Quest’anno abbiamo visto di tutto. Enormi borse sfrecciare per le strade di Parigi, Barbie alte come grattacieli, monumenti tenuti al caldo da giganteschi piumini, preservativi ricoprire obelischi, immensi pacchi di natale trasportati da mongolfiere. Non siamo impazziti, è tutto vero… o quasi.
Stiamo parlando del trend del momento nel mondo del digital advertising ed è la cosa che abbiamo amato di più nel 2023: il Fake Out of Home.
Scordate i cartelloni pubblicitari, gli stendardini e le banchine della metro tappezzate di locandine. Dimenticate anche i billboard in 3D, ormai anche il Digital Out of Home è roba vecchia. Il mondo dell’advertising è andato avanti, ha unito la CGI con l’Intelligenza Artificiale e ha dato vita all’unica pubblicità che non vorremmo mai smettere di vedere su Instagram.

Come si può evincere dal nome, il Fake Out of Home, o FOOH, comprende tutte quelle campagne che troviamo “fuori da casa”, ma che non esistono.
Ok, spieghiamoci meglio.
Avete presente quel video pubblicato da Jacquemus ad aprile in cui si vedono delle gigantesche Le Bambino Bag sfrecciare tra le strade di Parigi?! La gente era letteralmente impazzita e tutti volevano capire se fosse realmente possibile intercettarle per le strade della capitale francese. Perché sì, a volte il nostro occhio viene ingannato – e alla pubblicità piace tanto giocare su questo aspetto – e il video ha cominciato a collezionare commenti tipo “Only you would think of this” o di persone che chiedevano ad amici “did you get a chance to see these during your visit?”.
Poco tempo dopo è stato il turno di Maybelline con un video in cui un gigantesco mascara nella metro di Londra pettina un arco di ciglia installato in testa a un treno. Anche in questo caso le persone si sono riversate in metropolitana per capire in quale fermata poterlo vedere, mentre su Instagram si domandavano “Is it real?”, “I can’t tell if it’s real or fake”, finché il trucco non è stato svelato da qualcuno che andando sulla scena del crimine ha sentenziato “I was there the other day this isn’t real”.
In entrambi i casi poco importava la realtà, ormai i video avevano fatto il giro del mondo.
Sono bastati pochi casi per far capire ai brand che quella del Fake Out of Home era la strada giusta da intraprendere. Nella seconda metà dell’anno, infatti, siamo stati spettatori di un sempre maggior numero di campagne come quelle di Jacquemus e Maybelline.
L’app Vestiere Collective ha fatto piovere dal cielo migliaia di vestiti che hanno interamente coperto Time Square, per l’uscita del film Barbie una barbie alta come il Burj Khalifa è uscita dalla sua scatola e ha cominciato a camminare tra i grattacieli di Dubai. Addirittura in Italia abbiamo assistito a qualche caso sporadico, come la flotta di mongolfiere marchiate Sephora pronte a sganciare immensi pacchi regalo in Piazza Duomo.
Anche il mondo dello sport non è rimasto indifferente davanti a questa nuova tendenza. Così, per iniziare al meglio il campionato, a settembre il ChelseaFC ha deciso di appendere sul London Bridge la nuova maglia Eton Blue grande quanto tutto il ponte, mentre prima dell’inizio del Gran Prix di Las Vegas Puma ha fatto volare un enorme guanto su The Sphere. A cavalcare quest’onda è stato anche Roland-Garros che ha commissionato il poster ufficiale dell’edizione 2024 all’artista Paul Rousteau e un paio di giorni fa ha deciso di svelarlo al mondo appendendone una versione alta circa 200 metri sulla Tour Eiffel.
Ma perché questo tipo di adv piace così tanto? Perché qui vincono tutti, sia il brand sia il pubblico. Ebbene sì, ogni brand vorrebbe il suo logo o i suoi prodotti in versione super-mega-giga prendere d’assalto qualsiasi monumento del mondo, ma farlo davvero sarebbe impossibile, non solo per i costi, ma anche per il rischio di deturpare i più importanti simboli delle città. Dall’altra parte, è l’unico caso in cui il pubblico non skippa la pubblicità – e i numeri ne sono la prova -, anzi ne vorrebbe sempre di più e ha la sensazione di non guardare un adv, ma un contenuto come tutti gli altri.
Oggi il nostro occhio si è abituato e ha imparato – almeno in questi casi – a scindere il reale dalla finzione, nonostante ciò non vediamo l’ora che il nostro brand preferito o il film che stiamo aspettando da mesi ci sorprenda con una campagna Fake Out of Home da condividere subito con tutti i nostri amici, un po’ come è successo col preservativo gigante che srotolandosi ha coperto l’Obelisco di Buenos Aires quando è uscita l’ultima stagione di Sex Education.
