Una notte a Fondazione Prada

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11 Settembre 2019

Il terzo round di “I Want To Like You But I Find It Difficult” 2019 a Fondazione Prada è in arrivo. La notte del 27 settembre il museo sarà di nuovo in festa.

Il 27 settembre 2019 andrà in scena la terza puntata del programma di eventi musicali I Want To Like You But I Find It Difficult. A cura di Craig Richards, “I Want To Like You But I Find It Difficult” unisce musica e cultura nei fantastici spazi del complesso firmato OMA a Milano. L’ultimo appuntamento era stato Venerdì 14 giugno, prima dell’estate, con la performance dal vivo di Biosphere – nome d’arte dell’artista norvegese Geir Jenssen – del percussionista italiano Andrea Belfi – colui che aprirà le date del tour europeo di Thom Yorke – e della giapponese Object Blue. Ora siamo in trepidante attesa dell’arrivo del prossimo evento, con artisti del calibro di Floating Points, Ben UFO e Colleen. Craig Richards studia tre line-up pensate ad hoc per Prada, partendo dall’idea di musica come una manifestazione di libertà creativa sia per i musicisti stessi che per il pubblico presente.

Già il programma del 2018 era stato un successo: a brillare tra gli artisti invitati c’era Ricardo Villalobos, e molti altri grandissimi come Midori Takada, Burnt Friedman, Mulatu Astatke, Monolake, Joy Orbison, Baby Vulture ed E/tape. Per l’edizione 2019 Fondazione Prada ha deciso di espandere il loro campo d’azione, includendo la ricerca e la sperimentazione musicale all’interno della propria offerta culturale e creando in questo modo risonanze inedite tra discipline. 

L’idea chiave di questo progetto è contenuta nel suo titolo – afferma il curatore – ‘I WANT TO LIKE YOU BUT I FIND IT DIFFICULT’. La nozione di giudicare, assimilare e comprendere la musica, la forza dei preconcetti, la persona che la suona, il formato, l’ambiente e l’impianto sonoro che la trasmette, lo spazio mentale del momento, il giorno o la notte… Tutti questi fattori contribuiscono a creare il nostro rapporto con la musica. Il punto di partenza del mio progetto curatoriale è la convinzione che questo linguaggio possa essere stimolante, impegnativo, provocatorio, bellissimo e perfino scomodo. Ogni evento è potenzialmente in grado di ispirare o irritare. Come suggerisce il titolo, ogni performance è stata scelta per esplorare l’indescrivibile forza della musica, al di là di piacere o meno. Come DJ sono affascinato dall’ordine in cui la musica viene presentata. Il ruolo del DJ è quello di selezionare, definire un percorso musicale e la sua narrativa. Nel ruolo di curatore presento invece le mie preferenze. Le scoperte musicali, vecchie e nuove, saranno proposte in un ordine che vuole creare ispirazione, curiosità, fastidio e divertimento. L’obiettivo è di riconoscere e definire un filo conduttore, che percorre le diverse espressioni musicali e in qualche modo le tiene insieme. Credo che apprezzare la musica non sia sempre facile, ma con perseveranza le gratificazioni non sono solo meravigliose ma anche piene di promesse.” 

Andrea Belfi Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 2
Andrea Belfi Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 2
Andrea Belfi Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 2
Andrea Belfi Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 2
Andrea Belfi Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 2
Biosphere Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 2
Biosphere Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 2
Craig Richards Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 5
Craig Richards Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 5
ojobject blue Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 4
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Testo di Bianca Felicori

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