G House, una casa da sogno nel nord Italia

G House, una casa da sogno nel nord Italia

Giulia Guido · 2 settimane fa · Design

Nel nord Italia, affacciata sulle Alpi Orobie, l’architetto italiano Alfredo Vanotti ha progettato G House, una casa dalle linee semplici e pulite che si inserisce nel paesaggio, permettendo di viverlo a 360°. 

L’obiettivo era quello di creare una sorta di terrazza abitata, per questo motivo la casa si sviluppa orizzontalmente, con una pianta stretta e lunga che segue il paesaggio e che è enfatizzata dal design pulito e minimale della struttura. La sua posizione privilegiata e l’utilizzo esclusivo di cemento armato e vetro consentono di sfruttare la luce naturale per tutto l’arco della giornata. 

L’interno e l’esterno sono separati solamente da ampie vetrate, per le quali gli architetti si sono rivolti a Sky-Frame, azienda svizzera specializzata nella produzione di finestre scorrevoli senza telaio, che per la G House ne hanno costruita appositamente una lunga 35 metri, collegando il soggiorno con la piscina a sfioro, anch’essa lunga 35 metri. 

Il risultato è una casa integrata nel territorio, quasi invisibile, da dove si può godere la tranquillità del paesaggio. 

Scopri G House qui sotto e per scoprire altri progetti di Alfredo Vanotti vai sul suo sito

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Current for Currents, le abitazioni galleggianti dello studio dada

Current for Currents, le abitazioni galleggianti dello studio dada

Giulia Guido · 1 settimana fa · Design

Come saranno le abitazioni del futuro? Galleggianti. Questa è la risposta dello studio dada e del suo progetto Current for Currents

Lo studio dada che ha sede a Manila si è lasciato ispirare dal cambiamento climatico, ma anche dalle continue calamità naturali, dall’aumento delle maree e delle tempeste che ogni anno si abbattono sulle coste delle Filippine. Così il team di architetti coordinato da Deo Alam, Pierre Michael Monjardin e Andrew Galano ha pensato a un’abitazione inusuale, che, come recita il claim del progetto “blue is the new green”, ponesse le sue fondamenta e fosse alimentata proprio dal mare. 

Current for Currents si presenta come un insieme di unità abitative modulari costruite in mezzo al mare e che ne sfruttano la forza in modo nuovo. Ogni singola abitazione è ancorata al fondale attraverso una struttura principale in plastica stampata, rendendo la loro costruzione possibile in ogni luogo. Infatti, sebbene il progetto sia stato pensato per le coste filippine, il suo design lo rende adattabile e costruibile ovunque. 

Essendo una casa del futuro la sostenibilità è la parola chiave: attraverso un sistema tecnologico incorporato nell’architettura ogni singola unità è alimentata sia dall’energia prodotta dalla marea sia dall’energia solare. 

Current of Currents propone un futuro sostenibile che, oltre a rispettare l’ambiente e il contesto naturale per il quale è stato progettato, sopravvive grazie all’ambiente. 

Current for Currents, le abitazioni galleggianti dello studio dada
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Current for Currents, le abitazioni galleggianti dello studio dada
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Sonora Art Village, un’oasi tra sogno e realtà

Sonora Art Village, un’oasi tra sogno e realtà

Giulia Guido · 1 settimana fa · Design

Pensate a un luogo calmo e colorato, dove non c’è spazio per il grigiore delle nostre città, per lo smog e la pioggia, e neanche per le ingiustizie e la disuguaglianza. Probabilmente questo luogo somiglierebbe al Sonora Art Village immaginato dal duo di architetti e designer Davit e Mary Jilavyan

Circa un anno fa, Davit e Mary avevano presentato il progetto della Sonora House, una casa in Messico che sorgeva tra il deserto e i cactus e spiccava per la sua forma insolita e per i suoi colori pastello. Durante il lockdown, i due architetti russi, hanno immaginato un luogo dove evadere, dove trovare o ritrovare pace e relax. È nato così il progetto del Sonora Art Village, ovvero un intero villaggio che riprende il design e le caratteristiche della Sonora House. 

Piccole case colorate collegate tra loro da passaggi, anch’essi colorati e tra i quali trovano spazio lunghe e strette piscine o campi da basket. Il villaggio di Davit e Mary Jilavyan è il luogo dove tutti vorremmo essere. 

Per le forme e le caratteristiche architettoniche, gli architetti si sono ispirati a grandi maestri come Ricardo Bofill e Luis Barragan, le cui opere sono ancora oggi un punto di riferimento per architetti e appassionati, e hanno trattato ogni singolo elemento come una scultura inserita in un’opera d’arte a 360°.  

Sonora Art Village è un’esplosione delle nostre emozioni, è quello che ci manca nella realtà. 

Sfortunatamente il Sonora Art Village è solo un progetto, ma nulla ci vieta di sperare che prima o poi possa diventare realtà. 

Sonora Art Village, un’oasi tra sogno e realtà
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Sonora Art Village, un’oasi tra sogno e realtà
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The Mountain Refuge, il rifugio modulare in legno

The Mountain Refuge, il rifugio modulare in legno

Giulia Guido · 1 settimana fa · Design

I due architetti dello studio Gnocchi+Danesi Architects hanno reinterpretato l’idea tradizionale di rifugio progettando e realizzando The Mountain Refuge

Si tratta di una piccola cabina modulare e prefabbricata dalla forma semplice e minimale che ricorda quella delle capanne. La struttura base si compone di due moduli che vanno a formare un’abitazione di una superficie di 24 metri quadrati, ma gli architetti hanno aggiunto la possibilità di incorporare un’ulteriore struttura di 12 metri quadrati, arrivando a una superficie totale di 36 metri quadrati. 

La natura modulare di The Mountain Refuge permette di essere costruita ovunque e su ogni superficie, però, sebbene la cabina non abbia bisogno di fondamenta, gli architetti hanno specificato che nei luoghi più estremi è consigliato appoggiare la struttura su una lastra di cemento. 

All’esterno la capanna è completamente ricoperta da uno strato di cemento di pino nero, che oltre a conferirle un’aria misteriosa e scura, rende la struttura impermeabile; all’interno, invece, la scelta di lasciare il compensato a vista trasforma immediatamente la The Mountain Refuge in un luogo caldo e accogliente. Fiore all’occhiello del progetto è l’enorme vetrata che permette di vivere a contatto con la natura rimanendo al sicuro sia di giorno sia di notte.  

The Mountain Refuge, il rifugio modulare in legno
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Spy Glass, la cabina da spiaggia del JaK Studio

Spy Glass, la cabina da spiaggia del JaK Studio

Giulia Guido · 1 settimana fa · Design

Sul lungo mare di Eastbourne, località estiva inglese a meno di un’ora da Brighton, il JaK Studio ha costruito una cabina da spiaggia unica nel suo genere. Chiamata Spy Glass, la sua progettazione parte dall’idea di costruire una struttura che ricordasse le vecchie capannine tipiche della costa inglese, ma incorporando la comodità del design moderno. 

Misurando 2 metri di larghezza e 3 metri sia di lunghezza sia di altezza, la Spy Glass offre al suo interno tutti i comfort di cui si ha bisogno durante una giornata la mare: all’esterno si trova un soffione con la doccia, mentre all’interno si trovano un bagno, un armadietto dove riporre gli oggetti personali e un letto a sbalzo. 

Da fuori il design della Spy Glass è divertente e si posiziona perfettamente nel paesaggio, inoltre la sua forma prende ispirazione dai classici binocoli a gettone che si trovano spesso sui moli e nelle località marittime. Di questi oggetti, ormai in disuso, il JaK Studio ha ripreso anche il sistema girevole. La cabina, infatti, è posizionata su una piattaforma che permette di ruotare l’intera struttura di 180°, dando la possibilità di ammirare dalla grande vetrata la costa, la spiaggia, il lungomare o il molo e di mettersi a favore del sole. 

Pensiamo che la nostra capanna sulla spiaggia aggiungerà qualcosa di speciale a questo segmento di costa, e allo stesso tempo si integrerà con il tessuto del tradizionale lungomare britannico.

Spy Glass, la cabina da spiaggia del JaK Studio
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