Fabiana Squizzato è la seconda protagonista scelta da Collater.al tra i fotografi selezionati per Liquida PhotoFestival, la mostra fotografica in programma all’ARTiglieria Con/temporary Art Center di Torino dal 5 al 22 maggio.
“Look Beyond” è il tema della mostra, un invito a non osservare solo la realtà più prossima a noi attraverso la fotografia. Ne abbiamo parlato con Fabiana Squizzato.

1. Sei una delle fotografe selezionate per Liquida Exhibition, raccontaci il progetto che esporrai a Torino.
“Né terra né cielo”, che esporrò a Liquida Exhibition, è un piccolo progetto nato a primavera 2021, durante alcune giornate nuvolose ancora contraddistinte dal “tempo sospeso” dell’emergenza pandemica. E’ una riflessione su tutto ciò che è, appunto, sospeso e indefinito, che sta nel mezzo, né bianco né nero. L’abito steso al sole ed esposto alla brezza, i fiordalisi rivolti al cielo che minaccia pioggia e le spighe piegate dal vento, la biancheria leggera e svolazzante: sono tutte metafore della condizione umana e della fragilità, oltre che alla perenne ricerca di senso, che la contraddistingue. “Né terra né cielo” mi è sembrato adatto al concept di Look Beyond in quanto invito ad aprire gli occhi su nuovi mondi e a rieducare lo sguardo alla molteplicità di punti di vista.


2. Quali sono gli artisti che influenzano maggiormente il tuo lavoro?
La mia è una fotografia d’istinto, legata strettamente alla vita quotidiana, forse per questo trovo ispirazione nei lavori di Luigi Ghirri, che amo profondamente per il loro essere semplici ed evocativi allo stesso tempo. Amo i soggetti di vita quotidiana di Ghirri e le storie delicate che immagino si celino dietro ad essi, amo i colori e l’effetto talvolta polveroso che le sue foto assumono: “La fotografia è sempre un escludere il resto del mondo per farne vedere un pezzettino” è la frase di Ghirri che mi ispira e mi guida nel mio vagabondare fotografico. Ammiro molto anche i lavori di Letizia Battaglia, Vivian Maier e Sabine Weiss per il loro sguardo tutto femminile sulla quotidianità e per i loro potenti bianchi e neri. Amo invece Irene Ferri per il suo uso sapiente del colore e per i suoi soggetti, specialmente quelli americani.


3. Com’è avvenuto il tuo primo approccio con la fotografia?
Mi fa sorridere il ricordo di mio padre che mi fotografava, bambinetta, nel giardino della nostra vecchia casa bianca con i balconi rossi. Sempre con i vestiti più belli e i capelli pettinati ordinatamente da lui, pretendeva che stessi fermissima e scattava, scattava, anche con la Polaroid, documentando frammenti di vita che ancora oggi rivedo con tenerezza e commozione. Ecco, questo è il mio primo approccio con la fotografia, attraverso un padre appassionato che non ha mai smesso di fotografare e raccogliere vecchi scatti, per poi ricomporre storie e organizzare mostre, ogni anno ad agosto, per la festa del paese. Mi piace pensare che il sapore forse nostalgico del mio sguardo fotografico attuale trovi in questo le sue radici.




4. Ci sono stati libri, film o esperienze che hanno influenzato il tuo modo di produrre immagini?
Mi piacciono, per motivi diversi, il cinema italiano contemporaneo di Saverio Costanzo, Alice Rohrwacher, Matteo Garrone, Emma Dante, i film francesi di Francois Ozon per la bellezza estetica e l’umorismo tagliente, la produzione di Joachim Trier, norvegese, per come esplora memoria e dolore. Leggo molto e in questo momento di vita prediligo autori americani come Kent Haruf e Jasmyn Ward, rimanendo comunque intatta la mia passione per Eshkol Nevo, scrittore di voci soffuse e storie struggenti.


5. La fotografia è sicuramente una parte fondamentale della tua vita, cosa fai però quando non scatti foto?
In realtà fotografo per necessità e urgenza, nel poco tempo libero che riesco a ricavare in una esistenza fitta di impegni: oltre che dei miei tre figli, tutti maschi e pieni vita, mi occupo infatti di relazioni pubbliche in un ospedale della mia città. Fotografare è una fuga che mi riconcilia con la bellezza, dopo giornate spesso intense, se non faticose, a contatto con dolore e difficoltà.

