If I Died, la mostra al St. Regis di Roma

If I Died, la mostra al St. Regis di Roma

Giulia Guido · 2 settimane fa · Art

La hall del St. Regis di Roma cambia aspetto fino al 26 aprile grazie a If I Died, la mostra promossa da Galleria Continua e curata dal duo di artisti cinese formato di Sole Yuan & Peng Yu che attraverso tre installazioni differenti affronta temi legati alla società, alla comunicazione e all’informazione. 

La prima di queste, che è anche la prima ad accogliere gli spettatori, si chiama I Didn’t Notice What I’m Doing ed è formata da un rinoceronte e un triceratopo realizzati in fibra di vetro. Data la loro somiglianza, i due animali sono sempre stati associati riferendosi al primo come l’evoluzione del secondo, ma, in effetti, non esiste nessun legame tra i due esemplari. Quest’opera vuole far riflettere su come, sempre più spesso, si trattano argomenti senza avere delle solide basi scientifiche su cui fare fondamento, finendo per veicolare delle informazioni sbagliate. 

La seconda opera in mostra è If I Died, una scultura che ritrae la madre di Peng Yu posta in mezzo a decine e decine di animali. Si tratta della rappresentazione di come la donna si è immaginata la vita dopo la morte.

L’ultima installazione, e forse anche quella più d’impatto, si chiama Teenager Teenager ed è composta da una serie di figure vestite di tutto punto, sedute su comodi divani in pelle che hanno degli enormi massi sulle teste che non gli permettono di vedere intorno a loro. Quest’ultima opera invita lo spettatore a riflettere sui limiti che ci sono tra le persone e come questi impediscano molte volte la comunicazione. 

Da sempre, e anche con If I Died, Sole Yuan & Peng Yu presentano la loro personale visione del mondo, fatta di contrasti e paradossi, e per questo attendibile e veritiera. 

If I Died, la mostra al St. Regis di Roma
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Raheem Sterling nella nuova campagna di Gillette

Raheem Sterling nella nuova campagna di Gillette

Giulia Guido · 2 settimane fa · Art

Da sempre l’uomo è perennemente alla ricerca di modelli di comportamento, di persone a cui ispirarsi, a cui aspirare. Questo era così nell’Antico Egitto, ha continuato ad esserlo per secoli e secoli durante il Medioevo, il Rinascimento e così via, continuando ad esserlo ancora adesso. 

Al giorno d’oggi ognuno di noi ha una figura, poco importa che sia uno sportivo, un intellettuale, un politico o un artista, che ha innalzato a proprio idolo a cui non solo si ispira, ma ne ha il disperato bisogno. È proprio a questa necessità di avere delle persone di riferimento che Gillette si è ispirata per creare l’ultima campagna “Made of What Metters”. 

E quale volto migliore per una campagna del genere se non Raheem Sterling, l’attaccante del Manchester City diventato un vero e proprio simbolo contro il razzismo, in campo e fuori. 

If someone asks you what you’re made of.
Don’t just tell them.
Show them.

Ancora una volta Gillette utilizza la pubblicità come mezzo per veicolare valori e principi sani, quelli che un vero uomo dovrebbe avere e seguire.

Guarda lo spot con Raheem Sterling qui sotto! 

Raheem Sterling nella nuova campagna di Gillette
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L’urban artist Ludo colpisce ancora

L’urban artist Ludo colpisce ancora

Emanuele D'Angelo · 2 settimane fa · Art

L’artista francese Ludo, di cui avevamo parlato qui, è tornato nuovamente a Parigi con due nuovi fantastici lavori.
Si intitolano “Blow Up the Outside World” e “Manneken-Pissed“, l’artista di strada francese ha dato vita a due nuove immagini che sono state create utilizzando alcuni dei suoi elementi caratteristici.

Ludo è da sempre affascinato dall’energia della strada e dalla vita di tutti i giorni, che lo ispirano e continuano a stimolarlo. Vuole che ogni opera diventi un modo per riflettere, cercando di comprendere che stimoli può dare a chi guarda i suoi lavori, rendendolo parte integrante e non un mero spettatore.

Ludo | Collater.al

Ludo è nato e cresciuto nei sobborghi di Parigi, sin dall’adolescenze amava lasciare il suo tag per le strade della sua città. Dopo aver studiato sociologia per anni, si rende conto del suo talento e giustamente decide di cambiar strada. Passa anche da Milano, città in cui completa i suoi studi e in cui nel frattempo continua a perfezionare la sua poster art che da lì a poco diventerà il suo marchio di fabbrica.
Usa la matita e la pittura ad olio per rendere unici i suoi lavori e ama combinare nero e bianco ma soprattutto il verde neon, colore senza dubbio di riferimento dell’artista, per evidenziare gli elementi naturali che i suoi personaggi possiedono. Le creature che crea e disegna sono esseri indefiniti, a metà tra uomo e robot, tra natura e tecnologia.

Adesso è ritornato nuovamente a far parlare di sé, con due poster surreali. Un bambino con al posto della testa un teschio che delicatamente fa pipì, in verde ovviamente, sul mondo intero e un fiore, una sorta di polline che si erge e cresce su del filo spinato.

L’urban artist Ludo colpisce ancora
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Sadzylla, le illustrazioni tristi di Giulia Corona

Sadzylla, le illustrazioni tristi di Giulia Corona

Giulia Pacciardi · 2 settimane fa · Art

Tutto quello che trovate qua è stato scritto, disegnato e sofferto da me.
Ma nonostante le illustrazioni della giovane artista Giulia Corona, in arte Sadzylla, parlano di se stessa e delle sue storie, non è difficile immedesimarsi in quelle che sono le sue emozioni, sensazioni e pensieri.

L’illustratrice ventiduenne, che nella vita studia storia e scrive anche canzoni, disegna i sentimenti.
Quelli che nascono da insicurezze, dagli amori non corrisposti, dal rumore di un cuore spezzato, dai controsensi di cui siamo fatti e dalle incertezze di cui tutti i rapporti umani sono intrisi.
Sono illustrazioni semplici che arrivano dritte al punto anche grazie alle parole che Giulia ci abbina, facendoci sentire un po’ meno soli nelle nostre piccole battaglie quotidiane in cui protagonista e antagonista sono la stessa persona.

Noi ne abbiamo selezionate alcune ma per una giusta dose giornaliera di amore potete seguire Sadzylla qui.

Sadzylla, le illustrazioni tristi di Giulia Corona
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Sadzylla, le illustrazioni tristi di Giulia Corona
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Framlab e la soluzione al problema della crisi agricola

Framlab e la soluzione al problema della crisi agricola

Emanuele D'Angelo · 2 settimane fa · Art

Framlab è uno studio innovativo di architettura e design con sede a New York.
Fondato da Andreas Tjeldflaat, Framlab, non è solo uno studio, ma si pone l’obiettivo di creare oggetti e lavori unici per un futuro migliore e provare a dar delle risposte ai complessi temi di oggi, come i cambiamenti climatici.

L’ultimo fantastico e complesso progetto è stato realizzato a Brooklyn, Framlab ha creato “Glasir”,  delle strutture simili a degli alberi capaci di risolvere in parte il problema della crisi agricola.
L’agricoltura infatti è sempre stata alla base della civiltà svolgendo un ruolo primario nella nostra società. “Dai tempi della caccia e della raccolta, la pratica della coltivazione della terra e degli animali da allevamento ha catapultato l’umanità in avanti – regalando una nuova prosperità e sviluppo. Tuttavia, l’antica forma di agricoltura è ben lontana dall’odierna controparte industrializzata”.
Oggi le soluzioni sono molteplici, ma non è tardata ad arrivare una risposta da Framlab, che cerca di intervenire con un sistema unico e rivoluzionario per l’agricoltura urbana.
Il progetto combina la flessibilità della produzione con l’efficienza dei sistemi di crescita aeroponica, offrendo strutture agricole verticali auto-regolanti in grado di fornire ai quartieri e non solo, prodotti a km zero a prezzi accessibili tutto l’anno.

Glasir è un modello composto da un singolo tronco che cresce in modo ritmico e modulare, sviluppandosi su diversi livelli di rami. Questo sistema è composto da dieci moduli – cinque di crescita, tre di produzione e due di accesso. 
Ogni ramo è interconnesso, consentendo a Glasir di assemblarsi in un numero infinito di configurazioni e rami. Attraverso un complesso sistema di elevazione e di distribuzione dei moduli di produzione, il sistema di Framlab consente una produzione locale ad altissimo rendimento di verdure e ortaggi, e si propone inoltre di creare con queste strutture futuristiche un graduale mutamento delle strade di Brooklyn.

Framlab e la soluzione al problema della crisi agricola
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