facciamo fatica a farlo o, più che altro, a dire la verità. Emilio Gola lo dice, anche se non in modo così diretto, con le sue tele. I personaggi parlano con il corpo, si stringono, cercano conforto e cura. Negli altri, in loro stessi e negli oggetti, sempre presentissimi nei suoi dipinti. Libri, caramelle, fiori, così come sneaker e outfit azzeccati catturano l’immagine di un sentiment generazionale.

emilio gola | Collater.al
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Courtesy Emilio Gola, Monica De Cardenas

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Scritto da Giorgia Massari
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