GIOVAPIÙGIOVA ci spiega come essere “Animali Notturni”

GIOVAPIÙGIOVA ci spiega come essere “Animali Notturni”

Cristiano Di Capua · 1 mese fa · Music

E uscito “Animali Notturni”, il primo studio album di GIOVAPIÙGIOVA per Harsh Times Records e Island Records. Per chi conosceva già il progetto, questo lavoro è solo un’ulteriore conferma della qualità artistica di Giova. Ci ha presentato un lavoro discografico vario, scuro e interessante grazie alle produzioni di Grindalf, perfettamente cucite sull’immaginario dell’artista. L’intero concept dell’album ruota intorno alla dimensione notturna dell’essere umano, con uno spiccato riferimento all’istinto e a quelle emozioni primordiali che di notte prendono il sopravvento, rendendo l’ascolto un’esperienza onirica e colorata. Per l’occasione gli abbiamo fatto qualche domanda.

Ciao Giova, iniziamo subito con una domanda di routine. Come stai per questa release? Raccontaci cosa ti sta passando per la testa in questi giorni.

Sono giorni intensi ma molto felici, si avvicina il momento in cui vedi il risultato del lavoro di mesi concretizzarsi e diventare reale. Un po’ come covare un uovo fino al giorno della schiusa, abbiamo protetto l’uovo, lo abbiamo difeso dai predatori, tenuto più al caldo possibile e a breve sarà il suo momento di uscire dal guscio.

“Animali Notturni” sin dal primo ascolto è un album estremamente vario, ma con un fil rouge elettronico grazie alle produzioni di Grindalf. Raccontaci come vi siete incontrati e come avete iniziato la vostra collaborazione.

Io e Luca ci siamo conosciuti tra il 2015 e il 2016 a Roma, fu una delle prime persone che incontrai lì. Ci è voluto poco a capire che c’era una bella affinità, è stato tutto molto naturale. Sia io che Grindalf amiamo ascoltare tantissime cose diverse tra loro. Credo che la chiave della varietà sonora presente nel disco sia riconducibile a una continua ricerca, come due bambini che scoprono il mondo, toccando e a volte rompendo, ma sempre divertendosi.

Questo tipo di sonorità risultano ancora poco presenti in Italia. Quali pensi siano i generi che ti hanno formato maggiormente quando parliamo di musica?

Ultimamente ho riaperto delle vecchie scatole con cd e cassette che ascoltavano i miei quando ero piccolo e ho tirato fuori qualche perla che mi ha rimandato indietro nel tempo. Credo che parte del contenuto di queste scatole sia stata fondamentale per quanto riguarda la mia formazione: da Paolo Conte a Little Ann, dal gospel dei The Jubalaires a Paolo Fresu.

Scenario: “GIOVAPIÙGIOVA tra 5 anni”. Se dovessi pensarci per qualche minuto, dove ti vedresti?

Chissà, non voglio precludermi niente.

Ovviamente immagino ci saranno dei live show ad accompagnare la release di quest’album. Come ti relazioni con gli spettacoli dal vivo? Descrivi un po’ come vivi quella dimensione.

L’obbiettivo è sempre dare tutto, mi piace, è adrenalina prima, durante e dopo gli show. La prima volta a teatro ricordo che ero piccolo e rimasi molto colpito dalla magia e dall’emozione di sentire l’orchestra. Un unico suono che fuoriesce dal golfo mistico per investire la platea.

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I mobili di Tom Sachs in mostra per la prima volta in 20 anni

I mobili di Tom Sachs in mostra per la prima volta in 20 anni

Tommaso Berra · 1 settimana fa · Design

Tom Sachs è tra gli artisti più apprezzati in quel panorama di menti creative che riescono ad influenzare contemporaneamente più discipline, mettendole in contatto continuo tra loro. Tra le opere dell’artista newyorkese c’è un’ampia produzione di mobili d’arredo, realizzati seguendo quel suo stile fintamente rudimentale, che sembra assemblare elementi di uso comune in modo spartano, come farebbe un bambino intento a sognare grandi progetti nella sua cameretta.
È nota la passione di Sachs per tutto ciò che riguarda lo spazio, per la prima volta in 20 anni però, l’artista ha esposto la sua serie di mobili per la casa, tutti numerati a mano e parte di una collezione inedita.

 

 
 
 
 
 
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“Tom Sachs: Furniture”  è ospitata alla Stony Islands Arts Bank di Chicago e rimarrà visitabile fino al 4 settembre 2022. 
Tutti i mobili rispecchiano l’idea di Tom Sachs che anche gli oggetti quotidiani abbiano un valore artistico e sono proprio i gesti che compiamo nel contesto domestico che elevano il significato artistico di sedie, poltrone, luci o casse per la musica. È la musica che suona dall’impianto rosa marchiato Miu Miu a rendere arte la cassa. 
Non potevano mancare per l’appunto riferimenti alla cultura pop, inseriti dall’artista quasi casualmente all’interno delle proprie opere a tecnica mista. I materiali spaziano dal legno massello al compensato, dall’alluminio fino alla resina, diversificando i tagli, da quelli più irregolari ad altri che recuperano il minimalismo e le linee pulite e squadrate. 
Scopri i modelli Love Seat, Crate Chair o la lampada ConEd sul sito ufficiale dell’artista.

Tom Sachs | Collater.al
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I mobili di Tom Sachs in mostra per la prima volta in 20 anni
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I mobili di Tom Sachs in mostra per la prima volta in 20 anni
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I colori della Silicon Valley nel nuovo progetto di Olafur Eliasson

I colori della Silicon Valley nel nuovo progetto di Olafur Eliasson

Tommaso Berra · 1 settimana fa · Design

È nella città di Sonoma, in California, che l’artista danese Olafur Eliasson ha presentato la sua ultima opera: un padiglione conico composto da 832 pannelli che riflette un kaleidoscopio di colori sul terreno della Valley.
Il Vertical Panorama Pavillon è stato realizzato insieme a Sebastian Behmann, con il quale ha fondato nel 2014 Studio Other Space. La combinazione di 24 colori che compongono il baldacchino formano una struttura che si alza sopra le coltivazioni di uva di quella zona, interrompendosi solo con il grande oculo rivolto verso Nord.
Secondo il progetto di Olafur Eliasson l’esperienza è prima di tutto mentale e successivamente fisica. Gli ospiti che si apprestano a degustare i vini della zona infatti possono in principio sentire lo scricchiolio del terreno della zona, poi le fragranze della vegetazione e infine i riflessi di colore che coprono ogni cosa.

Olafur Eliasson | Collater.al
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I colori della Silicon Valley nel nuovo progetto di Olafur Eliasson
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A Milano è in arrivo il bioufficio più grande d’Italia

A Milano è in arrivo il bioufficio più grande d’Italia

Tommaso Berra · 7 giorni fa · Design

A Nord-Est di Milano, a Crescenzago, sorge la sede della storica casa editrice Rizzoli, un edificio pronto a cambiare volto grazie al nuovo progetto sostenibile di Kengo Kuma Associates.
Lo studio fondato dall’archistar giapponese è pronto a regalare a Milano uno spazio verde che ospiterà uffici, coworking, un supermercato e un centro medico, in un’area nella quale è prevista la costruzione di oltre 350 appartamenti venduti a prezzi contenuti.
L’area avrà una piazza come fulcro e luogo di ritrovo, circondata da piante che saranno il frutto della collaborazione con il rinomato botanico italiano Stefano Mancuso.

Il progetto è stato chiamato “Welcome, feeling at work” e sarà realizzato in legno, un materiale che caratterizza da sempre il lavoro di Kengo Kuma. La sede Rizzoli rimodernata andrà a formare il più grande bioufficio d’Italia, in un progetto che conserverà come memoria alcuni elementi dello storico edificio come la scala realizzata da Piero Portaluppi, che manterrà il proprio posto all’interno dell’edificio.

Milano | Collater.al
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A Milano è in arrivo il bioufficio più grande d’Italia
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Memphis Milano Galleria cuore del design sperimentale

Memphis Milano Galleria cuore del design sperimentale

Tommaso Berra · 4 settimane fa · Design

Da qualche settimana ha inaugurato a Milano una nuova galleria in Largo Treves, nel cuore di Brera. Si tratta della nuova Memphis Milano Galleria, in cui sono esposti alcuni dei più importanti lavori ideati dai designer che hanno fatto parte di Memphis, il collettivo che ha aiutato a definire il design italiano a partire dagli anni ’80.
L’11 dicembre 1980 nella casa di Ettore Sottsass viene fondato il gruppo, con l’obiettivo di provare a riscrivere i codici del design, rompendo schemi di progettazione e ripensando alla cultura del prodotto. In questi anni le opere sono state presentate all’interno di mostre in tutto il mondo, con riedizioni di alcuni dei prodotti più significativi dello studio e dal fascino senza tempo, come nel caso delle librerie Carlton e Casablanca di Ettore Sottsass.

Memphis ha rinnovato la sua sede espositiva regalando a Milano un appartamento in cui palette e pattern definiscono un ambiente creativo e carico di concetti artistici. Memphis Milano Galleria è un luogo simbolo del design italiano e nuovo polo per gli appassionati di storia del design industriale e di un nuovo approccio alla progettazione nato in una stagione di grande ripensamento concettuale.
Da qualche mese lo storico gruppo è stato acquistato da Italian Radical Design, già proprietario da dieci anni di Gufram. L’acquisizione di Memphis Milano rientra nel progetto di preservare i marchi del design italiano, un’operazione di restauro del patrimonio italiano che ha un suo compimento anche in questa nuova galleria.
Visita il sito del brand per ripercorrerne la storia e i suoi protagonisti, e per avere informazioni sugli orari di apertura della galleria.

Memphis Milano Galleria cuore del design sperimentale
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