Photography Gaia Caramellino e il concetto di casa in movimento
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Gaia Caramellino e il concetto di casa in movimento

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Collater.al Contributors
gaia caramellino

La ricerca fotografica di Gaia Caramellino si traduce visivamente nell’esplorazione del suo passato nomade. Lei la chiama “casa in movimento”, quella che ha avuto durante la sua infanzia e da adolescente, cresciuta in una famiglia con radici nomadi. Per questo la sua indagine si focalizza sul concetto di casa, ricercando l’aspetto sacro e sfuggente nell’infanzia edificata che ognuno di noi porta con sé. Il progetto dal titolo La vita che ti diedi è un reportage narrativo che attraversa paesi e strade lontane. I protagonisti sono a lei sconosciuti, sono nomadi erranti che vivono in una condizione diversa da quella convenzionale. La malinconia emerge nei suo scatti mettendo in moto un processo empatico tale per cui lo spettatore famigliarizza con i soggetti pensando al concetto di confine in modo più accogliente. Di confine ne avevamo già parlato qui in occasione della mostra Collater.al Photography, di cui Gaia Caramellino ha fatto parte. Nelle sue fotografie, si legge nel testo di Giulia Tofi, il confine «prende improvvisamente forma, diventando quel luogo in cui risultare introvabili per potersi ritrovare ogni volta». Per questo, lo spazio diventa un territorio di incontro tra il sé e la realtà, tra l’interiorità e il mondo, facendosi quindi aggregatore e non divisore. Quello di Caramellino è un viaggio alla ricerca della sua casa attraverso i volti e i corpi altrui. Dove l’altro non esiste, dove l’altro incontra l’io.

Le opere di Gaia Caramellino saranno esposte al Liquida Photofestival di Torino dal 2 al 5 maggio 2024.

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Courtesy Gaia Caramellino

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