Una notte a Fondazione Prada

Una notte a Fondazione Prada

Collater.al Contributors · 7 mesi fa · Art

Il 27 settembre 2019 andrà in scena la terza puntata del programma di eventi musicali I Want To Like You But I Find It Difficult. A cura di Craig Richards, “I Want To Like You But I Find It Difficult” unisce musica e cultura nei fantastici spazi del complesso firmato OMA a Milano. L’ultimo appuntamento era stato Venerdì 14 giugno, prima dell’estate, con la performance dal vivo di Biosphere – nome d’arte dell’artista norvegese Geir Jenssen – del percussionista italiano Andrea Belfi – colui che aprirà le date del tour europeo di Thom Yorke – e della giapponese Object Blue. Ora siamo in trepidante attesa dell’arrivo del prossimo evento, con artisti del calibro di Floating Points, Ben UFO e Colleen. Craig Richards studia tre line-up pensate ad hoc per Prada, partendo dall’idea di musica come una manifestazione di libertà creativa sia per i musicisti stessi che per il pubblico presente.

Già il programma del 2018 era stato un successo: a brillare tra gli artisti invitati c’era Ricardo Villalobos, e molti altri grandissimi come Midori Takada, Burnt Friedman, Mulatu Astatke, Monolake, Joy Orbison, Baby Vulture ed E/tape. Per l’edizione 2019 Fondazione Prada ha deciso di espandere il loro campo d’azione, includendo la ricerca e la sperimentazione musicale all’interno della propria offerta culturale e creando in questo modo risonanze inedite tra discipline. 

L’idea chiave di questo progetto è contenuta nel suo titolo – afferma il curatore – ‘I WANT TO LIKE YOU BUT I FIND IT DIFFICULT’. La nozione di giudicare, assimilare e comprendere la musica, la forza dei preconcetti, la persona che la suona, il formato, l’ambiente e l’impianto sonoro che la trasmette, lo spazio mentale del momento, il giorno o la notte… Tutti questi fattori contribuiscono a creare il nostro rapporto con la musica. Il punto di partenza del mio progetto curatoriale è la convinzione che questo linguaggio possa essere stimolante, impegnativo, provocatorio, bellissimo e perfino scomodo. Ogni evento è potenzialmente in grado di ispirare o irritare. Come suggerisce il titolo, ogni performance è stata scelta per esplorare l’indescrivibile forza della musica, al di là di piacere o meno. Come DJ sono affascinato dall’ordine in cui la musica viene presentata. Il ruolo del DJ è quello di selezionare, definire un percorso musicale e la sua narrativa. Nel ruolo di curatore presento invece le mie preferenze. Le scoperte musicali, vecchie e nuove, saranno proposte in un ordine che vuole creare ispirazione, curiosità, fastidio e divertimento. L’obiettivo è di riconoscere e definire un filo conduttore, che percorre le diverse espressioni musicali e in qualche modo le tiene insieme. Credo che apprezzare la musica non sia sempre facile, ma con perseveranza le gratificazioni non sono solo meravigliose ma anche piene di promesse.” 

Andrea Belfi Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 2
Andrea Belfi Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 2
Andrea Belfi Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 2
Andrea Belfi Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 2
Andrea Belfi Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 2
Biosphere Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 2
Biosphere Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 2
Craig Richards Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 5
Craig Richards Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 5
ojobject blue Ph Ugo Dalla Porta Fondazione Prada | Collater.al 4
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Testo di Bianca Felicori

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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 5 giorni fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle. 
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @valeriaroscini, @saniko_photo, @francescaersilia1, @setteventitre, @iostomario, @emanuele_manco, @lollo_169, @carla_suerta_sardo, @luc.lattanzi, @elitamontini.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

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In un periodo di reclusione, di quarantena; in un periodo di paura e stress; in un periodo in cui la maggior parte della popolazione vorrebbe una vacanza per staccare dalla situazione che stiamo vivendo in questi mesi a causa del COVID-19, meglio conosciuto come Coronavirus, mi sono impegnato per regalare alla gente ciò di cui avrebbe bisogno. Il sole primaverile, che in questi giorni vediamo dalla finestra, il mare che vediamo dai terrazzi e che molti non possono vedere. Il profumo dei fiori, delle campagne, i colori dei nostri paesi, che per ora non possiamo vivere e che soprattutto medici e infermieri, impegnati nella lotta contro il virus e per la salvaguardia della salute degli italiani, non possono godersi. In soccorso arriva l’arte, a disposizione di tutti. “Viaggio in Sicilia (al tempo del Coronavirus)” è un progetto che sto realizzando e che mi impegnerò a fare crescere durante tutta questa quarantena, per portare sugli smartphone di milioni di Italiani ciò che fortunatamente abbiamo in Sicilia, ma che per il momento non possiamo goderci. Il mio lavoro si occupa di girare la Sicilia tramite le riprese di Google Street View, rinquadrare la scena come se avessi una macchina fotografica in mano e fare un viaggio collettivo in questi magnifici paesaggi, che fanno sicuramente bene all’animo di ognuno di noi in questo periodo, ma ognuno comodamente da casa propria. Ad ognuno di voi, buon viaggio e buona quarantena! . . . #tropicalvibes #islandgirl #bucketlist #dirtybootsmessyhair #gltlove #ilovetravel #globelletravels #palermo #sicilia #beachesnresorts #mytinyatlas #postcardplaces #cefalù #darlingescapes #all_sunsets #blondesandcookies #luxuryworldtraveler #koloramag #summer #tagsta_nature #TFLers #coronavirusitaly #35mmphotograhy #somewheremagazine #magneticisland #4x5film #fapiacere #pocketminimal #abandonedgallery #taormina

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Sicilia Fantasma, la serie fotografica di Pietro Motisi

Sicilia Fantasma, la serie fotografica di Pietro Motisi

Giulia Guido · 2 giorni fa · Photography

Classe 1982, Pietro Motisi nasce a Palermo e, dopo essersi avvicinato alla fotografia da autodidatta, ha deciso di seguire un corso per specializzarsi, precisamente studiando Documentary Photography presso l’University of Wales di Newport. Anche durante gli studi non ha mai smesso di scattare, lavorando a progetti personali o su commissione, mettendo a punto un suo stile e un proprio taglio. 

Attraverso le sue fotografie, Pietro Motisi analizza il profondo legame che unisce l’uomo con l’ambiente che lo circonda, lo spazio in cui vive. Per questo motivo in molti dei sui scatti il paesaggio naturale si fonde con elementi di architettura o oggetti, tracce della presenza dell’uomo. 

Tra i suoi progetti quello che ci ha colpito maggiormente e quello dal quale traspare questa sua ricerca è Sicilia Fantasma. Si tratta di una serie di scatti realizzati tra il 2012 e il 2018 che ci mostrano una visione unica e personale del territorio, in questo caso di un territorio a lui molto caro. 

Pietro Motisi ci accompagna in un viaggio che ci obbliga a riflettere sull’importanza delle nostre azioni, della nostra presenza e sulle responsabilità che ognuno di noi ha nei confronti di ciò che ci circonda. 

Qui sotto puoi trovare una selezione di scatti di Sicilia Fantasma, per scoprirne di più vai sul sito di Pietro Motisi. 

Sicilia Fantasma, la serie fotografica di Pietro Motisi
Photography
Sicilia Fantasma, la serie fotografica di Pietro Motisi
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Luci e ombre negli scatti di Cristina Altieri

Luci e ombre negli scatti di Cristina Altieri

Giulia Guido · 1 giorno fa · Photography

Luci e ombre, i contrasti nascondono i volti e rivelano le emozioni, i sentimenti più intimi. È questa l’essenza degli scatti di Cristina Altieri, originaria di Policoro, una piccola città lucana che si affaccia sul Mar Ionio, e che oggi vive e lavora a Milano. 

In lei convivono diverse personalità, diverse sfaccettature che possiamo ritrovare nel suo lavoro. Quelle di Cristina Altieri sono fotografie sospese nel tempo e nello spazio, che ci mostrano corpi i cui volti ci sono celati, i cui sguardi non incroceremo mai, ma non è importante sapere chi sono. Loro sono un mezzo. Attraverso le loro forme, le linee delle schiene e delle gambe, attraverso i punti più illuminati e quelli rimasti nell’ombra Cristina ci rivela qualcosa di più importante. 

Dobbiamo andare oltre l’apparenza e scoprire nuove emozioni e nuovi sentimenti che durerebbero solo un secondo se Cristina non li imprimesse per sempre su pellicola. Da non sottovalutare, infatti, l’effetto donato dall’analogico al risultato finale: scatti perfetti nella loro imperfezione. 

Qui sotto potete trovare una selezione di lavori di Cristina Altieri, per scoprirne di più andate sul suo sito e sul suo profilo Instagram

Luci e ombre negli scatti di Cristina Altieri
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Luci e ombre negli scatti di Cristina Altieri
Luci e ombre negli scatti di Cristina Altieri
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West of Here, il progetto fotografico di Leonardo Magrelli

West of Here, il progetto fotografico di Leonardo Magrelli

Giulia Guido · 11 ore fa · Photography

È possibile fotografare un luogo virtuale? E se sì, si potrebbe definire fotografia di paesaggio? Se siete scettici sull’argomento, il progetto di Leonardo Magrelli vi farà cambiare idea, se invece eravate già convinti troverete negli scatti di West of Here ulteriori conferme. 

Classe 1989, Leonardo Magrelli nasce a Roma dove, mentre si laurea in Design e Architettura, fa i suoi primi passi nel mondo della fotografia sia collaborando nell’organizzazione del Festival Internazionale della Fotografia di Roma, sia lavorando con la casa editrice Punctum Press. Da più di cinque anni si focalizza tanto sui lavori commissionati quanto su quelli personali. Tra questi, l’ultimo ribalta completamente l’idea tradizionale di fotografia di paesaggio.  

West of Here sembra presentarci degli scorci in bianco e nero della città di Los Angeles, da Downtown ai quartieri più periferici, dalle spiagge alle strade a tre corsie limitate da lunghe file di palme. Sembra tutto così vero che scoprire di trovarsi davanti ad un’illusione non può che lasciare senza parole. In effetti, West of Here è una collezione di rielaborazioni di wallpapers e screenshot di Grand Theft Auto V, popolare videogame ambientato nella città immaginaria di Los Santos, parodia, se non il ricordo, di Los Angeles. 

Così, la capitale dell’intrattenimento, del cinema, degli studios e della televisione diventa a sua volta nient’altro che un set, l’ambientazione per qualcosa di più grande. Ma West of Here non nasce solo per analizzare il tema del confine tra virtuale e reale, e Leonardo Magrelli ci tiene a sottolinearlo:

“Questo lavoro è stato pensato come un omaggio a una lunga serie di grandi fotografi che hanno lavorato a Los Angeles per tutta la seconda metà del secolo scorso. Anche se è soprattutto attraverso il cinema che la città di Los Angeles è entrata a far parte dell’immaginario collettivo, non si può tuttavia sottovalutare l’influenza di questi artisti. Con la loro prospettiva, tutti loro hanno contribuito a creare un’idea e un’immagine della città ancora vivida e duratura.”

West of Here, il progetto fotografico di Leonardo Magrelli
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West of Here, il progetto fotografico di Leonardo Magrelli
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