In occasione di Esposiziometro, Eppol Milano ospita le opere di Federico Ricotti

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10 Aprile 2019

Domenica 14 aprile prenderà il via l’Esposiziometro, il progetto firmato Alessio Pomioli e Collater.al, con in mostra le opere di Federico Ricotti.

Si chiama Esposiziometro ed è l’ultimo progetto firmato Alessio Pomioli e Collater.al che nasce dalla voglia di dare voce e visibilità a pittori, fotografi, poeti, scultori e street artist e metterli in contatto con un pubblico consapevole e propositivo. Ad accogliere Esposiziometro e tutti gli artisti sarà l’Eppol Milano che, per tre settimane a partire da domenica 14 aprile, ospiterà le opere di diversi artisti. 

A fare da apripista, proprio nel giorno dell’inaugurazione, dalle 16:30 alle 21:30 ci saranno i lavori di Federico Ricotti. Classe 1992, Federico ha studiato illustrazione e si dedica alla realizzazione di dipinti caratterizzati da uno stile colorato e asciutto, minimal e diretto, che non permette interpretazioni personali.

In occasione del lancio noi abbiamo fatto due chiacchiere con Federico che ci ha parlato della sua arte. 

Raccontaci un po’ di te, della tua storia, del tuo background e cosa ti ha portato a dedicarti al mondo dell’arte. 

Inizialmente ho frequentato la scuola d’arte ad indirizzo grafico, però in questo corso erano presenti materie scientifiche per le quali io non sono mai stato portato, quindi decisi di cambiare scuola per dedicarmi esclusivamente alle materie artistiche. Successivamente, sono stato assistente fotografo per diverso tempo, ma questa esperienza mi ha subito annoiato e mi ha dato la spinta ad iscrivermi allo IED, dove mi sono laureato in Illustrazione. Non credo che quello che faccio sia esclusivamente collegato a ciò che ho studiato, è più un bisogno che si manifesta spontaneamente: non utilizzo tecniche particolari, quindi potrei benissimo non avere alcuna formazione accademica per fare ciò che faccio. Tramite l’arte esprimo le mie emozioni ed esterno ciò che sento, servendomi di una tela ed di un pennello.

I tuoi lavori sono caratterizzati da colori vivi e pop, cosa si cela dietro questa scelta? 

Credo che i colori siano spesso molto più importanti del disegno stesso, infatti la parte che mi impiega più tempo è proprio la scelta della tonalità giusta. Con questo non voglio sminuire tutto il resto, ma il colore dello sfondo è fondamentale ed io, personalmente, prediligo il rosa.

Nei tuoi artwork sembra esserci una ricerca stilistica naif e infantile. Come sei arrivato a questa semplificazione? 

Trovo inutile fare disegni intricati o iperrealistici, se vuoi trasmettere qualcosa o far provare emozioni allo spettatore, serve semplicità. Non servono mille ghirigori, ma basta veramente poco: alla fine, il modo in cui dipingo rispecchia il modo che ho di vedere la vita.

Domenica 14 aprile farai da apripista all’Esposiziometro, cosa troveranno gli spettatori che passeranno all’Eppol Milano?  

Coloro che guarderanno le mie opere troveranno una parte di me e di ciò che ho vissuto nella mia vita.

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